Gesti e simboli nazisti in classe: M5S e Giovani Dem in coro: “Immagini che fanno gelare il sangue”

L’eco rimbomba forte, in rete e non solo, da almeno ventiquattro ore. Le immagini dei cinque studenti del liceo “G. Vico” di Sulmona, con saluti romani e bandiera fascista, rimbalzano sul web da un giorno, lasciando strascichi, critiche e parole impregnate di amarezza e delusione per un gesto aggravato, ancor di più, dal tempo (a cavallo della giornata della memoria) e luogo (tra i banchi della propria aula).

Niente di goliardico, come specificato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle, Gabrielle Di Girolamo, che paragona i fatti ripresi in viale Togliatti e postati su TikTok, con quanto avvenuto nel Liceo Righi di Roma.

“È la stessa trama dell’incoscienza – commenta -, della scarsa consapevolezza di questi ragazzi. In questo senso possiamo parlare di situazione allarmante: la scuola, il luogo che dovrebbe formare le menti dei nostri giovani, la scuola che prepara al futuro e fa conoscere e riflettere sul passato, diventa teatro di esaltazione di simboli e gesti che hanno reso il 900 uno dei periodi più bui della nostra storia. Fascismo e nazismo sono stati negazione di idee, negazione di libertà e democrazia. Il bisogno di pensare non era necessario, bastava il pensiero del capo, bastava il culto del capo. Gli orrori di quel periodo dovrebbero essere bene impressi nelle menti di ognuno, specie delle nuove generazioni, specie nel particolarissimo periodo storico che stiamo vivendo. Questa mancanza di consapevolezza, ben lungi dall’assolvere o giustificare in qualche modo i ragazzi in foto, deve sollecitare in chi osserva interrogativi pressanti sul perché di un simile atteggiamento”.

“Il clima di colpevole, costante sdoganamento di alcuni comportamenti – il braccio alzato che vediamo in tanti video, ad esempio – certo non aiuta, ma non basta a dare una spiegazione – conclude -. Bisogna chiedersi il perché questi ragazzi siano così tanto facilmente esposti e ricettivi nei confronti di taluni messaggi. Manca qualcosa ed è mancato qualcosa a questi ragazzi, che evidentemente non hanno avuto modo di diventare consapevoli e pensanti. Quanto accaduto è fatto gravissimo su cui spero venga fatta chiarezza al più presto. Sulmona è altro ed è sicuramente altro anche il Liceo Vico, che ritengo parte lesa in questa brutta storia”.

Poi l’invito ai ragazzi a visitare i luoghi in cui i partigiani italiani hanno perso la vita, per la libertà, dove i nazisti rastrellavano intere comunità. Di Girolamo richiama anche le parole del sopravvissuto Sami Modiano, affinché quei ragazzi capiscano “la gravità dei gesti compiuti e recuperino il bisogno di pensare, evidentemente andato smarrito durante quel terribile scatto fotografico”.

Sul tema interviene anche Francesco Balassone, segretario provinciale dei Giovani Democratici della provincia dell’Aquila. “È un’immagine che gela il sangue — spiega Balassone — non solo per i simboli che evoca, ma per la leggerezza con cui è stata ostentata in un luogo che dovrebbe essere custode di sapere e rispetto. Questo episodio non è una bravata e tantomeno uno scherzo goliardico tra ragazzi, ma il segnale di una deriva culturale che ci preoccupa e ci disgusta.”

“Ciò che più ci scuote — continua — è la facilità con cui l’estetica dell’orrore viene riesumata come un gioco o una provocazione banale, dimenticando che quei simboli hanno accompagnato genocidi, persecuzioni e la distruzione della dignità umana. Se qualcuno pensa che quel braccio teso sia un simbolo di forza o di appartenenza, allora la sconfitta è collettiva, perché significa che una parte della società non è riuscita a trasmettere il valore della Memoria.”

“Bisogna però essere chiari su un punto — conclude Balassone — questa deriva non nasce dal nulla e non è casuale. È anche il prodotto di un clima politico e culturale che negli anni ha contribuito a banalizzare e normalizzare simboli e linguaggi legati all’oppressione e alla discriminazione. Da questa situazione si può uscire solo con fermezza morale e culturale, riaffermando che uguaglianza, dignità e libertà sono principi non negoziabili. Il silenzio di una parte della politica di fronte a episodi come questo è grave: scegliere di non reagire significa diventare, di fatto, corresponsabili.”

5 Commenti su "Gesti e simboli nazisti in classe: M5S e Giovani Dem in coro: “Immagini che fanno gelare il sangue”"

  1. meh! Ogni tanto qualcuno si ricorda di avere un ruolo istituzionale, lo facesse più spesso non sarebbe male.

  2. Cococce e null'altro | 10 Febbraio 2026 at 20:35 | Rispondi

    Fateci capire meglio, solo il ” Fascismo e nazismo sono stati negazione di idee, negazione di libertà e democrazia”?
    L’uguaglianza, la dignità e la libertà sono principi non negoziabili, è un’assunto incontrovertibile, e per questo dobbiamo ringraziare la Democrazia Cristiana, il partito Repubblicano e quello liberale.

  3. quelle immagini gelano il sangue perché le immagini e i crimini commessi dai vostri amici comunisti vanno bene per loro tutto e concesso vedasi le foibe ed altro,

  4. Viviamo in un periodo storico di merda.
    E la colpa è dei social network .

  5. Francesco Vella | 11 Febbraio 2026 at 08:47 | Rispondi

    Altro che gite a Barcellona o Praga degli studenti bisogna farne una sola, la “gita” ad Auschwitz-Birkenau. E’ l’unico modo per far toccare con mano ciò che è stato.

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