Il canile resta chiuso: promessa non mantenuta e ad Ortona non c’è posto per tutti

Gli animalisti si erano fidati, tanto per restare in tema di slogan, ma il canile di Sulmona, come prevedibile, non ha riaperto ieri come promesso nell’incontro avuto con le associazioni a metà gennaio. Il primo marzo, anzi, sembra essere una data lontana dalla riapertura dei cancelli di via Vicenne, dato che sul sito devono ancora essere ultimati i lavori per soddisfare le prescrizioni imposte dalla Asl. Dopo di che ci vorranno almeno altri quindici giorni per richiedere la registrazione della struttura di Noce Mattei all’anagrafe regionale e fissare una data da qui a un mese, potrebbe essere l’ennesimo “pesce d’aprile”.

Il problema della riapertura del canile municipale di Sulmona assume però un’urgenza maggiore alla luce dei numeri e delle notizie che arrivano da Ortona, dove i randagi sulmonesi dovevano essere trasferiti già dal 20 gennaio scorso.

Finora dei 39 cani rimasti in carico, solo 8 sono stati trasferiti da Collelongo alla città adriatica (gli ultimi 4 giovedì scorso) dove la struttura è affidata alla Lida. Fino a ieri, in realtà, perché ieri è scaduta la terza proroga tecnica del Comune. Proroga che verrà rinnovata oggi assicura il sindaco ortonese Angelo Di Nardo: “Abbiamo una riunione di giunta lunedì – spiega – ma l’indirizzo è quello di prorogare l’affidamento nelle more della gara”. Per quanto tempo non si sa ancora, ma ora il problema è soprattutto quello della capienza.

“Di recente sono stati eseguiti interventi importanti presso il canile, con l’adempimento di tutte le prescrizioni indicate dalla Asl, che peraltro ha già riconosciuto il lavoro svolto – spiegano il sindaco Di Nardo e l’assessore alle Politiche del mondo animale, Fabio Palermo -. È stata inoltre ridefinita la capienza massima della struttura, passando da 140 a 100 unità, garantendo così standard più adeguati di gestione e benessere animale. Attualmente sono ospitati meno di 90 esemplari”.

Non ci vuole un pallottoliere, insomma, per capire che i conti non tornano: perché a fronte dei 31 randagi ancora da trasferire da Collelongo, i posti disponibili ad Ortona sono poco più di dieci.

Questo vuol dire che gli altri venti resteranno a Collelongo fin quando non sarà riaperto il canile di Sulmona, con una doppia spesa per il Comune peligno che, nel frattempo, dovrà continuare a pagare il prezzo pieno alla Comar e uno, si presume ridotto, alla Lida.

E pensare che giovedì scorso la commissione regionale di Vigilanza, riunitasi proprio per discutere dei canili, ha annunciato severi controlli sulla spesa pubblica in favore delle strutture private.

8 Commenti su "Il canile resta chiuso: promessa non mantenuta e ad Ortona non c’è posto per tutti"

  1. Con tutte ste guerre, mo i problemi so i can

  2. tarallucci e vino il suo pseudonimo è già un programma e la dice lunga….

  3. Ma in questa Città esistono ancora Uomini di cui ci si può fidare o esistono solo i soliti quaquaraqua?

  4. con tutte le guerre ci dobbiamo occupare dei cani? Ma che domanda cretina e’??? Forae e’ proprio perche’ non si da voce ai piu deboli che nascono le guerre ,animali compewsi .La parola animali contiene la parola ” anima”vorra’ pur dir quakcosa ,invece alcuni esseri sarebbero da considwrare bestie …..

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