
Tra le righe di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, Italo Calvino scrive che la lettura è solitudine poiché “si legge da soli anche quando si è in due”. Testi e opere, allo stesso tempo, possono unire e riunire, quando gli occhi smettono di nuotare nel mare di lettere e segni d’interpunzione. E ciò che si è provato, sentito, in quelle bracciate tra capoversi e pagine lo si racconta agli altri, per farli immergere nello stesso oceano. O per raccontarlo, quantomeno. E’ l’idea della Comunità dei Lettori, nata da un’idea di Jacopo Santostefano e Giancarlo Pizzi di LaborAutorio. Un nuovo spazio dedicato all’incontro, al confronto e alla riscoperta del valore della lettura come esperienza condivisa. Un atto di resistenza alle contingenze, per citare Pennac, che nasce dall’esigenza di ricreare momenti autentici di socialità e dialogo. Il luogo dove tornare a guardarsi negli occhi sarà la Comuniteca inaugurata proprio con un libro lo scorso 1 novembre: “Ivan Graziani”, di Federico Falcone.
Scambiare idee, conoscere nuovi autori e nuove storie, e ritrovare, attraverso la scrittura e la lettura, quel senso di comunità che troppo spesso si perde nella vita quotidiana. Questo l’obiettivo di un percorso che inizierà domani, alle 17:30, con la presentazione del libro “Scialacca”, di Kristine Maria Rapino, autrice abruzzese, che sarà presente per dialogare con i lettori e condividere la sua opera.
La cadenza degli incontri sarà bisettimanale, con le porte aperte a tutti coloro che desiderano leggere, confrontarsi e crescere attraverso la letteratura.
La Comuniteca in via Angeloni è già rodata. Lo scorso sabato, 150 persone hanno affollato il locale per la premiazione dei finalisti del Premio Ovidio, a dimostrazione che la lettura è ancora capace di unire, muovere e smuovere. Voltandosi indietro, a novembre sono piovute gocce d’inchiostro: il 22 la presentazione di Scellerate, firmato dalla scrittrice Antonella Finucci. Tre giorni dopo, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza di genere, il sipario di è alzato sul testo Libera. Storia di Anna, scritto dalla penna di Alessandra Zinti, con postfazione a cura di Don Luigi Ciotti.
Gli appuntamenti in calendario sono fissati, sia per l’ultimo mese del 2025, sia per l’anno nuovo. Il 18 dicembre, alle 17:00, Costantino Felice porta a Sulmona il suo nuovo lavoro: Un Mezzogiorno particolare. Storia dell’Abruzzo contro i luoghi comuni e le retoriche identitarie. A dialogare con lui sarà Alessandro Sarra, Direttore del Dipartimento di Economia dell’Università D’Annunzio di Pescara. L’anno nuovo si aprirà con la presentazione di E c’erano i gerani rossi dappertutto. Voci femminili della diaspora italiana in Nord America, il 3 gennaio, con l’autrice Valentina Di Cesare. Il 10 gennaio, invece, protagonisti saranno Virgilia D’Andrea, Carlo Tresca e Umberto Postiglione, protagonisti del libro Passeggiate anarchiche della scrittrice Valentina D’Addazio.
Un insieme di appuntamenti letterari che rispondono all’esclusione della patria di Ovidio a Capitale Italiana del Libro. Una beffa maturata ad aprile, per via del commissariamento della città la scorsa primavera. Il regolamento, infatti, stabilisce che le città commissariate, per qualsiasi motivo, non possono partecipare alla selezione. Così affondava il progetto Sulmo Civitas Librorum presentato dal Comune e, con esso, i 500.000 euro in ballo.
La consolazione, arrivata dodici mesi fa, è la riconferma sulmonese alla qualifica di “Città che legge 2024-26”, assieme ad altri 754 Comuni. A dimostrazione che, per quanto gesto di solitudine, la lettura unisce.
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