“Giù le mani dalla Brigata Maiella”, Anpi e Fondazione attaccano i no vax-no green pass

Il prurito per quell’accostamento fatto in piazza XX settembre sabato scorso dai no vax-no green pass con la Brigata Maiella, è venuto a molti. Perché nella terra che ha donato alla causa della Resistenza e dei maiellini oltre quattrocento uomini, le parole del leader del movimento Nico Liberati, sono apparse come un affronto e un’offesa.

Inevitabile, dunque, che chi della Brigata Maiella e della Resistenza ha fatto la sua missione, sia saltato sulla sedia e mostri oggi tutta la sua condanna per quell’accostamento, oggettivamente inopportuno e inesistente.

“Non è la prima volta che nelle piazze no vax e no green pass vengono richiamate, senza alcuna coerenza storica, le scelte criminali del fascismo e del nazismo oppure la Resistenza ed i Partigiani – scrivono la Fondazione Brigata Maiella e l’Anpi -: si tratta di paragoni inaccettabili che offendono la memoria di milioni di donne e uomini che furono umiliati, torturati, deportati e barbaramente uccisi perché non considerati degni di vivere in nome di una ideologia politica razzista, omofoba, violenta e totalitaria, e che offendono la nostra Resistenza, il cui concetto di libertà e democrazia è profondamente diverso da quello urlato nelle piazze no vax e no green pass, non di rado inquinate da presenze ed organizzazioni neofasciste”.

I manifestanti, d’altronde, si sono professati osservanti e rispettosi della Costituzione, senza saper distinguere però un sistema parlamentare da quello presidenziale.

“La Costituzione della Repubblica Italiana, nata proprio dalla Resistenza, garantisce ad ognuno la libertà di esprimere le proprie idee – continuano Anpi e Fondazione Brigata Maiella -; ma è intollerabile, oltre che fuori luogo e storicamente scorretto, che quanti manifestano contro le misure nazionali anti Covid si richiamino ai Partigiani ed alla Brigata Maiella, le cui scelte coraggiose, spesso pagate con la vita, permettono oggi a chiunque di manifestare liberamente il proprio pensiero. La Resistenza è una storia di grandezza e di eroismi, da essa è nata l’Italia democratica: che nessuno la infanghi, che nessuno se ne impossessi per fini che nulla hanno a che fare con quella storia”.

6 Commenti su "“Giù le mani dalla Brigata Maiella”, Anpi e Fondazione attaccano i no vax-no green pass"

  1. “ Primo Levi: Non sono soltanto i 4 milioni di Auschwitz, ma sono i 6 e 7 milioni di vittime di ebrei, e sono i 60 milioni di morti nella Seconda Guerra Mondiale che sono il frutto del nazismo e del fascismo. Questa è una cosa che io personalmente non posso dimenticare per motivi evidenti ma vorrei che anche gli altri, insomma tutti quelli che non sono stati in un lager o in un campo di concentramento, le ricordassero e le sapessero. Cioè che i lager, Auschwitz, erano la realizzazione del fascismo, era il fascismo integrato, completato. Aveva quello che in Italia mancava, cioè il suo coronamento».

    «Intervistatore: Lei pensa che siano ancora possibili queste atrocità?».

    «Prima Levi: Oggi come oggi certamente no, ma non dubito che i tedeschi e perché solo i tedeschi, qualunque altro paese, forse che non ci sono campi di concentramento in Grecia, ci sono stati in Grecia, o in Algeria o in Brasile, e in Cile, ci sono, quindi perché? Anche in Italia non ci vorrebbe molto. Io purtroppo devo dirlo, lo so questo, non è che lo pensi, i lager si possono fare dappertutto, possono esistere. Dove un fascismo, non è detto che sia identico a quello, un fascismo cioè un nuovo verbo, come quello che amano i nuovi fascisti d’Italia, cioè che “non siamo tutti uguali, non tutti abbiamo gli stessi diritti, alcuni hanno i diritti, altri no”. Dove questo verbo attecchisce alla fine c’è il lager, questo io lo so con precisione. (…) Fate attenzione, alla fine del fascismo c’è il lager».
    Primo Levi

  2. Ma quante cerimonie per un paragone eh?!?

  3. Beh…se prendiamo tutto alla leggera….e tutto si può paragonare..dive arriveremo .Basta con i continui paragoni con le privazioni causare dalle guerre ,l olocausto e via discorrendo! È ridicolo ,studiate la storia ! Asini si per scelta ,liberissimi ,ma almeno statevi zitti.

  4. Beh…se prendiamo tutto alla leggera….e tutto si può paragonare..dove arriveremo .Basta con i continui paragoni con le privazioni causate dalle guerre ,l olocausto e via discorrendo! È ridicolo ,studiate la storia ! Asini si per scelta ,liberissimi ,ma almeno statevi zitti.

  5. Luigi Gagliardi | 10 Gennaio 2022 at 13:16 | Rispondi

    Questo tipo di paragoni mi fa sempre pensare che il soggetto che viene paragonato a qualcos’altro sia un surrogato di scarso valore e per questo vada accostato a qualcosa di valore ampiamente riconosciuto.
    Esempio:
    1) la transiberiana d’Abruzzo, come se la nostra linea ferroviaria ed i nostri paesaggi sono scarsi e vanno pubblicizzati paragonandoli a qualcosa di grandioso.
    2) il piccolo Tibet d’Abruzzo, come se campo imperatore abbia meno valore del Tibet e quindi bisogna pubblicizzarlo in modo che chi non può permettersi di andare in Tibet può comunque optare per il surrogato.

    Fossi in loro non mi paragonerei a nient’altro, utilizzerei un termine nuovo, a meno che non sono io stesso convinto dello scarso valore delle mie idee e per questo utilizzo un termine di paragone per legittimarle e dargli valore.

  6. Sono d’accordo, non si possono paragonare eventi storicamente e politicamente così distanti.
    I manifestanti dell’oggi devono la possibilità di manifestare liberamente proprio a coloro che nella Brigata Majella hanno perso la vita e anche a coloro che la vita la hanno avuta salva proprio lottando contro chi impediva al popolo di esprimersi e manifestare. Diritto che nessuno sta negando a chi oggi scende in piazza.
    Che abbiano Rispetto!

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