La cenere della Befana: cento osservazioni al progetto dell’inceneritore

Lo spauracchio dell’Epifania, per i sulmonesi, non è tanto il carbone, quanto che nella calza della befana possa finirci la cenere. Più che presi dalle letterine da spedire, i cittadini peligni hanno speso gli ultimi sette giorni a compilare moduli su moduli per la presentazione delle osservazioni per i progetti sottoposti a procedimenti di valutazione ambientale di competenza regionale. Novantanove, almeno fino a qualche ora prima del gong di mezzanotte, i modelli riempiti per dire “no” all’insediamento dell’impianto di Get-Energy, pronto a vedere la luce in Valle Peligna nel nuovo anno.

Il regalo più gradito, quindi, non sarebbero dolci e caramelle, bensì l’evitare di far insediare nel comprensorio un ulteriore impianto impattante a livello ambientale, dopo la centrale Snam, quella turbogas di Metaenergia e la discarica in località Noce Mattei. Su queste fondamenta poggia l’osservazione inoltrata da Mario D’Angelo, Presidente della Commissione Ambiente di Sulmona. “Il contesto orografico e meteoclimatico della Valle Peligna – si legge nel modulo presentato dal consigliere comunale – risulta molto sfavorevole e inadeguato a impianti di questo tipo, perché non garantisce un’adeguata dispersione degli inquinanti, con potenziale aggravio della salubrità dell’aria e del suolo, anche a causa delle frequenti inversioni termiche. In una zona già fortemente provata da insediamenti impattanti bisognerebbe adottare il principio di precauzione e non introdurre nuovi fattori di rischio e di pressione ambientale”.

Il presidente della Commissione Ambiente non si dice convinto della relazione della Get- Energy, sulle 47 mila tonnellate di rifiuti da incenerire, di cui due terzi, risultano più inquinanti di carta e plastica, proprio per la loro composizione eterogenea e poco controllabile. “Ciò vuol dire che la stragrande maggioranza dei rifiuti destinati a tale trattamento presentano caratteristiche tali da cagionare rischi ambientali significativi in termini emissivi e quindi del tutto contrari ai principi di tutela ambientale. Le analisi sulle emissioni nell’aria rese note dalla società non fanno emergere la tipologia del rifiuto processato. I dati diffusi potrebbero essere meramente teorici in quanto le analisi delle emissioni effettuate su impianti pilota non risultano comparabili e compatibili con le unità produttive già consolidate e a pieno regime”.

Anche il Comune di Sulmona ha inviato le proprie osservazioni alla Regione Abruzzo, come confermato dal sindaco ovidiano, Luca Tirabassi, che ha rimarcato che l’obiettivo primario sia quello della salvaguardia di salute, ambiente e territorio.

Nel documento odierno, abbiamo voluto segnalare le specificità ambientali e sanitarie del nostro territorio, considerando imprescindibile che l’analisi degli impatti tenga conto, nello specifico, delle peculiarità microclimatiche e orografiche della Valle Peligna. La conformazione orografica, infatti, è quella di una Conca chiusa, circondata da sistemi montuosi, con limitata ventilazione naturale, una configurazione geomorfologica che può incidere in modo significativo sulla dispersione degli inquinanti atmosferici, favorendo fenomeni di ristagno e accumulo delle emissioni, con potenziali ripercussioni sulla qualità dell’aria e sulla salute delle popolazioni residenti e lavorative. Riteniamo, dunque, fondamentale e necessario che si valuti l’adozione di standard di sicurezza e di tutela della salute più elevati rispetto ai minimi normativi, in applicazione del principio di precauzione”.

La politica si è esposta anche a Pratola Peligna, con il modulo inviato dal rappresentante Pd, Mattia Tedeschi. Ottanta le osservazioni dei cittadini, a cui se ne aggiunge una decina arrivata dagli imprenditori del territorio, per far valere le proprie ragioni. Molto tecnica quella presentata dal forum H2O, mentre ben tre medici per l’ambiente si sono schierati contro la realizzazione dell’opera, fondando la propria tesi sull’inversione termica in Valle Peligna, principale fattore di concentrazione degli inquinanti immessi in atmosfera e, pertanto, indipendentemente dalla qualità e quantità delle sostanze immesse, ne costituisce il più importante fattore di rischio di impatto sanitario.

