Get Energy, travi nell’area nonostante il ritiro dell’istanza di PAUR per l’impianto

Il progetto per la realizzazione dell’impianto di pirolisi da parte della società Get Energy è stato formalmente ritirato, ma nell’area industriale di Sulmona continuano a emergere elementi che alimentano dubbi e preoccupazioni. Questa mattina, infatti, il Comitato “No inceneritore”, ha segnalato il deposito di grandi travi strutturali all’interno della proprietà, materiale che – secondo il Comitato cittadino contrario all’impianto – sarebbe chiaramente riconducibile alla costruzione di un complesso di natura industriale.

Un fatto che, secondo i promotori dell’iniziativa, contrasta apertamente con le rassicurazioni fornite dopo il ritiro della richiesta dell’istanza di PAUR avvenuto la scorsa settimana. “Quel passo avrebbe dovuto chiudere definitivamente ogni ipotesi di edificazione industriale su quell’area”, sottolinea il Comitato, che ora si interroga sulla reale finalità delle strutture presenti sul terreno e sulle attività in corso.

A rendere la situazione ancora più delicata è l’assenza, allo stato attuale, di autorizzazioni comunali e regionali. Il Comune nei fatti non avrebbe infatti rilasciato permessi di costruire né altre autorizzazioni edilizie per l’avvio di lavori industriali su quel lotto, né vi sarebbero state le condizioni per farlo.

Per il Comitato non è accettabile che il controllo del territorio ricada esclusivamente sull’iniziativa spontanea dei cittadini. “È il momento – spiegano – che la politica e gli organi di vigilanza esercitino fino in fondo il proprio ruolo, con tempestività e fermezza”.

Da qui la richiesta formale rivolta al sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, affinché disponga un intervento immediato della Polizia Locale per un sopralluogo tecnico nell’area interessata. L’obiettivo è accertare la natura dei materiali depositati e adottare, se necessario, tutti i provvedimenti utili a tutela della legalità e dell’integrità del territorio.

30 Commenti su "Get Energy, travi nell’area nonostante il ritiro dell’istanza di PAUR per l’impianto"

  1. Terra di conquista.

  2. Come siamo messi male!

  3. Esposto alla Procura e per conoscenza al Comune e al Genio Civile per il semplice motivo….
    Se non ci sono titoli abilitativi chi è il Direttore dei Lavori che avrebbe dovuto accettare il materiale. Poi si potrebbero anche considerare rifiuti abbandonati su un sito privato.

  4. Soshito Kakata | 9 Febbraio 2026 at 18:07 | Rispondi

    cartello di cantiere? comunicazione di inizio lavori? notifica preliminare alla asl?

  5. è un’area di loro proprietà e ci fanno quello che vogliono.

    • ERRATO. È il pensiero più errato che si possa fare. A questo punto possiamo anche costruire senza Genio Civile e senza Permesso a Costruire tanto tutti i siti di costruzione sono privati.

      Materiale strutturale: deve essere autorizzato dal Direttore dei Lavori. In Zona sismica deve essere preventivamente autorizzato dal Genio Civile oltre che dal SUE. E NOI STIAMO IN ZONA SISMICA.
      Sono concetti degli anni ’30 questi, evolutisi nelle varie normative D.P.R. 380/2001, NTC2018 oltre alle normative Regionali e ai Regolamenti del Genio Civile

      Se poi non è STRUTTURALE O NON È LEGATO AD UN INTERVENTO EDILE ALLORA È UN RIFIUTO SPECIALE E VA SMALTITO. Vorrei proprio vedere la ddt.

  6. Povera Sulmona alla mercé di tutti!

  7. Marino sei un Tecnico Colombiano?

  8. ma dove siamo arrivati !?!?

  9. Chissà quali accordi furono presi all’epoca fra la Società e il mondo politico locale.
    Strani movimenti che lasciano da pensare il cittadino.
    Tutti vigili e attenti ma con gli occhi chiusi.

