Kit sierologici non validi, lo conferma il dottor d’Amario

I kit sierologici non sono validati “né a livello nazionale né a livello mondiale e non danno nessun tipo di certezza. Anzi, creerebbero falsi negativi ancora più pericolosi delle strategie del contatto”.

Ad affiancarsi all’assessore regionale Verì, che aveva espresso le sue perplessità sul caso di Prezza, è il direttore generale dell’Area prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, Claudio D’Amario spiegando che il “falso positivo del test sierologico potrebbe creare perfino procurato allarme”, con conseguenze di tipo penale stante la obbligatorietà della denuncia per le malattie infettive.

D’Amario, che sarà posto dalla Giunta regionale a capo del Dipartimento della Salute, aggiunge: “Ci sono studi di confronto in Lombardia secondo i quali il 50 per cento dei pazienti positivi al tampone nasale sono risultati negativi al test sierologico”. D’Amario conferma che sono in corso verifiche su test, farmaci e sperimentazioni a livello nazionale dalle agenzie autorizzate, mentre si è in “attesa di un pre esame dell’Oms su 200 kit rapidi ma tutti da tampone nasale, da faringe e da saliva”.

Si sta lavorando anche ad un uso di test da sangue per capire se le persone Covid positive siano in grado di sviluppare una capacità immunocompetente. “In sostanza – conclude D’Amario – si vuole capire, per il futuro, se i soggetti che hanno avuto il virus sono immunizzati o ancora suscettibile di nuovo contagio”.

3 Commenti su "Kit sierologici non validi, lo conferma il dottor d’Amario"

  1. Per favore fate leggere l’articolo alla sindaca di Prezza che tanto sbandiera la sua scelta scellerata e spreco di soldi pubblici… Che figura di mxxxa!!!

  2. Publio Vettio Scatone | 28 Marzo 2020 at 8:44 am | Rispondi

    Lasciamo da parte le antipatie politiche e stiamo ai fatti.
    Posto alcuni articoli:
    “ Appena pochi giorni fa il Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile ha sottolineato come gli unici esami, al momento in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili e di comprovata utilità, sono quelli basati sull’identificazione del Rna virale nel materiale ottenuto dal tampone rino-faringeo. E i test sierologici?
    Potrebbero essere un aiuto alla diagnosi. Non sostituiscono i test molecolari ma sono complementari, soprattutto nel caso di soggetti asintomatici. È quanto riferisce l’Istituto nazionale malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”.
    “…che sul modello della Corea del Sud e del Veneto, se eseguiti su larga scala, sembrerebbero essere una delle strategie vincenti.”
    Potrei riportarne altri 100 di articoli di questo tenore, soprattutto internazionali.
    Per notizia, i Sindaci dei Comuni di Cerchio e Aielli ne hanno acquistato un lotto di 2.000 test.
    Io personalmente ho pochissima fiducia del sistema sanitario Italia, AIFA in primis, se penso ai molteplici interessi delle industrie farmaceutiche, ai soldi e alla corruzione che ci girano attorno.
    Altrettanto poca fiducia in molti medici, se penso a quanto chiedono di onorario per delle visite private e senza uno straccio di fattura. L’unico loro Dio…sono i soldi.
    Il direttore generale dell’Area prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, Claudio D’Amario in carica dalla fine del 2019, dovrebbe spiegarci il perché ci hanno fatto rimanere a tutt’oggi senza nemmeno le basilari mascherine di protezione e disinfettanti, per non parlare di altri dispositivi medico-ospedalieri all’interno delle strutture sanitarie, quando le grida di allarme per questa pandemia risalgono ai primi giorni di Gennaio 2020.
    “SIAMO PRONTISSIMI”, ripetevano, è sotto gli occhi di tutti di come è andata a finire e ancora forse il peggio deve venire. DOVREBBERO VERGOGNARSI E DIMETTERSI TUTTI QUANTI, in primis questo emerito e incapace direttore generale D’Amario che guadagna quasi 200.000 euro annui.
    Noi italiani abbiamo la memoria corta, avete gia dimenticato le lunghe liste di attesa per esami e visite specialistiche nelle strutture pubbliche, diversamente, a pagamento invece le facevi e fai velocemente.
    Ma state sicuri che appena finirà questa emergenza , i lupi torneranno lupi.

  3. Francesco Morgante | 28 Marzo 2020 at 4:02 pm | Rispondi

    In passato su YouTube c’erano video simpatici del sindaco di Castelvecchio Subequo (non Salutari) che suonava il du botte dando il ritmo agli elettori ammaestrati che ballavano il saltarello a comando. Non si comprende perché non si chiudono questi comuni minuscoli e si costituisca Una Grande Sulmona in uno solo ente come la Grande Aquila ,che è amministrativamente così per legge del 1927. È comprensibile, non possiamo nasconderlo che queste zone provinciali interne, lontane dalle sedi delle grandi banche centrali, borse, grandi ospedali ed istituti scientifici, grandi teatri eccetera, sono abitate da persone di non primaria richiesta magari già anziane che cercano il riposo oppure contadini od anche persone di ritorno ,anche dalle capitali ,ed anche per selezione, poiché magari un po’ più a proprio agio in ambiente provincialistico, perciò si dovrebbe vivere in modo meno caotico e più sereno che non in una grande area produttiva e industriale. La centralizzazione amministrativa sarebbe utile proprio perché in un grande territorio gli abitanti sono molto pochi la differenza per esempio di Napoli che risulta la zona più urbanizzata d’Europa come abitanti per km quadrato ed e retta da una città metropolitana in uno spazio ristretto che non comprende un sindaco ogni 500 abitanti, i risultati poi sono questi che sfociano in maniacali analisi sanitarie indotte anche contro la propria volontà personale ma per opportunità di appartenenza ad una comunità piccolissima.

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