Gli scheletri di Roncisvalle: cinque richieste di rinvio a giudizio per l’abuso di via Tratturo

Lo scheletro della villa nata su una baracca abusiva, alle spalle della chiesa di Roncisvalle e dei contribuenti, è ancora lì, sotto sequestro, da quando cioè la polizia provinciale vi appose i sigilli nell’ottobre 2024 a seguito dell’esposto presentato dai comitati cittadini per l’Ambiente.

E lì resterà, verosimilmente, fin quando la vicenda giudiziaria e amministrativa non verrà chiarita: sulla linea del tempo, però, ora la procura della Repubblica di Sulmona ha segnato un altro passo.

Il sostituto procuratore Edoardo Mariotti, infatti, ha chiesto il rinvio a giudizio per i cinque indagati nel primo filone dell’inchiesta, con l’udienza predibattimentale che è stata fissata al prossimo 21 luglio.

Gli imputati, per il momento, sono cinque: i proprietari dell’immobile, il responsabile della ditta e i due tecnici progettisti dell’opera.

L’accusa, elencata in sedici capi d’imputazione, è quella di aver realizzato “opere volte alla trasformazione urbanistica ed edilizia dei terreni, in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, senza la prescritta autorizzazione sostanziale”. E ancora “di aver programmato un intervento non finalizzato al recupero di fabbricati preesistenti di cui fosse conservata traccia, non avendo gli immobili oggetto di ristrutturazione caratteristiche funzionali o identitarie con quelle dell’unico corpo di fabbrica da realizzare”.

La vicenda, diventata anche un caso politico con l’interrogazione con cui la ex consigliera comunale Teresa Nannarone sancì di fatto uno dei motivi del suo divorzio dalla maggioranza, è quella di una baracca abusiva trasformata in una villa grazie alla legge 49 (Piano Case) che ne aveva permesso (ma non interamente) l’ampliamento e, soprattutto, grazie al bonus 110 con cui la residenza è stata finanziata per un milione e mezzo di euro. Dei contribuenti ovviamente.

Un abuso fatto, soprattutto, in una zona destinata a parco urbano, dove cioè non sono permesse edificazioni se non finalizzate al bene comune. E ancora, un abuso fatto troppo vicino alle sponde del fiume, senza cioè, sostiene la procura, il rispetto delle distanze di sicurezza e di legge.

A questo primo filone d’inchiesta se ne è aggiunto, qualche mese dopo, un altro: a finire sul registro degli indagati sono stati in particolare l’ex dirigente e due funzionari del Comune, accusati di falsità ideologica, ovvero di aver dato pareri favorevoli lì dove non potevano essere dati. Per gli indagati di palazzo San Francesco, che hanno presentato memorie, la procura non ancora scioglie la riserva e si saprà, si presume a breve, se la richiesta di rinvio a giudizio arriverà anche per loro e se i due fascicoli saranno riuniti.

In attesa di sapere che fine faranno gli scheletri di Roncisvalle.

9 Commenti su "Gli scheletri di Roncisvalle: cinque richieste di rinvio a giudizio per l’abuso di via Tratturo"

  1. Vetro borosilicato | 14 Febbraio 2026 at 08:03 | Rispondi

    come mai qui niente nomi mentre per altri rinvii a giudizio sì?

    • I nomi sono quelli scritti sul CARTELLO DI CANTIERE.
      L’ex dirigente del Comune non è Zorro e (per gli addetti ai lavori) neanche i due funzionari sono esquimesi.

  2. Si tratta pur sempre di un terreno privato e di una villa privata !
    Non mi sembra sensato questo clamore.
    Nel mentre la SNAM va avanti spedita e tra non molto sorgerà un inceneritore !
    Questa è l Italia

    • ma nell’articolo si parla di finanziamento grazie al 110. quindi soldi pubblici o sbaglio

    • Il Codice Penale che dice? Fino a prova contraria un terreno privato è territorio italiano soggetto alla Normativa Italiana. Allo stesso modo qualsiasi reato commesso in luogo privato è diverso da quello commesso in un luogo pubblico? MA DAIIII.

      La normativa DPR 380/2001 Regolamento Genio Civile 3/2023 L.R. 28/2011 Reg. Abruzzo si applica su tutti gli edifici.

    • Il terreno privato non gode dell’extra-territorialità, anche se di un cittadino italiano di tutto rispetto.!!!!!!!!!

  3. Viva l’Italia | 15 Febbraio 2026 at 09:06 | Rispondi

    Ecco, ma poi in questa disastrata nazione, sono proprio “ le Riserve” da sciogliere, che fanno più pensare… laddove appaiono molto chiare, ai più, le evidenze.

  4. l’INVIDIA è la causa di tutti i mali.
    fai una vita di sacrifici ti sveni di tasse paghi puntuale tutto e tutti , dai lavoro a tanta gente ma appena inciampi gli avvoltoi sono li sopra pronti a festeggiare.
    Ci meritiamo di essere una colonia degli USA con annessi e connessi.

  5. in questa Povera Italia forse nessuno vuol rispettare le norme di legge che esistono dpr n.380/01 E seguenti in questo caso o le devono rispettare solo i fessi??????

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