    Finirà come l’impegno per la famosa tassa irrigua?

    Bisogna mantenere alta la guardia o ci fregheranno anche stavolta.

  10. ma inveve nonnpotrebbe essere semplicemente materiale per altri cantiwri provvisoriamente stoccato nell’area? questo clima di polizia non mi piace. mi pare da una rapida occhiata passandoci che non ci siano scavi di fondaziine e/o movimenti di di terreno propedeutici alla costruzione.

    • il deposito di merci o di materiali su suolo inedificato compromette l’aspetto esteriore e perciò si considera come nuova costruzione. DPR N.380 del 2001 art 3 comma 1 lettera e)

    • E chi più della GET ENERGY PRIME ITALIA può chiarire il perché siano stoccati li?
      Saranno trasparenti su questo?

  11. RIFIUTI: 439 TONNELLATE DA ABRUZZO A MEZZA EUROPA DUE TERZI PER ALIMENTARE TERMOVALORIZZATORI
    I DATI DEL REPORT DEGLI UFFICI REGIONALI. PRIMA DESTINAZIONE PER QUELLI NON PERICOLOSI CIPRO, GRECIA, PER QUELLI PERICOLOSI GERMANIA E BULGARIA. IL 70% PARTONO DALLA PROVINCIA DI CHIETI

  12. A prescindere che l’articolo di AbruzzoWeb, riporta un dato errato nel titolo, che all’interno dell’articolo cita correttamente in 439.785 tonnellate nel periodo 2020/2024 (e quindi di circa 88.000 ton/anno per eccesso), quale l’utilità del dato preso cosi?
    Si vuole forse enfatizzare l’export de rifiuti e non si pensa a ridurre l’import obbligato quali ad esempio i rifiuti di Roma con le 80.000 ton annue? Quali i costi/guadagni da questo commercio di ditte private?
    O peggio, perchè non si pensa al recupero invece dell’incenerimento?

    • temp prima studia poi pensa dopo scrivi .. dopodiché ti rispondo

      • Pasquino, ho trovato alquanto bizzarra la tua risposta.
        Ma nel rileggere il tuo primo errato commento, nel pur semplice copia e incolla e il mancato approfondimento nella lettura dell’articolo, ebbene, ho ben inteso tutto del tuo metodo fallimentare di studio, metodo che è totalmente inconciliabile con il mio. Ad ognuno il suo.
        Sarò clemente e puoi anche non rispondermi così da evitarti altri errori e figuracce per l’insolenza profusa. Ma se quantunque anche risponderai, sarai nuovamente e benevolmente accolto.

  13. Temp, prima di scrivere (o meglio studiare e pensare) sarebbe utile avere almeno un minimo di consapevolezza tecnica del tema. I rifiuti — che piaccia o meno — non sono tutti recuperabili. Esistono frazioni che, per caratteristiche chimico‑fisiche, contaminazioni o limiti tecnologici, non possono essere avviate a recupero di materia e richiedono trattamenti alternativi.
    Parlare come se tutto fosse riciclabile significa semplicemente non conoscere il settore. La competenza viene dallo studio dei dati reali e dei processi, non dalle battute.

    • Pasquino, prima di scrivere (o meglio studiare e pensare) sarebbe utile avere almeno un minimo di consapevolezza “intellettuale” nel rispondere ai commenti (e per correttezza le faccio notare che ho copiato e incollato parte del suo post).
      La presunta “COMPETENZA”, si dimostra rispondendo su quello che l’altro interlocutore ha scritto e non interpretandolo per piegarlo al proprio interesse e tu non hai ancora risposto, e te le ripropongo nuovamente:
      1) Si vuole forse enfatizzare l’export de rifiuti e non si pensa a ridurre l’import obbligato quali ad esempio i rifiuti di Roma con le 80.000 ton annue?
      2) Quali i costi/guadagni da questo commercio di ditte private?
      3) O peggio, perché non si pensa al recupero invece dell’incenerimento?
      Per chiarirti maggiormente il pensiero, il punto 3 è un invito ad aumentare la % di recupero invece del buttare indistintamente prima in discarica, pratica molto apprezzata in zona e non la tua interpretazione stile capra “o” cavoli dell’incenerimento.

