Il traffico che non spende

È quasi giunta al termine la terza sperimentazione sull’Apu (area pedonale urbana) del centro storico. Rimane solamente un’altra occasione per poter portare avanti questa sorta di progetto prima di andare alle urne. Con molta probabilità quello che era uno dei principali cardini del programma elettorale risulterà essere il solito impegno non mantenuto da una politica che su questo territorio non vuole più decidere. Sperimentare è d’obbligo quando si parla di città ma probabilmente bisognava cominciare prima; sperimentare troppo è anche controproducente, è indice di un procedere a tentoni senza avere una logica chiara da seguire. Certamente si era capito già dagli albori ma in questa estate i fatti sono stati tanti e lampanti a partire da una marcia sul palazzo che ha ottenuto una clamorosa retromarcia nonostante i più in città erano curiosi di vedere gli esiti di una scelta attesa da anni. Così le pressioni esercitate dalla minaccia di serrata delle lobby di corso nord hanno fatto vacillare un progetto sul centro storico mai esistito, hanno palesato i risultati di un questionario che, visto il tenore delle proteste, di partecipativo aveva ben poco.

La prima coraggiosa ordinanza chiudeva l’intero corso Ovidio h24 sopprimendone sosta e fermata. Tutti i restanti parcheggi del centro venivano riservati ai soli residenti. Il provvedimento era però tanto ardito quanto lacunoso sul come fruire del centro storico: parcheggi, operazioni di scarico e carico, viabilità interna erano questioni da rimandare a quando pochi commercianti non sarebbero insorti. Criticità a tutt’oggi rimaste irrisolte ma d’altronde, in mancanza di visione, aprire il corso è la scelta più comoda. Così la nuova ordinanza lascia transitare le auto dal lunedì al giovedì dalle 4:00 alle 10:00 e dalle 16:00 alle 17:00 autorizzando nuove pecette sui segnali stradali con diciture sbagliate in merito al week-end. Ancora più clamorosa la terza ordinanza che non solo ripristina la fermata e la sosta nei vecchi stalli di corso nord, ma consente a chiunque di parcheggiarvi negando il principio iniziale secondo il quale corso Ovidio doveva essere completamente libero dalle auto. Sarà forse stato il rimprovero ad un consigliere che furbescamente per un caffè pretendeva di sostare indebitamente davanti la chiesa della Trinità quando ancora non si poteva? Insomma sono bastati poco più di tre mesi per vedere tutto il contrario di tutto.

Ogni forma di sperimentazione deve dunque avere a monte degli oggettivi parametri di valutazione sulla scorta di risultati attesi affinché si possa aggiustare il tiro successivamente. Per questo grazie all’aiuto di Marco Leombruni e Francesco Di Pietro il 26 agosto è stato possibile analizzare l’uso che la cittadinanza fa del centro storico nell’ora di apertura pomeridiana. Al varco di corso nord transitano 71 veicoli, all’incrocio con via De Nino ne transitano 125 (+77%) di cui solamente 36 (29%) svoltano a sinistra. I restanti 89 (71%) proseguono dritti per giungere a piazza Carmine in 82 (-8%). Di questi 13 (16%) girano su piazza Garibaldi, 48 (58%) svoltano su via Manlio D’Eramo e 21 (25%) proseguono verso Porta Napoli. I numeri sono molto più alti nel video del 23 Settembre (guarda video Gran Premio Ovidio nella sezione “de visu”), mese in cui rientrati dalle ferie si riprende la normale routine. I dati statistici dicono che il corso è una normale strada di attraversamento della città. Anzi diventa l’alternativa preferita per chi nel centro storico sarebbe obbligato a muoversi tra i vicoli quando sono in vigore gli orari dell’Apu. A testimoniarlo è l’incremento di transiti che si registra tra il varco di corso nord e l’incrocio con via De Nino. Esemplificativo è il caso di chi si immette da via degli Agghiacciati in cui due auto su cinque proseguono sul corso invece di svoltare subito a sinistra. Altro dato significativo è che solo il 22% delle auto trasporta almeno un passeggero, quindi è possibile stimare che le macchine generano un afflusso di scarse 200 persone. Ma queste spendono in centro? La risposta è “no!”. Pochissime auto si fermano e alle 16 molti negozi sono ancora chiusi. Al varco di via De Nino tra i viaggiatori si riconoscono residenti di corso nord, commercianti di corso sud, ex canditati sindaci non residenti in centro che senza problemi si fanno la cosiddetta vasca. Qualcuno sosta in divieto per ritirare al bancomat della Bnl o di Banca Intesa, qualcun altro aspetta la moglie davanti l’Annunziata insieme ai furgoni del carico e scarico, tutto in assenza dei vigili che invece dovrebbero tutelare i turisti. Loro sì che spenderebbero se solo potessero godersi in santa pace il complesso dell’Annunziata.

Valerio Vitucci

15 Commenti su "Il traffico che non spende"

  1. Allora visto che avete azzeccato a pieno il problema, unitevi alla lotta per non tornare alla ztl di prima….. Siamo già in moltissimi….

  2. Mi dispiace ma non condivido ! La ztl e’ un punto di arrivo e non di partenza ! Mi spiego: se Hai una broncopolite e ti manca l’ossigeno (soldi ) non puoi pemetteri una sana corsetta (che farebbe bene ) perché rischi di collassare
    Definitivamente !
    Ma davvero pensate che a Sulmona ci sia tutto questo turismo ora????????????????? Ma uscite di casa i giorni feriali magari di Ottobre o novembre ??? Sembra il deserto del
    Sarah ! I bar e i negozi sono gia abbastanza stremati ! Detto questo la ztl di sempre va più che bene perché ricordiamo che Già esiste solo non totale !

