Il viaggio della lingua: numeri e culture nella città multietnica

Al centro della palestra un grande planisfero con la scritta “Ogni lingua è un viaggio, partiamo dalle nostre radici”. Ai piedi una valigia in pelle simbolo di quel viaggio che i genitori degli studenti delle quarte e quinte della scuola primaria Masciangioli sono chiamati a riempire di storie e fonemi. La durezza delle consonanti russofone, la morbidezza delle lingue latine, l’apertura di quelle africane.

La giornata internazionale della lingua madre, istituita dall’Unesco nel 1999, oggi, è un’occasione per comprendere la società multietnica che ha ormai raggiunto anche la provincia e che l’istituto Mazzini-Capograssi celebra ormai da tre anni.

Ieri è toccato agli studenti della primaria, con i genitori stranieri coinvolti nei racconti delle storie dei loro Paesi, in uno scambio di lingue e culture che “è motivo di arricchimento per tutti” dice Roberta Ilaria Tulliana, responsabile della commissione intercultura della scuola.

“Nel nostro istituto sono presenti ben 46 diverse lingue madri differenti – spiega – ed ognuna si porta dietro una storia. La conoscenza delle lingue è un’occasione di crescita collettiva, un valore aggiunto che aiuta l’inclusione”.

Una giornata, quella del 21 febbraio, che nel 2007 venne riconosciuta anche dall’Onu e che vuole ricordare gli studenti bengalesi dell’università di Dacca che quel giorno, nel 1952, vennero uccisi a decine dalla polizia pakistana per il solo fatto di aver chiesto, con una manifestazione pacifica, il riconoscimento della lingua bengalese come lingua ufficiale.

I ragazzi nella palestra delle Capograssi ascoltano divertiti, quelli stranieri spiegano ai compagni italiani con orgoglio cosa stanno dicendo mamma o papà, mentre sul planisfero indicano la terra d’origine.

Una giornata che oggi entrerà nel vivo anche per i ragazzi della scuola secondaria che dopo la visione di un filmato sul tema della lingua madre saranno chiamati ad esprimere in modo del tutto personale la propria identità linguistica e culturale.

A mettere a dimora una radice che diventerà patrimonio collettivo, per una società che della diversità può e deve fare un valore e che ormai è, nei fatti, multietnica.

A Sulmona sono 1465 gli stranieri residenti (compresi 13 in corso di definizione), appartenenti a 76 diversi Paesi sparsi in tutto il mondo: dall’Africa (19 Paesi per 175 residenti), all’America del Sud (8 Paesi e 105 cittadini), dall’America del Nord (5 Paesi e 37 residenti), all’Asia (15 Paesi e 103 sulmonesi), e ancora Australia e Oceania (2 Paesi e 4 residenti) e ovviamente l’Europa, rappresentata con 27 Paesi e 1208 residenti, oltre la metà dei quali (596) con passaporto romeno (la comunità in assoluto più numerosa).

Tante lingue e culture per un’unica comunità.

3 Commenti su "Il viaggio della lingua: numeri e culture nella città multietnica"

  1. Posso dire una cosa: fate una passeggiata per il corso e vedrete molti stranieri soprattutto egiziani..nessuno ne parla però sarebbe utile sapere come sono integrati e che lavoro fanno

  2. solo 175 dall’Africa? Sicuro?

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