      Tornando ai famosi numeri dell’articolo del 13.02.2026 su AbruzzoWeb, l’altrettanto famoso CDR equivale a 353.940 tonnellate nel periodo 2020/2024 cioè circa 71.000 ton/anno per eccesso destinate agli INCENERITORI, mentre la GET ENERGY prevederebbe di trattare 47.000 ton/anno, che includono non solo il CDR, ma anche RIFIUTI PLASTICI E PNEUMATICI FUORI USO (PFU), RIFIUTI URBANI RESIDUI E RIFIUTI SPECIALI, CIOE’ TUTTO CIO’ CHE DI PEGGIO C’E’, DI TUTTO E DI PIU’RISPETTO AI RIFIUTI CHE COME DA ARTICOLO “CIRCOLANO PER MEZZA EUROPA, CONCENTRATE IN UN UNICO PUNTO… CIOE’ LA VALLE PELIGNA”.
      VALLE PELIGNA GIA’ SUFFICIENTEMENTE INEBRIATA DI FUMI TOSSICI!
      NO GRAZIE! NO GRAZIE! NO GRAZIE! NO GRAZIE!
      E QUESTE NON SONO BATTUTE, NEMMENO PER TE!!!
      RISPONDIMI, NON DIMENTICARTI!

  14. Capisco bene le tue preoccupazioni, che sono legittime quando si parla di gestione dei rifiuti e impatti sul territorio. Proprio per questo, però, è utile distinguere i dati da alcune interpretazioni che rischiano di confondere il quadro complessivo.
    1. Export, import e “obblighi” di Roma
    L’export dei rifiuti dall’Abruzzo e l’import temporaneo da altri territori non sono fenomeni collegati in modo automatico.
    Il caso delle circa 80.000 tonnellate provenienti da Roma è un evento eccezionale legato alla crisi impiantistica della Capitale, non una strategia strutturale dell’Abruzzo.
    Ridurre quei flussi è già un obiettivo regionale, ma ciò richiede di aumentare la dotazione impiantistica locale, altrimenti si crea dipendenza dagli impianti di terzi – spesso molto più lontani – con costi economici e ambientali superiori.
    2. Costi e ricavi del “commercio dei rifiuti”
    Parlare genericamente di “guadagni delle ditte private” semplifica troppo un settore molto regolato:
    le tariffe non sono arbitrarie ma stabilite da autorizzazioni e controlli regionali;
    gli impianti ricevono rifiuti perché le comunità producono rifiuti, non perché “conviene”.
    Senza impianti locali, i costi lievitano e ricadono sui cittadini tramite Tari e trasporti più lunghi.
    Avere impianti controllati e moderni è quindi una misura di autonomia e tutela economica, non un regalo ai privati.

    3. Recupero vs incenerimento
    Siamo perfettamente d’accordo: il recupero va massimizzato.
    Ma anche con raccolta differenziata all’80%, ovunque in Europa resta una quota di rifiuto non riciclabile.
    Quella quota oggi in Abruzzo:

    o viene portata fuori regione,
    o va in discarica (opzione ambientalmente peggiore),
    oppure può essere trattata in un impianto dedicato che recupera energia da ciò che non è riciclabile.

    La tua contrapposizione “più recupero o incenerimento” è comprensibile, ma tecnicamente il rapporto è diverso:
    più recupero = meno materiale da trattare, non zero materiale da trattare.
    E quella parte residua deve comunque essere gestita in sicurezza.
    4. Sulla natura dei rifiuti trattati
    Dire che si tratterebbe di “tutto ciò che di peggio c’è” non è corretto:
    PFU, plastiche miste, CDR e rifiuti speciali non pericolosi sono flussi già oggi gestiti in Abruzzo e in tutta Italia;
    non si tratta di rifiuti tossici né pericolosi, che sono soggetti a norme completamente diverse.

