
Resta in carcere, nonostante sia stato dichiarato incompatibile con il sistema penitenziario, il 58enne di Sulmona indagato per maltrattamenti nei confronti della madre di 91 anni. La sua detenzione si sta infatti protraendo a causa dell’impossibilità di trovare una struttura sanitaria specializzata in grado di accogliere pazienti con doppia diagnosi, come richiesto dal giudice.
Il caso ha registrato un importante sviluppo lo scorso 6 novembre, quando il gip Marta Sarnelli ha disposto la sostituzione della misura cautelare, ordinando il trasferimento dell’uomo in un luogo di cura. La decisione era stata sollecitata dal difensore, l’avvocato Alberto Paolini, e supportata dalla perizia del dottor Mario Di Napoli, che aveva certificato le condizioni cliniche dell’indagato.
Il primo tentativo di ricovero, all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, è però fallito: la struttura non è attrezzata per ospitare detenuti affetti dal tipo di patologie diagnosticate al 58enne. Da allora è partita una ricerca di un centro idoneo, ma finora senza esito. L’assenza di una struttura adeguata ha di fatto impedito l’esecuzione dell’ordinanza, costringendo l’uomo a rimanere in cella nonostante l’incompatibilità accertata.
Secondo le accuse, l’indagato avrebbe sottoposto la madre a anni di maltrattamenti, con minacce di morte, lanci di oggetti e aggressioni fisiche. L’episodio più recente risale al 14 settembre, quando la donna avrebbe riportato contusioni a un braccio e a una gamba. All’arrivo dei carabinieri, il 58enne – in forte stato di agitazione – si sarebbe scagliato anche contro i militari, minacciandoli. Per l’anziana e per uno degli agenti intervenuti si era reso necessario il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, dove i medici hanno diagnosticato lesioni guaribili in quattro-sei giorni.
PORTATELO AL COGESA….MERDA….