Il Pnalm spegne cento candeline, Marsilio: “Nostro dovere preservare la bellezza del territorio”

E’ una data importante per il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che taglia il traguardo dei suoi “primi” cento anni d’età. Un secolo portato benissimo, e celebrato al centro Natura di Pescasseroli, con un convegno che ha ripercorso tutti gli interventi che hanno caratterizzato la storia centenaria. Il Pnalm, infatti, nacque proprio cent’anni fa, con il decreto legge n.258 dell’11 gennaio 1923. In realtà il Parco nacque qualche mese prima, ma per iniziativa privata, il 9 settembre del 1922.

Presenti , tra gli altri, il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio e il vice presidente del consiglio regionale Roberto Santangelo.

“Occorre continuare a coltivare questa capacità di sintesi – ha commentato Marsilio – questo dialogo tra le amministrazioni del Parco di gran lunga migliore rispetto al passato, in cui veniva alimentata la conflittualità. Oggi i parchi abruzzesi funzionano davvero dove l’ importanza della tutela dell’ambiente è condizione essenziale per garantire la conservazione del territorio e degli equilibri ecologici per le generazioni presenti e future insieme alla attrattività turistica. Assistiamo così ad un inversione di tendenza e la valorizzazione del bene Parco sta cominciando a dare i suoi frutti. Abbiamo il dovere di preservare la bellezza del territorio per coloro che hanno scelto di vivere e lavorare qui, cittadini, associazioni, imprese, agricoltori e allevatori, dove la natura insieme al lavoro dell’uomo mostra una sublime convivenza. Il nostro compito è quello di accompagnare questo percorso. Il consiglio regionale ha sostenuto con legge queste celebrazioni ma non è solo un fatto celebrativo, significa anche rimarcare l’importanza e il valore che noi tutti diamo a questi territori”.

1 Commento su "Il Pnalm spegne cento candeline, Marsilio: “Nostro dovere preservare la bellezza del territorio”"

  1. Che falsità, che bieca propaganda di Stato. La riserva reale di caccia dell’alto Sangro venne fatta dai Sipari il 1872. Il 1923 è stata soltanto trasformata giuridicamente in Parco. (e gli orsi marsicani li avevano già comperati da prima come animali da macello alle fiere di Foggia dove li riportavano dai Balcani le barche che andavano a vendere i limoni sull’altra sponda dell’Adriatico e li barattavano anche con gli orsi per fare i prosciutti)
    Chiaramente con la capitale a Roma, i Savoia non si potevano portare indietro il Gran Paradiso come si sono portati i corazzieri,e per nostalgia hanno visto nelle montagne abruzzesi una specie di Piemonte più vicino. Però ora la domanda attuale è, con la legislazione apposita per il Presidente della Repubblica: se Mattarella decide una mattina di andarsene a caccia sulla Camosciara, con quale legge i guardiaparco o meno carabinieri ce lo possono impedire se il capo dello Stato per bracconaggio non è imputabile ? Perciò siamo di fronte ad una riserva presidenziale di caccia che chiamiamo PNALM ed in Italia non è cambiato nulla.

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