Get-Energy, passo indietro sull’impianto: chiesta l’archiviazione del progetto

Get Energy alza bandiera bianca, almeno per il momento, sulla Valle Peligna. L’azienda che aveva in mente di portare a Sulmona l’impianto di recupero di rifiuti non pericolosi con produzione di energia, ha formalmente richiesto l’archiviazione dell’istanza di PAUR precedentemente presentata. La comunicazione è stata protocollata ieri, 2 febbraio, dalla Regione Abruzzo – Servizio Valutazioni Ambientali.

Un passo indietro non definitivo, perché la stessa società nella comunicazione specifica che l’archiviazione non costituisce rinuncia all’iniziativa, ma è finalizzata a una eventuale futura ripresentazione del progetto in forma aggiornata. Insomma, si tornerà alla carica in futuro, ma al momento a vincere sono i cittadini e il muro collettivo che la città ovidiana ha innalzato da sola per l’intero comprensorio. Già, perché nei Comuni limitrofi, da Pacentro a Roccacasale, da Raiano a Corfinio, di iniziative concrete non se ne sono viste né sentite.

La richiesta di sospensione riguarda la procedura avviata nell’agosto 2025 e viene motivata dalla stessa società con la necessità di procedere a un riassetto complessivo della documentazione tecnica, progettuale e amministrativa, a seguito delle criticità e delle osservazioni emerse nel corso dell’istruttoria. Un atto formale e ufficiale, che determina la chiusura dell’attuale procedimento autorizzativo.

“Questo passaggio – dichiara Marianna Scoccia, vicepresidente del consiglio regionale Abruzzo – certifica nero su bianco che le criticità sollevate in questi mesi erano fondate e rilevanti. Non parliamo di opinioni, ma di un procedimento che si chiude perché non ha retto al vaglio tecnico e amministrativo”.

“È evidente – prosegue – che la società intenda ripresentare una nuova istanza. Ed è altrettanto evidente che ogni eventuale nuovo progetto dovrà essere valutato con la massima attenzione, senza scorciatoie e senza forzature, mettendo al centro la tutela del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini. Su Sulmona e sulla Valle Peligna non si gioca: la vigilanza resta alta e il confronto dovrà essere trasparente, pubblico e rigoroso, coinvolgendo pienamente istituzioni e comunità locali”.

Ed esultare è soprattutto il Comitato No Inceneritore, che da mesi porta avanti una battaglia che, come afferma, “è la prima vinta oggi dai cittadini”.

“E’ un risultato che non è caduto dal cielo, neppure è il frutto di un improvviso ripensamento burocratico – commenta il Comitato -. È il successo della cittadinanza attiva che si è auto-organizzata dando vita al nostro Comitato. In pochi mesi abbiamo trasformato il silenzio istituzionale e la disinformazione in un dibattito pubblico attraverso tre grandi assemblee cittadine che hanno visto la partecipazione numerosa della popolazione peligna, informandola sui rischi e sulla reale natura del progetto”.

“È evidente – prosegue – che la mole di criticità sollevate dai cittadini abbia reso il progetto tecnicamente e politicamente indifendibile. Anche la politica regionale, che inizialmente appariva distratta, ha dovuto prendere atto della ferma contrarietà della comunità peligna. Le dichiarazioni odierne delle istituzioni regionali, che definiscono le criticità fondate e rilevanti, sono la conferma che la nostra battaglia era ed è giusta”.

“L’allarme che avevamo lanciato ad agosto scorso sull’inceneritore proposto a Sulmona è stato raccolto dalla comunità locale che ha messo in campo tante iniziative utili per raggiungere un primo risultato tangibile, il ritiro dell’istanza. La società proponente ci tiene a scrivere che intende attivare un ulteriore procedimento con nuovi documenti. Diciamo subito che riteniamo il progetto in radice inemendabile per cui suggeriamo alla ditta di gettare definitivamente la spugna” così Augusto De Sanctis del Forum H2O commenta la nota con cui la società proponente ha chiesto l’archiviazione dell’istanza di autorizzazione.

L’associazione aveva organizzato diversi incontri a Sulmona per illustrare, carte e ricerche scientifiche alla mano, le manifeste contraddizioni e lacune insite nel progetto. Da lì è partita una partecipata campagna che ha raccolto tantissime adesioni, fino ad arrivare nelle aule del Consiglio Regionale dove i Forum H2O e comitati sono stati auditi. Iniziative che a loro volta hanno portato a chiare prese di posizione dei consiglieri regionali del territorio.

“Dal 2008 l’incenerimento è al penultimo posto nella gerarchia comunitaria per la gestione dei rifiuti. La pirolisi è una tecnologia acerba per il trattamento della plastica. La morfologia della conca peligna, chiusa su tutti i lati, determina una particolare vulnerabilità all’inquinamento dell’aria, per non parlare dell’effetto cumulo con altri impianti di grandi dimensioni già localizzati nella zona. La popolazione quasi unanimemente non vuole questo impianto. Sono ragioni concrete e inattaccabili per cui sarebbe meglio mettere una pietra tombale sopra un progetto irricevibile.” conclude De Sanctis.