Un fenomeno atmosferico spiegabile in quanto, durante la notte ed in assenza di vento, si stratifica a fondo valle un cuscinetto di aria fredda, più densa e pesante rispetto all’aria calda, prodotto dal rapido raffreddamento degli strati di aria prossimi al suolo e favorito da una quota di aria fredda che, essendo più pesante, discende verso valle lungo i versanti dei rilievi e si raccoglie a fondo valle, nelle conche e nelle depressioni.

“In estate la radiazione solare è sufficiente a dissolvere l’inversione già nelle prime ore del mattino – si legge nell’osservazione -, mentre in inverno e in autunno, questa tende a mantenersi e perdurare tutto il giorno, se non intervengono perturbazioni o rinforzi del vento. Questa è la situazione più favorevole all’accumulo di sostanze inquinanti. Il protrarsi del fenomeno alla tarda mattinata è dovuto, ancora, alla difficoltà dei raggi solari di penetrare attraverso questo cuscinetto iperdenso e di riscaldare il suolo riattivando in tal modo il moto di convezione e di rimescolamento dell’aria. Si intuisce che in tale situazione il fondo della Valle Peligna diventa un “sistema chiuso” destinato a peggiorare con l’incremento di immissioni in atmosfera ad opera di attività antropiche con produzione di gas, metalli pesanti e nanoparticelle”.

Insomma, un fenomeno fisico paragonabile ai frigoriferi per alimenti surgelati dei supermercati che, anche senza una copertura, non disperdono l’aria fredda in esso contenuta, in quanto, questa, più pesante, si stratifica sul fondo.

“Noi medici – conclude l’osservazione dei sanitari – non possiamo permetterci l’errore di tacere: saremmo doppiamente colpevoli. Abbiamo l’obbligo morale (si rimandano gli obblighi politici, sociali ed economici a chi di dovere) di informare per poter attuare il principio di prevenzione e precauzione e quindi salvaguardare la salute dei cittadini nel rispetto di quanto imposto da una sana visione etica e dal codice deontologico”.

Insomma, la Regione dovrà aprirne (e leggerne) di lettere e moduli, messi assieme in una disperata corsa contro il tempo dal comitato “NO inceneritore Get Energy” in una settimana. I promotori parlano comunque di una grande vittoria raggiunta. Non era scontato, infatti, creare tanto fermento in pochi giorni, festivi oltretutto, che ha avvicinato centinaia di persone alla causa. La sorpresa dolce nella calza, i peligni, se la sono fatta da soli.


6 Commenti su "La cenere della Befana: cento osservazioni al progetto dell’inceneritore"

  1. … e questo significa che siamo ancora “ VIVI “… per il momento i moduli per le osservazioni, poi pedate ben assestate…

  2. GIUSTO COSI.
    Con la salute non si scherza .
    Vogliamo sapere tutto , pure le virgole sugli inquinanti emessi .
    Forza Sulmona e tutta la valle Peligna .

  3. L'Avanguardista | 6 Gennaio 2026 at 10:33 | Rispondi

    Certo in un Economia Circolare l’inceneritore sarebbe l’ultima cosa.
    Produce anche diossina ma non è l’unico impianto.
    Producono infatti diossina:
    -barbecue, camini e stufe
    -sbiancatura della carta e dei tessuti fatta con cloro;
    -processi di combustione di industrie chimiche, siderurgiche e metallurgiche soprattutto acciaierie, del vetro e della ceramica;
    -centrali termoelettriche;
    -impianti crematori delle salme.

    Forse la diossina ce l’avevamo già….

  4. dove si possono leggere le osservazioni? c’è un link?

  5. Bene,l’inceneritore e’ previsto dalle Direttive comunitarie nel nord Europa funzionano perfettamente con emissioni vicinissime allo zero e con enormi vantavi/benefici ai Cittadini,naturalmente le garanzie ,tutte nessuna esclusa,soprattutto quelle relative alla sicurezza/filtri purificatori/incendio ecc, con aziende serie tecnologicamente avanzate,adeguate alle ultime soluzioni,con competenze specifiche,capacità,mezzi,tecnici,progetti /impianti validi
    ,operanti con risultati eccellenti,esperienze e soprattutto un portfolio clienti che garantiscono la totale sicurezza e trasparenza positività impianti,qui non c’è’ nulla ,nessun impianto funzionante,,nessuna esperienza,manca di tutto di più’,capitali impresa inclusi,quindi più dei prenditori privati in cerca di finanziamenti pubblici,in pratica degli illusionisti ,che fare? Pedate bene assestate a tutti i prestigiatori delle chiacchiere del nulla,Legalità diffusa per uscire dalla palude,e basta,o no?

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