Il Comune non risponde, il campo estivo resta chiuso. Allarme per le scuole

Se la riapertura dei centri estivi, prevista per oggi, doveva essere un anticipo di ritorno alla normalità per gli studenti, c’è di cui preoccuparsi a Sulmona. Perché se la risposta all’emergenza di palazzo San Francesco è questa e ha questi tempi, è più che probabile che il 14 settembre, come oggi, i ragazzi non sapranno dove andare.
Il campo estivo pubblico della Nos all’Isola Felice, infatti, resterà chiuso: la cooperativa che opera per conto del Comune non ha ricevuto alcuna risposta al progetto che era stata costretta a presentare a palazzo San Francesco come impone la normativa. Un progetto nel quale si sottopongono alla valutazione del Comune e della Asl le misure anti Covid per la riapertura dello spazio di bivio Badia, presentato da settimane senza avere alcuna risposta.
La valutazione non era neanche così complicata da fare, visto che l’Isola Felice è stata appena ristrutturata e che ha ampi spazi all’esterno che avrebbero garantito il rispetto del distanziamento sociale, ma in via Mazara, evidentemente, la riorganizzazione della macchina amministrativa ha fatto definitivamente spegnere i motori alla stessa.


Se bambini e adolescenti dovranno arrangiarsi tra campi privati (per chi può) e continuare a restare a casa per questa estate, si preannuncia un disastro alla riapertura delle scuole, quelle obbligatorie e quelle non.
Per stessa ammissione dell’assessore ai Lavori Pubblici, Salvatore Zavarella, infatti, la “situazione delle scuole è molto complicata e di difficile soluzione”. Ad acuire un disagio logistico che a Sulmona dura da anni, saranno ovviamente le misure anti Covid che, con il distanziamento dei banchi, metterà fuori servizio le strutture già di fortuna rimediate in questi anni.


Inadeguata è, ad esempio, la sede provvisoria della Lombardo-Radice nei locali dell’ex Cescot dove si è calcolato che solo il 50% degli alunni potrà tornare a fare lezione dietro i banchi. Inutilizzabili, a quanto dice l’assessore, saranno poi i Musp della Cesare Battisti. Insufficienti, ancora, saranno le aule delle scuole materne e primarie rimediate nelle palazzine Ater, così come i locali della materna di via L’Aquila. Le primarie della Lola Di Stefano e le medie della Serafini, poi, non potranno far partire i lavori attesi da anni, perché il cantiere non sarebbe compatibile con la presenza degli studenti, tanto più perché serviranno più aule. Così come anche la scuola media Ovidio, dove dovevano partire i lavori di messa in sicurezza, non potrà essere “sgomberata”.


L’unico soccorso che arriva alla logistica scolastica dovrebbe essere la riapertura della scuola Capograssi i cui lavori dovrebbero essere conclusi per fine agosto, oltre al plesso Sant’Antonio (dove la Capograssi ora si trova) il cui affitto dovrà per forza di cose essere rinnovato. Ma pur contando su questi due spazi, il numero di studenti che resterebbe fuori è alto. Né si potrà contare sull’importante “polmone” delle Masciangioli dove i lavori sono ancora una volta destinati a prolungarsi: gli “ammortizzatori” che dovevano essere inseriti nelle colonne portanti, sono infatti nel frattempo (appalto affidato nel 2015) usciti fuori produzione.
E tre mesi volano in un baleno, anche nei Comuni efficienti. Figurarsi a Sulmona.

2 Commenti su "Il Comune non risponde, il campo estivo resta chiuso. Allarme per le scuole"

  1. La cosa sconcertante è che questi “amministratori” mentre giocano a fare i politici non comprendono che qui si sta mettendo fortemente a rischio il futuro di un’intera comunità (non solo della città di Sulmona). Quindi che facciamo, per il prossimo anno si va tutti a scuola fuori, oppure si continua con lo “smart” tanto decantato?
    Magari appena finisce la pubblicazione fotografica delle mirabili imprese di pulizia del parco fluviale (ennesimo esempio di incapacità pubblica) qualcuno si degnerà di farlo sapere a noi umili cittadini. E per favore non continuiamo a scaricare tutto sulla situazione post Covid19.

  2. Confidiamo che le misure Anti-Covid per l’Isola Felice vengano attentamente rispettate dai “Centri Privati” (300 Euro al Mese) !!!!!!! e che ci siano rigidi controlli (ASL , Forze di Polizia …..) altrimenti è sempre la solita storia.

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