I panni in discarica

Decide di non decidere il Comune di Sulmona. Come neanche Ponzio Pilato, che almeno se ne era lavato le mani. Da palazzo San Francesco né sapone, né acqua: i panni sporchi si lavano “a secco” in famiglia, e in tribunale, domani, non ci sarà nessuno con il gonfalone della città medaglia d’oro al valor civile.

Il Comune, insomma, non si costituirà parte civile nel processo che la procura della Repubblica ha deciso di aprire nei confronti dei vertici di Cogesa per i miasmi provocati a Noce Mattei e le altre violazioni ambientali e urbanistiche. Processo che vedrà alla sbarra l’ex amministratore unico Vincenzo Margiotta, i tecnici Stefano Margani, Danilo Ciotti e Davide Amadio, e ancora, per violazioni amministrative, l’attuale legale rappresentante della partecipata Nicola Guerra.

In realtà, ad oggi, non si conoscono neanche i motivi della non decisione: i telefoni di sindaco e assessori squillano a vuoto e la riunione tenutasi dieci giorni fa e che si doveva riaggiornare lunedì scorso (così aveva detto il sindaco) non si è più fatta, anzi c’è chi in maggioranza la ha accuratamente evitata. Anche solo di nominarla.

Argomento intoccabile, come tutto quel gira attorno al Cogesa, società dove continuano ad essere elargiti incarichi in casa, arrivata al 4 dicembre senza neanche aver approvato il bilancio consuntivo del 2021 e, ovviamente, quello di previsione 2022, che ormai può tuttalpiù prevedere quali saranno le strenne di Natale.

L’assemblea, così pare, è stata convocata per il 12 dicembre, con i sindaci – non tutti – pronti ad approvare il bilancio per evitare che i libri finiscano in tribunale. Anche qui.

Nel mezzo il Comitato Morrone che invece in tribunale domani si presenterà, anche se probabilmente ci sarà un rinvio dell’udienza per difetto di notifica. Comitato preoccupato per quel che dalle carte è uscito finora, inclusi i valori di sostanze cancerogene trovate nei pozzi della vecchia discarica, carte che al Comune, sul cui territorio la discarica ricade, evidentemente non interessano.

Non alla maggioranza, ai Beni Comuni, alle Stelle ecologiche, al Pd del “prima l’ambiente”, ai renziani e outsider; non all’opposizione dei fratelli, né a quelli gerosolimiani, quelli proprio no. Ci mancherebbe. Persino, neanche, a chi ha la doppia veste di consigliere e membro del comitato e che al bivio delle Marane ha seminato e raccolto voti e consensi, promettendo che si sarebbe fatta chiarezza sulla puzza e quel che puzza.

E invece tutto è cambiato perché nulla cambiasse, neanche gli attori sono stati sostituiti, neanche le comparse. Con la politica che rinuncia a Gesù e a Barabba e i cittadini a respirare il tanfo.

9 Commenti su "I panni in discarica"

  1. Che schifo !

  2. Forza Comitato Morrone !
    Sia fatta chiarezza con un giusto processo e se ci sono responsabili che paghino …….di tasca loro !

  3. Ing. Carlo Maria Speranza | 4 Dicembre 2022 at 10:44 | Rispondi

    La domanda che come cittadini ci dobbiamo porre è “a che gioco stanno giocando?”. Ma soprattutto, in modo molto più chiaro e responsabile, abbiamo il diritto di chiedere al sindaco, ala Sua giunta ed ai partiti della maggioranza ed ai consiglieri che la maggioranza sostengono “a quale rischio questa amministrazione e la sua maggioranza stanno esponendo la città di Sulmona e il territorio?”.
    L’ipotesi è di un procurato inquinamento di ARIA e di TERRA e di ACQUA per la supposta leggerezza della gestione della discarica del CoGeSA e delle sue facilities: è una questione che non può rimanere definita in riunione di maggioranza o in caminetti tra alcuni potenti.
    Mi piacerebbe poter avere accesso alle carte ed ai documenti, sapere che cosa scarica in discarica e specialmente CHI SCARICA IN DUSCARICA…. ma Liberamente Sulmona ha illiberalmente scelto di non volere chi debba/possa sapere.
    CI DICANO, ALMENO, IL PERCHÉ DI QUESTA SCELLERATA SCELTA.
    Unus amicorum animus. (L’amicizia è una singola anima che vive in due corpi.(Aristotele)).

    Per Il Germe.
    MAGGIORE CORAGGIO…NON MESSAGGI A CHI PUÒ INTELLEGERE… SCRIVI I NOMI ED I COGNOMI PER CHI TI LEGGE.

  4. Scelta non certo coerente con la missione di una amministrazione comunale e di una campagna elettorale sbandierata ai venti, per quest’ultima c’è l’attenuante generica dell’accaparramento del voto. Lascia di stucco che nessun consigliere di maggioranza e di minoranza, ovviamente anche quelli che più si sono esposti più di altri solo verbalmente per poi ritirarsi nel buco, abbia proferito una sola parola, sintomo che il problema è grande.
    Canis canem non est.
    Tutti speranzosi che la Giustizia faccia GIUSTIZIA!

  5. … non si ricorda a memoria umana, che mai nessuno si sia costituito parte civile contro se stesso…
    “ Le società in house sono un modello di impresa pubblica e agiscono come una longa manus dell’amministrazione, un’estensione tramite cui essa produce beni e servizi pubblici “.
    Ridimensionate questa Società in house… e riportatela ad una dimensione a misura del territorio.

  6. Ma non ci dovrebbe essere una magistratura a fare chiarezza in queste cose?

  7. Il non costruirsi in parte, una scelta più che ovvia e corretta… le Aziende si risanano con gli investimenti e con le persone capaci, la politica della caccia alle streghe non paga.

  8. Dovevate essere in tribunale e constatare il seguente :
    Entra il magistrato e chiede di cominciare
    Un avvocato presumo di difesa si agita e dice che ha bisogno di un po’ di tempo perché ha appena ricevuto incartamenti !!!!!!! Richiamata ma ancora non disponibile !!!!!!
    Magistrato chiede se ci sono gli imputati perche’ se no deve rimandare ( scottante )
    Un signore che poi e’ risultato essere un imputato amministratore unico, mentre stava leggendo degli incartamenti piazzati ovviamente sul passamano dei sedili per sicurezza, viene riconosciuto da altri avvocati e turisti vari ma si gira e dice “ no io non sono qua ed esce dalla stanza prontamente quando la magistrata chiede se c’è qualche imputato !!!!!
    Siamo allo sbaraglio completo e non vedo come potranno mettere fine a questo scempio ma posso dirvi che il consigliere menzionato non ha il potere politico o l’esperienza per poter contrastare onestamente i giochi di potere e i probabili ricatti e male pratiche attuali.
    Qualche mese fa parlando con un consigliere comunale, mi spiego’ in maniera molto chiara che la situazione non ha speranza in quanto il sistema amministrativo e’ ingolfato e non può’ funzionare.
    Potremmo chiedere un intervento divino ma credo sia meglio disubbidire socialmente in qualche maniera pacifica in quanto ci sono abbastanza problemi al momento.

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