I loro cani azzannarono un veterinario, in quattro a processo

Sono stati rinviati a giudizio Mattia Buccilli, Debora Carinci, Gaspare Bonomo e Anna Rita Di Cato proprietari dei cani che il 25 aprile del 2018 azzannarono il veterinario Filippo Fuorto provocandogli ben cinquanta punti di sutura, 140 giorni di convalescenza e alcuni danni permanenti agli arti inferiori. Il Giudice per le udienze preliminari Daniele Sodani ha accolto le ipotesi di reato quali la Procura ha chiesto il processo ovvero quelle di lesioni personali dolose, omessa custodia e mal governo degli animali. Il veterinario venne aggredito mentre stava raggiungendo il padre in campagna da due pitbull e un corso lasciati liberi in via Torlini fra Introdacqua e Sulmona. L’uomo si salvò soltanto grazie alla freddezza che riuscì a dimostrare nella circostanza e alla presenza del padre intervenuto prontamente per scacciare gli animali. I quattro imputati saranno chiamati a processo il prossimo 16 febbraio.

3 Commenti su "I loro cani azzannarono un veterinario, in quattro a processo"

  1. Ci vogliono pene esemplari! Se al posto del veterinario ci fosse stata una madre con un bimbo piccolo? Quale sarebbe stato l’epilogo? Basta con il garantismo ed il buonismo. Pene dure e abbattimento dei cani morsicatori!

  2. Preferirei che abbattessero i proprietari e rieducassrro i cani 🙊🤣

  3. bene,nelle Democrazie volute,per accudire(possedere) un amico a quattro zampe,ci vuole un permesso,una licenza,naturalmente rilasciata in base a specifici requisiti/criteri…ovvio che non tutti possono averla,vietata alle persone con mentalita’ delinquenziale…non esite il randagismo, gli amici sono ospitati in cliniche/strutture dedicate, per un massimo di sei mesi,poi passano a vita migliore,tutti quelli che aggrediscono le persone sono soppressi immediatamente……si usa la logica dell/nell’Interesse generale,quali i benefici dei Contribuenti,soprattutto in relazione ai costi….nei paesi in via di sviluppo,in assenza di regole(pene) cioccolato fondente di quello buono,da distribuire a volonta’…e basta,o no?

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