Il cane abbaia, proprietario condannato per lesioni

Cane che abbaia non morde, ma può ferire. E’ una sentenza singolare quella emessa dal giudice di Pace di Sulmona, Gianna Cipriani, che ha condannato, con le accuse di omessa custodia e lesioni personali, un ventottenne di Sulmona, Moreno Biffi, ad una multa di 400 euro, ma soprattutto a risarcire la parte civile con una provvisionale di 4500 euro. La sua colpa quella di avere un cane che abbaia. L’animale, infatti, con la sua “voce” avrebbe spaventato nel maggio del 2021 una donna che transitava davanti casa dell’imputato, in via Lamaccio, provocandone così la caduta a terra. Caduta rovinosa, a dire il vero, perché la donna, oggi ottantasettenne, trasportata in ospedale, aveva rimediato un trauma contusivo al bacino e alla gamba destra, con frattura della branca ischio-pubica destra e sinistra e una prognosi di 35 giorni.

Il cane, per quanto “spaventoso” (si tratta di un cane corso, quindi di grossa taglia), però, non aveva aggredito la donna, anche perché si trovava all’interno della recinzione del giardino della villetta, senza possibilità di poter uscire. Secondo l’accusa, però, la presenza del cane doveva essere indicata, anche se all’interno di una proprietà privata. Mancava, insomma, il cartello “attenti al cane”.

I “croccantini” rischiano (al netto del già annunciato ricorso in Appello) di costare caro al proprietario: “Pagare quasi diecimila euro per avere un cane che abbaia mi sembra assurdo – commenta il giovane – oltre alla multa e alla provvisionale, devo pagare anche 2500 euro di spese legali. Il mio cane si trovava dentro la mia proprietà e in nessun modo avrebbe potuto uscire o aggredire la signora, oltretutto è tutto da vedere se il cane abbia abbaiato prima o dopo la caduta della donna”.

“Un processo senza testimoni e senza prove – aggiunge l’avvocata della difesa, Maria Grazia Lepore – anche il fatto che non ci fosse il cartello non è stato dimostrato. Non si può condannare una persona solo perché il cane abbaia, senza contare che la presunta vittima frequentava abitualmente quella strada e quindi sapeva che dentro quella villetta c’era un cane. Ricorreremo in Appello”.

14 Commenti su "Il cane abbaia, proprietario condannato per lesioni"

  1. Se quello che si legge nell’articolo è riportato correttamente, siamo ai limiti della barzelletta.
    Quindi, se la povera signora fosse caduta perché spaventata dal grugnito di un maiale, Il problema non si sarebbe posto, visto che non è prassi quella di segnalare la presenza dell’animale con il cartello “attenti al porco”. Anche l’assenza di testimoni a supporto della versione dell’accusa mi sembra un orrore giuridico. Non metto in discussione la parola della signora, ma la ricostruzione della verità processuale deve seguire regole precise.

    • Micio da tastiera | 19 Dicembre 2025 at 19:48 | Rispondi

      il problema non è “cave porcum ” ma la responsabilità oggettiva: sei responsabile della tua bestia ( con prove). È difficile da capire a quanto sembra. È molto meglio sbeffeggiare.

      • La Cassazione ha più volte affermato che:
        • l’abbaiare di un cane custodito è un comportamento fisiologico;
        • la paura soggettiva del danneggiato non basta, da sola, a fondare la responsabilità;
        • occorre verificare se il comportamento dell’animale fosse oggettivamente idoneo a generare un pericolo concreto.
        OGGETTIVA e non soggettiva. Se il cane inducesse chiunque passi di lì a spaventarsi e a cadere, allora si potrebbe ragionare, altrimenti ritengo di no. E se ci sarà un ricorso, sono pronto a scommettere che il giudizio cambierà.

        • e meno male che c’ è ancora una magistratura che farà il suo corso. Sennò posso sempre emettere io la sentenza in qualità di giudice unico e inapellabile per questo e per qualsiasi altro caso si presenti.
          …ma anche basta no??

