
“Insieme alla fattura occorre allegare il decreto ingiuntivo ormai”: scherza, ma non troppo, la proprietaria di un’attività di Sulmona che fornisce presidi medici per conto della Asl. Ieri ha depositato un decreto ingiuntivo con cui chiede il pagamento di circa 25mila euro all’azienda sanitaria per merce regolarmente consegnata agli utenti che, a loro volta, erano stati autorizzati dalla Asl.
Il primo di una lunga serie, a quanto pare, perché i pagamenti dell’azienda sanitaria aquilana, sommersa dai debiti, stentano più che in passato ad essere onorati.
“Ho chiamato per sollecitare il pagamento delle fatture e mi hanno risposto candidamente che non ci sono soldi. Ma se la Asl non ha soldi, dovrebbe dire agli utenti che non possono avere i presidi richiesti, non farceli acquistare a noi per non pagarli o pagarli in ritardo”.
Il sistema funziona così: l’utente che ha diritto fa richiesta alla Asl, il negozio accreditato fa il preventivo, questo viene validato e autorizzato dalla Asl e l’utente può prendere il presidio sanitario (che sia una carrozzina, un deambulatore, un tutore, un apparecchio acustico). Emessa la fattura dopo venti giorni dal ritiro, la Asl avrebbe in teoria massimo sessanta giorni per pagare il fornitore.
“Passano mesi e mesi e non paga nessuno – continua l’esercente – ora con agosto di mezzo, vorrà dire che le attrezzature fornite ad aprile, le vedremo pagate, se tutto va bene, ad ottobre-novembre. Sono tempi insostenibili, anche perché alcuni presidi medici, che noi paghiamo subito dai nostri fornitori, costano migliaia e migliaia di euro”.
Il fornitore in questione non sembra essere l’unico che non ha visto bonifici sul conto: diversi attività accreditate si sono già rivolte ai loro legali per attivare diffide e procedure di recupero, come appunto decreti ingiuntivi e pignoramenti, al fine di ottenere quanto gli spetta.
E non sono solo i fornitori di attrezzature e presidi medici a soffrire: la Croce Verde di Pratola Peligna, che svolge un servizio essenziale, ad esempio, ha dovuto penare non poco per vedersi riconosciuto un credito di ben 120mila euro.
“Problemi burocratici” che spesso coincidono e si sovrappongono a quelli di cassa.
Povera gente che attende di essere pagata !
I loro stipendi arrivano puntualmente il 27
P.s
Probabilmente si quei 25000 euro anticipati il commerciante
Ne guadagna 2500 lordi che al netto delle tasse diventano meno di1700 ( una mensilità di un dipendente Asl)
Poi dicono che le partite iva chiudono