I 100 anni di Lola Di Stefano, la maestra che salvò i suoi bambini

Il primo giugno avrebbe compiuto cento anni Lola Di Stefano, medaglia d’oro al valor civile e al merito scolastico che “in un incidente occorso nel gennaio del 1954 presso gli stabilimenti della Società Montecatini, rimase asfissiata dalle esalazioni di cloro per portare in salvo la sua scolaresca”.

Lola di Stefano è nata a Bussi sul Tirino nel 1920, figlia di Amedeo Di Stefano, operaio della Montecatini, e di Concetta La Gatta, sorella del piccolo Cleto.

Con il sogno di diventare maestra Lola si diploma dell’Istituto Magistrale iniziando la sua esperienza nei piccoli comuni di montagna, Ofena, Sant’Eufemia a Maiella, fino a quando torna nel suo paese, nella scuola di Bussi Officine, a poche decine di metri dalla fabbrica, per fare la maestra ai figli degli operai che lei, non sposata, sente anche suoi.

La mattina del 19 gennaio 1954, 5 tonnellate di cloro fuoriescono da una cisterna. Tutti scappano e cercano di mettersi in salvo. Lei si assicura che tutti gli alunni mettano un fazzoletto sulla bocca, entra ed esce più volte dalla scuola finché i bambini non sono saliti sulla corriera che li porta in salvo a Capestrano, lontano dalla nube tossica. Nella fretta non si preoccupa di se stessa, non si protegge la bocca, il cloro le riempie i polmoni. Muore il 29 gennaio 1954, dopo 10 giorni di sofferenze.

Per il gesto eroico, Lola è stata insignita di medaglia d’oro al valor civile e le sono state intitolate tre scuole: a Bussi, a Sulmona, a Roma.

Oggi le figlie del fratello Cleto, Lola e Amedea, nate dopo la sua morte, le loro famiglie, i parenti tutti vogliono rendere omaggio alla sua vita coraggiosa, ricordandola con orgoglio al suo paese, agli insegnanti e agli alunni delle scuole, in particolare quelle a lei dedicate, a tutta la regione che le ha dato i natali.

L’attuale emergenza legata alla pandemia ha reso difficile organizzare celebrazioni pubbliche ed ufficiali. Il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore La Gatta, anch’egli nipote della maestra, ha manifestato l’intento di rinviare gli eventi commemorativi all’inizio del prossimo anno scolastico. Nel frattempo, monsignor Michele Fusco, vescovo della Diocesi di Valva e Sulmona, ha suggerito la creazione di un’associazione volta a mantenere vivo il ricordo di Lola Di Stefano e dei valori pedagogici, umani e spirituali legati alla sua persona, promuovendo iniziative in questa direzione.

Le testimonianze su Lola saranno pubblicate in un testo che stanno curando le nipoti.

2 Commenti su "I 100 anni di Lola Di Stefano, la maestra che salvò i suoi bambini"

  1. La maestra è, dopo i genitori, una importante figura di riferimento per il ragazzo. È una seconda mamma. Lola si è comportata da mamma. Una prece.

    • Giustissimo.Io dedicherei la festa del 2 Giugno, oltre che alla Repubblica anche alle maestre elementari, perché sono quelle che ci hanno dato le prime semplici e comprensibili nozioni dello Stato anche se poi non si sono dimostrate completamente veritiere o comunque più complesse,e che sempre per associazione ricordi, così magari da dedicare questo giorno per fare visita alle maestre “ovunque si trovino” (la festa degli insegnanti di tutte le scuole è poi ad Ottobre)

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