    • Perché il centro storico è di assoluta proprietà dei commercianti, bho…. I cittadini i residenti…. Non esistono…. Smog = cancro….. Non scherziamo…… Il mondo non è solo profitto.

    • Il critico..... | 4 Ottobre 2020 at 5:12 pm | Rispondi

      E’ inutile…non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire….pero’ poi partono e vanno a comprare a Pescara…complimenti…

  3. Mariotti gianni | 4 Ottobre 2020 at 11:49 am | Rispondi

    Hanno chiuso altri 4 negozi visto che non vi interessa e molti ne chiuderanno ancora…poi non vi lamentate che tutto buio sporco e abbandonato …..buona notte Sulmona

  4. Smog = cancro

  5. Ultimo appello | 4 Ottobre 2020 at 5:39 pm | Rispondi

    Questo integralismo mi spaventa : non si tiene conto delle diverse tipologie di attività che ci sono al centro (sempre meno ahimè) e dei servizi offerti basti pensare al comune, alle banche, alle scuole (si spera).
    La ztl è il giusto compromesso ora.
    Stiamo sparendo…. Svegliatevi!

  6. Mariotti gianni | 4 Ottobre 2020 at 6:48 pm | Rispondi

    Voglio proporre Sulmona tutta e marane di Sulmona come città green d Europa …..bisogna chiudere tutto ….si può arrivare con la macchina massimo alla Fiat……chi scrive smog cancro ha ragione ….ma non è nocivo solo quello del centro storico ma di tutta Sulmona …..facciamo un comitato….via le macchine da sotto i condomini via le macchine ovunque ….bisogna camminare tutti insieme possiamo farcela ….solo bici

  7. Complimenti agli egoisti che se ne strafregano dei commercianti e vorrebbero chiudere tutto…
    Poi quando non ci rimane piu nessuno per il corso voglio vedere i turisti che caxxo fanno per il corso che gia ora è una landa desolata.
    la ztl parziale ok , ma quella totale è da pazzi scatenati

  8. sono contrario alla ztl totale, se chiudono le attività quale servizio e quale città proporre ai turisti? ma lo volete capire che perfino ROMA ha la ZTL fino alle 18:00? ma siete mai usciti da questo buco di valle? chi ha la trippa piena è normale che vuole smazzare facendo su e giù per il corso, tanto la trippa è già piena. vergognatevi.

    • Caro Mario, prendere Roma come riferimento, una cittá che ha un centro storico grande come la Valle Peligna e che fa 27 milioni di turisti l’anno pur senza offrire uno straccio di servizio (a partire dai trasporti pubblici penosi) é farneticante. Vatti a vedere Abano Terme, 20.000 abitanti e 2 milioni di turisti. Ztl h24.
      Quello che non capisco é l’equazione chiusura centro storico = chiusura attivitá. A me pare esattamente il contrario: la morte delle attivitá la si registra da venti anni e non é certo frutto della chiusura imposta un mese fa.
      Sono poi d’accordo che le cose vanno fatte per bene, e non chiudere tanto per chiudere scaricando sugli esercenti le difficoltá logistiche.

  9. mariotti gianni | 5 Ottobre 2020 at 1:02 pm | Rispondi

    chi ha fatto il video e’un provocatore io abito li con tre figli da portare a varie attuivita’pomeridiane uno a un ora uno all’atra come succede in tutto il mondo civile danza calcetto ecc forse io ci passero’ dieci volte e giro a via de nino ….volete toglierci la liberta’di movimento….e io sono sicuramente quello che spende solo a sulmona e a tutte le attivita’del corso

  10. Smog = cancro

  11. Massimo di mascio | 10 Ottobre 2020 at 12:03 pm | Rispondi

    Vivo a bologna, ma seguo ilgerme perché da abruzzese mi piace seguire le notizie della mia terra. Qui esiste la strada commerciale per eccellenza ( via d’azeglio) completamente pedonale da una vita ( saranno 40 anni). È una strada che è fatta solo di negozi e gente che passeggia. Nessun commerciante tornerebbe mai ad una strada aperta alle auto. Cosi come in tutto il centro storico c’è la completa chiusura al traffico fino alle 20,00 di sera e tutto il sabato e la domenica. E il centro storico è parecchie volte più grande di quello di sulmona. Quando vado in centro ( abito a 7 km) arrivo con la macchina al parcheggio più vicino, mi faccio un km a piedi e poi giro. Ma vorrei chiedere ai commercianti come potrei fare compere se dovessi parcheggiare in seconda fila, se dovessi fare tutto di corsa, se dovessi entrare in centro facendo code infinite. Insomma, lo shopping presuppone libertà di movimento, piacere nel guardare le vetrine, a provare gli articoli da acquistare, bere o mangiare qualcosa senza lo stress di pensare che mi stanno facendo la multa o rimuovendo l’auto. Sulmona è piccola. Se si parcheggia ( ad esempio) all’ospedale e si vuole andare a Porta Napoli bastano 10 minuti di passeggiata. Per le sue dimensioni e le sue caratteristiche, è una città ideale per muoversi in bicicletta. Qui, soprattutto da quando c’è il covid, il comune ha letteralmente riempito la città di corsie riservate alle bici. Davanti casa mia che abito in periferia, ne vengono conteggiate 600 al giorno ( c’è una colonnina che le conta su base giornaliera e annuale). Poi, il commerciante, per sua natura è egoista e questo lo costringe ad una visione miope. Ma basterebbero pochi mesi di chiusura totale, con esenzione per lo scarico merci e per i residenti, per abituare la popolazione ad un modo diverso di muoversi in città.

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