
Accogliere e raccogliere pensieri e parole, dette e taciute, esternate e nascoste. E’ l’obiettivo dell’iniziativa “Il filo rosso delle parole” promossa dal Centro Antiviolenza “La Libellula“, gestito da Horizon Service Società Cooperativa Sociale, in sinergia con La Diosa Onlus e l’associazione culturale Studium. L’evento rientra nella lista di incontri e dibatti organizzati a Sulmona per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, inaugurata questa mattina dal Corecom con “Non solo 25 novembre”.
Lo scenario sarà quello di piazza XX settembre, dove domenica 23 novembre (ore 17:00) verrà allestito uno spazio in cui le voci e le testimonianze dei cittadini saranno ascoltate e accolte. Punto focale dell’iniziativa sarà l’interattività con un’installazione partecipativa, dove donne e uomini, ragazze e ragazzi, potranno lasciare un segno su ciò che spesso viene taciuto, che resta non detto e nascosto durante i discorsi pubblici o all’interno delle relazioni personali. Quelle parole che non fuoriescono, né se bisbigliate né se urlate, che se dette per tempo salverebbero vite e anime.
E così, ai piedi della statua di Ovidio, si verrà a creare un luogo di condivisione di voci e pensieri che, assemblati assieme, daranno vita ad un messaggio collettivo di responsabilità e consapevolezza. Una valvola di liberazione emotiva.
“Troppo spesso – si legge nella nota che presenta l’evento – si parla di violenza quando è ormai troppo tardi, e troppo raramente ci si sofferma su ciò che precede la violenza e su come agire in modo preventivo. Così finiamo per dimenticare l’altro, le sue parole, i suoi silenzi. Eppure, la vera prevenzione nasce proprio da lì: dall’ascolto autentico, dalla capacità di cogliere ciò che l’altro sta davvero comunicando prima che la violenza prenda forma”.
E la forma della violenza di genere in Italia, nel 2025, è quella di 76 femminicidi (più di una donna uccisa ogni due settimane), secondo quanto riportato nell’ultimo report dell’osservatorio nazionale “Non una di meno“. Numeri a cui si aggiungono tre suicidi indotti di donne, due di ragazzi trans, uno di persona non binaria e altri sei casi in fase di accertamento. Queste le vittime dell’ultimo anno solare, mentre in sessantasette sono sopravvissute o scampate ad altrettanti tentativi di femminicidio, negli ultimi dodici mesi.
Le operatrici della struttura protetta “La Casa delle Donne” di Sulmona offriranno spunti di riflessione sulla violenza di genere e sulle sue forme: manifeste e invisibili, fragorose e silenziose, quotidiane e reiterate. Assieme a loro, lo spazio sarà animato dagli interventi di giovani donne e attiviste. L’inaugurazione sarà curata da Benedetta La Penna, attivista transfemminista e co-fondatrice del Collettivo Zona Fucsia. L’installazione rimarrà esposta fino al 25 novembre, giornata in cui sono in programma gli interventi delle educatrici della struttura protetta, Claudia Arifi e Giovanna Mastrangioli, della Presidente de La Diosa, Gianna Tollis, dell’attivista LGBTQIA+, Marielisa Serone D’Alò e della studentessa Caterina Marzi.
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