Il mistero del “viandante”: domani l’autopsia sul cadavere ritrovato a Castrovalva

Questa sera partiranno le operazioni preliminari, ma l’esame autoptico vero e proprio ci sarà domattina all’ospedale di Chieti dove il medico legale Pietro Falco, che oggi ha ricevuto l’incarico ufficiale da parte della procura di Sulmona, esaminerà la salma dell’uomo che sabato scorso è stato ritrovato lungo la strada per Castrovalva, avvolto in un sacco a pelo e in avanzato stato di decomposizione.

Sulla salma sarà come prima cosa effettuato un esame radiografico e una tac e questo per capire se vi siano stati traumi violenti che hanno danneggiato gli organi interni e non visibili alla ricognizione cadaverica, anche perché il corpo al momento del ritrovamento era in condizioni critiche (decomposto e sfigurato).

Esame che servirà, dice il medico, anche per avere eventualmente qualche indizio sull’identità che, in alternativa, si potrà cercare di scoprire con l’esame del Dna o con le impronte digitali, se sono ancora leggibili.

Scoprire chi è la vittima, d’altronde, si spera possa servire a chiarire un po’ il giallo intorno a questo ritrovamento. Gli inquirenti non si sbilanciano, anzi non parlano proprio, sperando però che lo facciano prima o poi con le indagini e gli atti.

Le ipotesi, di contro, sono tante, tutte possibili, tutte smentibili.

La prima è che possa trattarsi di un pellegrino o di un turista che lungo il cammino abbia deciso di riposare nella grotta e qui sia stato colto da malore. Una tesi che, tuttavia, deve fare i conti con il fatto che non sono state trovate auto nei canonici punti di partenza del sentiero di Castrovalva, ovvero alle sorgenti di Cavuto. D’altro canto, però, l’uomo potrebbe essere partito addirittura da Sulmona a piedi o essersi fatto accompagnare da qualcuno sul sentiero di montagna. Nessuno, però, in zona ha finora denunciato la scomparsa né di persone locali, né di turisti. Senza contare che si tratta comunque di un uomo di una certa età (come suggeriscono anche i capelli bianchi) e che difficilmente avrebbe potuto affrontare con il caldo di questi giorni un tragitto così lungo.

Un’altra ipotesi è che possa trattarsi di un senza tetto, che sempre nelle grotte abbia cercato di passare la notte e qui sia stato colto da malore. Questo spiegherebbe la mancata denuncia di scomparsa e anche l’apparente età avanzata.

Non è esclusa però neanche l’ipotesi dell’omicidio, ovvero dell’occultamento del cadavere in quella zona remota, ma a due passi dal casello autostradale.

Domani forse qualche risposta.  

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