
“Impossibile trovare una vicenda e dei protagonisti tanto mediaticamente forti quanto lo sono l’affascinante Eva Kaili, greca socialista, vicepresidente del Parlamento europeo e suo marito Francesco Giorgi, collaboratore dell’ex parlamentare europeo Antonio Panzeri”. Così si legge nella prefazione de Il Peccato di Eva il libro scritto da Lodovica Bulian, inviata del programma Quarta Repubblica e collaboratrice de Il Giornale e dal giornalista del Corriere della Sera Giuseppe Guastella. Di orgini siciliane e sulmonese d’adozione, Guastella firma “un giallo dagli scenari internazionali, la storia vera del cosiddetto Qatargate, storia di una presunta e gigantesca corruzione rimasta per ora senza prove”.
Una vera e propria spy story ricostruita dai due giornalisti con l’esperienza maturata sul campo, un’esperienza che per Guastella inizia a Sulmona città dove vive fino al 1988 iniziando a lavorare come pubblicista nella tv privata Tv1. Corrispondente dell’Agenzia di Stampa Ansa da Sulmona, Guastella inizia a collaborare con la redazione locale del quotidiano Il Tempo e nel 1988 si trasferisce all’Aquila come giornalista nell’ufficio stampa del Consiglio regionale dell’Abruzzo. Incarico che lascia nel 1990 per essere assunto come praticante nella redazione regionale dell’Ansa dove si occupa principalmente di cronaca giudiziaria.

Diventato giornalista professionista, nel 1991 Giuseppe Guastella collabora con La Stampa di Torino come corrispondente da Abruzzo, Molise e Marche fino al 1994 quando accetta il trasferimento a Milano per seguire le inchieste e i processi avviati dalla Procura di Mani Pulite. Nel 2002 l’assunzione al Corriere della Sera dove si occupa di cronaca giudiziaria lavorando, negli ultimi anni, anche come inviato a New York.
Venerdì 26 settembre nella sala “Buzzati” della Fondazione Corriere della Sera la presentazione del libro che “mette insieme intrighi, servizi segreti, lobbisti internazionali, politici, affari, valigie piene di denaro, corruzione, sentimenti e famiglia”. Partendo da Panzeri, in contatto con misteriosi personaggi del Qatar e del Marocco, i due autori ricotruiscono l’inchiesta dei servizi segreti belgi su una maxi corruzione che porterà sia la Kaili che Giorgi in carcere. “Una storia di cui ad oggi le prove non sono ancora state trovate e dove le accuse si basano sulla confessione di Panzeri che in questo modo ha visto la sua pena ridotta” spiegano Bulian e Guastella ponendo così un grande interrogativo. “Se l’eurodeputato avesse il falso? L’intera inchiesta crollerebbe. Intanto però storie e carriere politiche sono state distrutte”.
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