La carica dei mini-dirigenti e il patto fifty-fifty Casini-Di Masci

La chiamano riorganizzazione della macchina amministrativa, ma in realtà si tratta solo di un po’ di benzina in più perché la macchina cammini. Una mancia, un premio, insomma, che seppur necessario, non risolve certo le carenze strutturali dell’organigramma e dell’organizzazione del lavoro all’interno di palazzo San Francesco.
La assegnazione delle posizioni organizzative in Comune è destinata comunque a creare qualche malcontento, perché i 91mila euro che saranno investiti sulle dieci figure scelte per essere “mini-dirigenti”, vanno ad incidere per quasi un terzo sul plafond complessivo del Fondo decentrato che oggi vale circa 300mila euro e che deve coprire gli incentivi per tutti i dipendenti del Comune. Insomma 100mila euro se le spartiranno in dieci e 200mila euro i restanti centocinquanta dipendenti comunali.


Va da sé che la caccia al posto di Apo è molto ambita, perché potrà arrivare a segnare fino a 15mila euro in più l’anno sulla busta paga.
Le posizioni saranno date previo un avviso pubblico al quale potranno rispondere i dipendenti di categoria D a tempo pieno ed indeterminato, in servizio nell’ente da almeno due anni e preposti al settore nel quale dovranno concorrere, presentando la domanda con allegato il proprio curriculum. Sarà il dirigente, poi, a valutare i curricula e a fare un colloquio, per poi affidare l’incarico basandosi sui requisiti culturali, le attitudini e le capacità professionali, l’esperienza, ovvero in base ad una graduatoria che si andrà a formare.


Questo secondo regolamento, anche se i nomi dei funzionari destinati a diventare mini-dirigenti, sembrano essere già scolpiti e cuciti addosso ad alcuni candidati.
Che poi, nel segreto di Pulcinella, si sa che i curricula valgono anche e soprattutto se c’è una copertura fiduciaria, ovvero politica. E la maggioranza Casini-Di Masci sembra aver optato per un equo fifty-fifty.
Così, tenendo conto delle aree e dei settori per i quali la giunta ha deciso che dovrà esserci una Apo, è possibile fare qualche previsione, che in realtà è più di una voce che già corre, senza togliere che, certo, potremmo anche sbagliarci.


Le tre posizioni organizzative previste al IV settore, dove il dirigente andrà in pensione il primo agosto, ad esempio, potrebbero essere quelle di Fabrizio Petrilli ai Lavori Pubblici, di Alessio Caputo all’ufficio Sisma e di Maurizia Di Massa al Patrimonio. Scontata è quella al III settore, dove si è in attesa dell’arrivo del dirigente a tempo, che andrà con quasi certezza ad Angelo D’Agostino. Le due Apo per il II settore potrebbero essere quindi quelle per Alessandra Caputo ai Tributi e Giancarlo Galante alla Contabilità, mentre quelle del I settore potrebbero essere ricoperte da Stefania Spinosa al Personale e sicuramente (perché l’unica) Marina Fracassi per l’area Legale (unica Apo ad alta professionalità). In capo alla segreteria generale arriverà poi una posizione organizzativa per la Cuc per Emanuela Fracassi e quella per la polizia locale al vice comandante del Corpo Leonardo Mercurio (ad oggi ancora senza dirigente e comandante).
Un paio di settimane al massimo e si vedrà se questi saranno i nomi dei candidati selezionati. Tramite curricula eh.

2 Commenti su "La carica dei mini-dirigenti e il patto fifty-fifty Casini-Di Masci"

  1. Ma che cos’è questa?
    L’ennesima farsa del Comune?
    Si prepara il piatto per i contribuenti per una nuova e ben più ampliata debacle stile “Litigante”?
    E tutto per allungare l’agonia della peggiore consiliatura che Sulmona abbia mai visto?

  2. salvatore franco del monte | 18 Giugno 2019 at 4:44 pm | Rispondi

    quindi Sicurezza Sociale – Diritto Allo Studio_ sport e Cultura senza Apo ___per SULMONA CITTA DI CULTURA E TURISMO ?
    GRANDE LUNGIMIRanza !!!!

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