“Gorbačëv, il furbo ingenuo”: il controcanto di Pierluigi Franco

Non è il giudizio tranchant di Marco Rizzo, ma l’analisi di uno che l’Europa dell’Est e la sua politica l’ha vissuta da giornalista. E da giornalista, Pierluigi Franco, sulmonese già corrispondente dell’Ansa dal Medio Oriente e ideatore di Ansa Nuova Europa, canale di informazione specializzato sull’Est Europa e i Balcani, si attiene ai fatti e racconta e ri-profila la figura di Michail Gorbačëv, l’uomo della Perestrojka, della Glasnost, del Nobel per la Pace, ottenuto nel 1990 per il suo impegno nel disarmo nucleare.

All’indomani della sua morte, sopraggiunta l’altro giorno a 91 anni, quella di Franco è una voce fuori dal coro della “santificazione” dell’ultimo leader dell’Urss, di cui decretò di fatto lo scioglimento.

“Gorbačëv, il furbo ingenuo” (Rubbettino editore) è il titolo del libro in uscita tra una quindicina di giorni, tirato alle stampe il più velocemente possibile dopo la morte dell’uomo che, in un modo o nell’altro, cambiò le sorti del mondo.

“La disgregazione dell’antico impero russo- sovietico – scrive Franco – si è dimostrato il vero danno per il mondo, come Thatcher e Bush avevano temuto. Un danno di cui anche l’Occidente sta pagando le pesanti conseguenze e continuerà a pagarle. I rischi aperti dall’era Gorbačëv sono sfociati in invasioni e conflitti che l’Europa aveva dimenticato finché ha vissuto all’ombra protettiva della stabilità di Yalta. Sarebbe stato senz’altro meglio avviare un processo di democratizzazione a Est mantenendo gli equilibri del mondo. Cosa che Gorbačëv non è riuscito a fare. Tirando le somme si può dire che l’uomo che voleva favorire la pace, sbagliando politica ha involontariamente favorito la guerra. E il dramma dell’Ucraina ne è la dimostrazione più tragica”.

Scelte fatte di pancia quelle di Gobačëv, che ha avviato una rivoluzione senza sostenerla con politiche di riforma, che si è attorniato di “gente mediocre che spesso era persino imbarazzante nelle cose che dicevano”.

Franco ne parla al Germe in una videointervista, lanciando uno sguardo anche sull’attuale conflitto in Ucraina: “Una guerra nella quale si stanno facendo molti errori e che non sarà breve”.

2 Commenti su "“Gorbačëv, il furbo ingenuo”: il controcanto di Pierluigi Franco"

  1. Franco Tavoletti | 1 Settembre 2022 at 14:54 | Rispondi

    Grazie dell’interessante e puntuale approfondimento.
    Lèggerò senz’altro il libro,

  2. L'Avanguardista | 1 Settembre 2022 at 18:35 | Rispondi

    Non si può mai dare colpa ad un solo uomo ma a tutto l’apparato che lo circonda e appoggia e soprattutto alle difficoltà del periodo.
    Credo che il problema fondamentale dell’URSS di quel periodo sia stato l’enorme aumento della popolazione che passò dai 180 mln del 1950 ai 300 mln del 1990 causando una grave crisi e disoccupazione. La risposta del governo centrale con la Perestrojka tramite la creazione di aziende private, proprietà private, ecc.., causerà un primo spostamento del capitale nelle mani di pochi che in seguito diverranno quelli che oggi chiamiamo oligarchi, e l’ulteriore impoverimento di altri, fino all’idea di sciogliersi dal governo centrale tramite stati indipendenti.
    Ma questa è solo l’idea di un modesto lettore dell’articolo.

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