
Dovrà presentare il conto alla giustizia lo zio che aveva spinto e insultato la nipote, appena dodicenne, intervenuta per difendere la madre (sorella dell’uomo), durante un litigio, scaturito dalla disputa per un’eredità. Quel gesto eroico era costato un trauma toracico alla ragazzina, che i medici dell’ospedale “dell’Annunziata” di Sulmona avevano ritenuto guaribile in venticinque giorni. I fatti erano avvenuti l’11 ottobre 2022, e per quell’aggressione e quegli insulti l’uomo dovrà risponderne davanti al giudice.
Il gup del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, ha rinviato a giudizio l’uomo, cinquantunenne, disponendo al prossimo quattro giugno la prima udienza. Minaccia aggravata e lesioni: queste le accuse a carico dell’uomo per quello sfogo, quelle botte e quelle minacce rivolte alla sorella e a sua nipote. “ora vi metto fuoco”, queste le parole proferite durante l’impeto.
Dalla discussione per un’eredità contesa all’aggressione. Questo quanto raccontato dalle vittime nella denuncia presentata ai carabinieri della compagnia di Sulmona. L’imputato avrebbe spinto ripetutamente la ragazzina, oggi quindicenne, sul petto, fino a farla cadere a terra, ferendola. Da quell’aggressione sarebbero scaturiti i traumi toracici riscontrati dai medici del nosocomio sulmonese.
Lo zio della vittima respinge ogni accusa ma la nipote ha confermato le accuse che i genitori avevano messo per iscritto nella denuncia contro il cinquantunenne. Nel processo del prossimo giugno il tribunale ricostruirà la vicenda e verificherà le responsabilità delle parti in causa.
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