    Il problema dei “fumi tossici” nella Valle Peligna nasce da esperienze storiche che hanno segnato il territorio, ma non può essere automaticamente esteso a impianti che adottano tecnologie e standard emissivi regolati da limiti europei severissimi.
    5. Concentrare i flussi “in un unico punto”
    I 47.000 tonnellate/anno ipotizzati non equivalgono a diventare “il polo unico europeo”.
    Sono quantitativi del tutto simili ad altri impianti regionali esistenti in Italia, dimensionati per un bacino territoriale preciso.
    L’alternativa reale non è “zero flussi”, ma piuttosto “flussi che viaggiano per centinaia di chilometri”.
    Capisco il tono acceso, ma se vogliamo difendere davvero il territorio serve discutere numeri reali, norme reali e scenari concreti, non proiezioni estreme.
    Il dissenso è legittimo, ma dovrebbe poggiare su analisi tecniche e non sulla paura che “tutto il peggio arrivi qui”.
    PS; STUDIA !!! PENSA !!! SCRIVI ..sei nel paese di Ovidio

    • Pasquino IA.
      Grazie del commento, ma almeno il dargli una parvenza di farina del tuo sacco, che a dir la verità ti riconosco unicamente nell’ultima frase anche per gli errori di punteggiatura.
      Lascia perdere e limitati alle “pasquinate”, quantunque anch’esse spesso scoordinate in contenuti e rime.
      Dovresti essere il primo ad applicare la TUA REGOLA AUREA, ma i riscontranti risultati, dal copia e incolla errato, all’uso bislacco dell’ IA, e alle pasquinate deliranti, non ripagano i seppur minimi sforzi messi in pratica, anche se non sei del paese di Ovidio, perché altrimenti non diresti tutte queste castronerie per danbeggiarla.

  15. purtroppo un detto antico riassunto un contenuto prezioso..a lavare la testa al somaro si spreca tempo e denaro saluti temps il tuo tempo è scaduto x le mie perle di saggezza

    • Ecco la tua perla migliore: LA FUGA!
      Ma prima di lasciarti, anch’io mi sento di regalarti un perla di saggezza popolare, altrettanto nota e che lega perfettamente e in antitesi alla tua: il bue che dice xxxxxxx all’asino… e credo che anche con l’omissis ti sia chiaro il senso, ma senza conoscerti e per non turbare ulteriormente… le “icchisi” sono di preventivo rigore e senza infierire oltre, ma questa risposta ti è dovuta e TU BEN LO SAI.

      COMUNQUE VADA SPERO CHE L’INCENERITORE ECO-MOSTRO NON VEDA MAI LA LUCE IN VALLATA E SE LO SARA’ SAREMO DEGLI EMERITI CXXXXXXI AD ACCETTARLO SUPINAMENTE, PARTICOLARMENTE A DANNO DELLE GENERAZIONI FUTURE, QUANDO INVECE DOVREMMO PRESERVARNE IL TERRITORIO … NE SAREMO MALEDETTI IN PERPETUUM.

  16. Orgogliosamente ” COCOCCIA “… e queste sono soddisfazioni.

  17. STEMP IL CENSORE | 19 Febbraio 2026 at 07:50 | Rispondi

    E mo’ ricomincia questo novello “ Catone “ a rispondere a destra e manca, se non gli si dà ragione o non si è allineati al suo pensiero unico e illuminante.
    Era sparito dai Radar, ogni tanto lo fa, ma poi ricompare prepotentemente sempre più parolaio, sempre più bulimico di fregnacce sparate a caso, ergendosi a grande Censore di tutti e su tutto.

    • Se ritiene che siano fregnacce sparate a caso, dovrebbe argomentare questa sua affermazione e spiegare i motivi che la spingono a ritenere che siano tali.
      Altrimenti anche lei si erge a Censore del pensiero degli altri.
      Senza argomenti.

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