
Di cavalli la Giostra se ne intende, ma quello da battaglia di certo non è la collocazione sulla linea del tempo e le date convenzionali che scandiscono le epoche dell’umanità. Si narra che tra le ombre d’estate, questa pietra abbandona il suo gelido silenzio e sotto la superficie torna a fremere un’era medievale; queste sono le parole che aprono il video di presentazione, lanciato al BIT di Milano, per sponsorizzare la Giostra Cavalleresca di Sulmona e quella d’Europa, per i mese di luglio. Una gaffe internazionale, perché la corsa più famosa d’Abruzzo affonda le sue radici in pieno Rinascimento.
Le prime attestazioni scritte, infatti, risalgono solo alla seconda metà dal XVI secolo, quando il torneo si teneva nella solennità del 25 marzo, Annunciazione di Maria, e 15 agosto, Assunzione di Maria. I tre assalti alla lancia, disputati inizialmente nell’attuale largo Faraglia, iniziarono diverso tempo dopo la conclusione dell'”età di mezzo”. Lo dimostrano i documenti, lo dimostrano anche le vesti con le quali centinaia figuranti sfilano lungo corso Ovidio, in un corteo storico che, se fosse di epoca medievale, sarebbe da riconfigurare dalla testa ai piedi partendo dalle sartorie di ogni borgo e sestiere.
E menomale che il video, presentato ieri assieme al calendario degli eventi (18 luglio Giostra d’Europa, 25 e 26 Giostra di Sulmona) avrebbe dovuto rappresentare “uno dei simboli culturali e identitari più forti del territorio, capace di raccontarsi e promuoversi anche sui palcoscenici nazionali e internazionali”. Evento di cui neanche i promotori, a volte, sembrano conoscerne le origini.
L’unica consolazione, l’odore dei fiori… di confetto.

Oh Signur!🥺
E’ tempo, e non da oggi, che si proceda con un avvicendamento del vertice, di cui in “molti” manifestamente non condividono e contestano la gestione autocratica.
Nello spirito autentico della costituzione dell’Associazione della prima ora, non è contemplato un diritto di lunga reggenza ad personam.
Aprite le finestre ai nuovi sogni…
mo recumenzan co sti tamburi!