          • Ecco appunto, basta. Basta emettere sentenze, soprattutto se non si ha la minima sensibilità giuridica, né l’intelligenza di evocare principi giuridici senza conoscere la giurisprudenza. Non sopporto gli asini che pretendono di dare lezioni agli altri. Basta

      • Micio, capisco che le tue facoltà cognitive sono quelle che sono, ma nonostante quelle é comunque evidente che il mio commento si riferisse al piano della decisione giuridica, e non al fatto in sé. Barzelletta sono le argomentazioni che l’articolo riporta siano state addotte dall’accusa e una sentenza che, sempre sulla base di quanto riportato nell’articolo, si é formata senza testimoni che potessero stabilire il legame causale tra abbaio e caduta. Il che, peraltro, é sostenuto anche nella maggior parte dei commenti successivi.
        Quindi, non c’è alcuno sbeffeggiamento, men che meno della povera signora. E, come vedi, a quanto sembra chi ha difficoltà di comprendonio sia tu (che è tipico di chi ha problemi cognitivi).

        • miaoohhh!!…tanto di cappello alla lectio magistralis.

          • Ancorati(io) | 20 Dicembre 2025 at 14:20 |

            1. “Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria”.
            2 ” Essere colti non significa conoscere tutte le nozioni ma sapere dove andarle a cercare”.
            3.”I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».
            4.”L’ IRONIA è lo strumento per smascherare le verità assolute e i complotti paranoici. Chi non possiede ironia (come i fanatici ne Il nome della rosa) finisce per soccombere alla propria cecità ideologica”.
            (UMBERTO ECO)

  2. Ottimo segnale! vivo in centro storico e ci sono più cani che persone e in estate dormire diventa difficile per non parlare del cattivo odore nei vicoli

  3. ho due cani che se abbaiano anche molto se qualcuno si avvicina al cancello e alla recinzione ovvero fannonil loro lavoro… dopo questa sentenza devo aver paura che un ladro possa farmi causa perche spaventato dai cani??? ormai siamo al pradosso…

  4. Fido ma non troppo | 19 Dicembre 2025 at 09:11 | Rispondi

    Nome e cognome del cane? Una delle storie più ridicole che abbia mai sentito, siamo veramente alla frutta

  5. … Attenti al cane… o meglio, ‘ Cave Canem ‘ scrivevano nell’antica Pompei i proprietari per avvisare che all’interno della casa vi era la presenza di un molosso feroce pronto ad azzannare chiunque entrasse senza permesso… ma appunto, entrasse, in quando le ville pompeiane non avevano cancelli che davano sulla strada, ma porte chiuse ben sbarrate.
    Ora. Provate a passare davanti ad un cancello con le grate ben distanziate e all’improvviso un grosso cane corso nero con i canini ben evidenti, sbavando e digrignando si alza sulle zampe posteriori e si protende verso di voi con l’intento diciamo non proprio amichevole, ma aggressivo.
    Come minimo vi spaventereste a morte.
    Il diritto di detenere un cane, incomincia e finisce dove inizia il diritto degli altri di non subire molestie o timori di nessun genere.
    Quindi, museruole obbligatorie, divieto di arrecare disturbo e soprattutto divieto di spaventare gli ignari passanti, che non possono e non devono ” memorizzare ” tutti i cancelli a vista che all’interno ospitano cani pericolosi e aggressivi, anche per la loro condizione di essere rinchiusi.
    Adesso, quando usciamo, oltre ai ladri, scippatori, pirata della strada muniti di bici o auto è indifferente… dobbiamo stare attenti anche ai cani liberi e non.

  6. Purtroppo con questa giustizia in questa Povera Italia siamo arrivati alla frutta il cane era all interno di un giardino privato poi è tutto da provare che la sig sia caduta perché il cane abbaia se per caso e caduta per un malore o perché e inciampata sul marciapiede chi lo ha stabilito???? Dove sono i testimoni che confermano che è caduta x colpa del cane?????

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