
Si è tenuta questa mattina a Palazzo San Francesco l’incontro tra il Comitato No Inceneritore Get Energy e l’amministrazione comunale di Sulmona. Per il Comune vi hanno preso parte il Sindaco Luca Tirabassi, il vice Sindaco Mauro Tirabassi, il presidente della Commissione Ambiente Mario D’angelo e il consigliere di maggioranza Francesco D’Antuono e l’assessore alle attività produttive Gianluca Giammarco. Per il Comitato sono intervenuti Giovanna Margadonna, Marco Alberico, Mario Pizzola e i medici Roberto Ranalli e Maurizio Cacchioni.
I rappresentanti del Comitato hanno evidenziato le tante criticità dell’impianto proposto: la sperimentalità del progetto; l’estrema eterogeneità dei rifiuti da trattare con conseguente difficile classificazione delle emissioni in atmosfera; la mancanza di trasparenza da parte dell’azienda; il rischio dell’arrivo di rifiuti da ogni dove, il che trasformerebbe la nostra valle, in modo definitivo, nell’immondezzaio d’Abruzzo; l’effetto cumulativo con altri insediamenti inquinanti e altamente impattanti quali la turbogas Metaenergia, la centrale Snam e la discarica del Cogesa; la presenza nell’area del Nucleo industriale di ricettori sensibili quali la clinica San Raffaele, strutture alberghiere, attività produttive nel settore alimentare e supermercati.
Da parte dei medici è stata sottolineata la particolare condizione orografica e meteo-climatica della Conca Peligna che, attraverso il persistente fenomeno dell’inversione termica, favorisce il ristagno delle sostanze inquinanti nell’aria che respiriamo e la loro ricaduta sul terreno, con conseguente immissione nella catena alimentare. Tutto ciò determina un incremento delle patologie sanitarie a danno della salute dei cittadini.
Il Comitato ha chiesto che, indipendentemente dell’iter autorizzativo che il progetto avrà in Regione, il Comune di Sulmona assuma subito una posizione di netta contrarietà a livello politico-amministrativo, in considerazione soprattutto della elevata vocazione ambientale del nostro territorio e della sua incompatibilità con industrie e attività insalubri. Il Sindaco Tirabassi ha condiviso le forti preoccupazioni espresse dal Comitato e dai medici ed ha illustrato le osservazioni inviate dal Comune in Regione.
“Sulla richiesta di esprimere un no chiaro e deciso all’impianto – scrivono dal Comitato -, il Sindaco si è mostrato molto cauto, limitandosi a una generica valutazione su futuri atti politico-amministrativi. Una posizione che stride con l’impegno già assunto dalle tre consigliere regionali e dalla Sindaca di Pratola, Antonella Di Nino. Quest’ultima ha già tracciato la strada: la battaglia contro l’inceneritore deve essere innanzitutto politica e il primo passo fondamentale è l’adozione di una delibera consiliare, atto che il Comune di Sulmona non può più rimandare se vuole davvero tutelare il territorio. Riteniamo che tale cautela ed attendismo non sia condivisibile, soprattutto in considerazione del fatto che il Comune di Sulmona non dovrebbe svolgere un ruolo di freno ma, al contrario, essere il capofila della lotta all’inceneritore”.
Che il sindaco e tutta l’amministrazione comunale non abbiano tutta l’intenzione di dire un netto “NO” all’insediamento dell’inceneritore si era già capito,altrimenti lo avrebbero già fatto, come lo ha fatto la sindaca di Pratola.Sarebbe interessante capire le motivazioni e le ragioni che lo spingono a non accettare le proteste -queste sì,ben motivate- di comitati e cittadini.Ordini ricevuti dall’alto?
SI, dall’alto dei cieli, ma per favore.
Forse hai dimenticato chi per primo non ha detto un chiaro NO, che ( forse) avrebbe stoppato sul nascere questo malsano progetto.
Comunque che sappiano che noi Peligni non lo vogliamo.
Che si apra una petizione popolare, dove possiamo esprimere il nostro totale dissenso.
Bisogna ancora pensarci che l’inceneritore è dannoso per tutta la vallata e non deve essere realizzato? Eppure gli effetti nefasti di un inceneritore sono ben noti.Cosa si aspetta a rifiutarlo politicamente e definitivamente? Noi cittadini vorremmo una risposta immediata,perchè non c’è tempo da perdere
io invece comprendo la posizione cauta. il nostro stato si regge su norme e regolamenti, esprimere un no “politico” non costa nulla vedi la sindaca di pratola dire un no con motivazioni giuridiche diventa piu complicato se invece e’formalmente consentito. aprirebbe una guerra legale con la societa proponente e una azione risarcitoria a carico delle casse comunali che pagheremmo noi tutti per poi accusare l’amministrazione del danno. apprezzo invece l’approcio cauto da avvocato del sindaco, valutarenno gli atti, documenti richieste, pareri per assumere un provvedimento amministratibo legittimo e che possa reggere un eventuale ricorso al TAR.
l’iter è regionale.