12 Commenti su "Get-Energy, passo indietro sull’impianto: chiesta l’archiviazione del progetto"

  1. Comunque la scoccia ci ha messo la faccia ed è stata brava.

    • Ordinaria amministrazione | 3 Febbraio 2026 at 17:06 | Rispondi

      quale faccia? semplicemente è stata votata ed e pagata con i soldi dei contribuenti tutti, quindi ha fatto quello che spetta per il suo ruolo istituzionale che ricopre. molto semplice e lineare. nel mentre aspettiamo da maggio 2025 anche il cambiamento della legge regionale sulle grondaie.

      • Mi sembra di sentire qualcuno rodere

        • stiamo ancora aspettando la regione sulle grondaie…

          • Non ci sta nulla da attendere. Hai già la risposta “regionale”: il Piano di Classifica presente sul sito del Consorzio che afferma esattamente che il tributo non va pagato se non hai beneficio diretto. Il resto è fuffa e in un contenzioso legale e tributario il Consorzio avrebbe la peggio.

  2. “Su Sulmona e la Valle Peligna non si gioca” dice la Scoccia… dimentica evidentemente le giocate passate, ultima e gravissima quella della Snam.

  3. Elisabetta Bianchi | 3 Febbraio 2026 at 17:33 | Rispondi

    ma di cosa state parlando??? è solo fumo negli occhi…stanno soltanto ricalcolando il percorso…ma davvero pensavano di insediarsi a Sulmona senza dialogare con la politica alla vigilia delle elezioni politiche???
    Ingenui loro, altri furbacchioni, cittadini infinocchiati
    Tutti poi vissero felici e contenti. Fine della breve storia triste

    • Al lupo, al lupo | 3 Febbraio 2026 at 20:55 | Rispondi

      Coordinandosi con l’Arpa Abruzzo (ex ARTA) per la tutela del territorio, la “C”VIARA con sede in Via Salaria Antica Est, ha fornito orientamenti e suggerimenti alla GET ENERGY.
      Non essendo stata formalmente assoggettata ad esaminazione secondo statuito iter procedurale, l’istanza per la realizzazione non è stata di fatto rigettata (!).
      Ne consegue che la Società proponente potrà nuovamente esercitare il diritto d’impresa presentando un rivisitato dossier che scontatamente avrà recepito e soddisfatto le maggiori osservazioni inoltrate e ricevute dalla Comissione.
      Get Energy ringrazia e prende tempo.
      In termini industriali, questa manovra si chiama “tempo di attraveramento”.
      The game is not over….

  4. Occhio!
    “La società proponente ci tiene a scrivere che intende attivare procedimenti con nuovi documenti”.
    Attenzione ai facili entusiasmi e comunque se veramente ci fosse questo auspicabile stop il merito va ai Comitati per l’ambiente che mai si sono arresi ed hanno tenuto alta l’attenzione su questo argomento.
    Facile vestire le penne del pavone….

  5. Sulmona capitale della monnezza | 3 Febbraio 2026 at 20:57 | Rispondi

    Le 2 “Grazie” regionali (la 3^ completamente assente) hanno preso una ferma posizione solo nel momento in cui lo scenario era già chiaro a tutti, sono state costrette a scendere in campo, e, furbescamente, per salvare almeno la faccia, da politicanti navigate, cercano di prendersene il merito che va tutto e ripeto TUTTO al comitato che ha supplito al colpevole silenzio delle istituzioni.
    Purtroppo, bisogna essere molto vigili perché il progetto non è stato ancora archiviato.

  6. Sempre e solo il tira e molla con gli elettori.
    Lo è stato con l’ospedale di 1° livello, prima declassato e poi tornato tale.
    Risultato =(-1+1)=0 , ma continua ad essere una scatola vuota, inefficiente e inefficace.
    Anche la consultazione popolare tanto decantata tutta fuffa, per le stellette.
    Sarà così anche per la “tassa sulle grondaie”, nuovo ed ennesimo stop ed ennesimo RISULTATO NULLO, poi, più in la, si ripartirà con una nuova ennesima battaglia già “confezionata”.
    Ed intanto la comunità muore pigramente nell’ignavia più completa, e basta guardare il come lavora alacremente il Comune di Sulmona per la città!
    Tutto e solo merito delle associazioni ambientaliste che ci hanno aperto gli occhi su di un disastro imminente, e il tutto nel mentre un altro è in corso (la stazione di compressione metano).
    Ed intanto si infinocchia, anzi si incarciofa il cittadino per le prossime elezioni e per ulteriori mete e successi (sempre e comunque i loro).

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