
Si sono allenati fino alla sera prima della partita per arrivare alla quinta giornata di campionato con la stessa determinazione di sempre. È un’aria diversa quella che si respira tra gli spalti del palazzetto dell’Incoronata quando ad allenarsi sono i ragazzi del Sulmona Futsal, respirarla vuol dire capire cosa significa sentirsi parte di una famiglia che dal 2015 ha riportato il calcio a 5 in Valle Peligna. Lì dove il “calcetto” c’era già stato, negli anni ’80 e primi anni ’90 quando tra le tante realtà sportive del territorio figurava anche la Libertas Sulmona che tanti avvicinò al calcio indoor. Fino al 1994, anno in cui la società chiuse i battenti. Ma il desiderio di giocare a calcetto, a Sulmona non era mai svanito, soprattutto in chi con la Libertas era sceso in campo, come portiere. “Dieci anni fa, insieme a un gruppo di amici appassionati di calcio a 5 decidemmo di creare a Sulmona una nuova associazione sportiva” racconta Roberto Cicerone presidente dell’ASD Sulmona Futsal ricordando la nascita di una realtà che oggi vanta quasi 100 tesserati, senza contare i più piccoli, bambini e bambine dai 6 ai 13 anni, iscritti alla Scuola calcio ma non agonisti.
Dieci anni fatti di numeri in costante crescita e, soprattutto, di risultati, il più importante quello della scorsa stagione che ha visto la prima squadra arrivare in serie A2 Elite. Un altro mondo, come dice il presidente Cicerone parlando di un risultato quasi inaspettato. “Noi non avevamo puntato alla serie A – ammette Cicerone – ma poi, partita dopo partita, abbiamo capito che il traguardo era alla nostra portata”. Un campionato che ieri ha visto i sulmonesi giocare in trasferta contro la Lazio, “una squadra forte, solida e ben strutturata” ha dichiarato l’allenatore Antonio Ricci, “una formazione abituata alla serie A che abbiamo affrontato consapevoli delle nostre capacità”. Il campo non ha premiato i peligni: la Lazio ha vinto ieri 6-2 in una partita comunque avvincente, nella quale non è stato chiamato neanche un time-out. I laziali si prendono tre punti e raggiungono così i peligni in classifica. Ma la sconfitta o la vittoria non è, solo, un risultato sul tabellone: il Sulmona Futsal pensa prima di tutto a crescere, senza colpi di testa, né di mercato, come spiega lo stesso allenatore che con i dirigenti condivide scelte e decisioni prese pensando soprattutto al futuro. “Se la squadra vince il merito non è solo dei giocatori ma anche della società che ci fa lavorare senza pressioni” continua Ricci sottolineando che le basi della squadra scesa in campo ieri sono le stesse della serie B perché, aggiunge “Io credo che nel momento in cui si crea qualcosa di buono è meglio non provocare squilibri nello spogliatoio”.

Parole che rivelano la filosofia di una società che non ha mai tradito se stessa scegliendo di aggregare persone che oggi come ieri credono nello sport come maestro di vita. Lo stesso in cui credeva Juan Carlos Ceriani che per allenare i suoi studenti nella piccola palestra della scuola di Montevideo, nel 1930 inventò il futbol de sala, da cui il nome futsal, uno sport da giocare al chiuso che ricordasse il più popolare calcio a 11. Ma con importanti differenze. Se infatti, come il calcio, si può giocare solo con i piedi, nel futsal i giocatori sono cinque e i tempi durano 40 minuti come la pallacanestro, mentre per il portiere valgono le regole della pallanuoto e le dimensioni del campo e della porta sono quelle della pallamano.
Uno sport a sé in Italia da sempre considerato il fratello minore del più blasonato football. “In Italia purtroppo siamo ancora indietro perché il calcio a 5 è gestito dalla Lega nazionale dilettanti – spiega lo stesso Ricci – un’organizzazione che per noi rappresenta un limite”. Per questo a Sulmona l’obiettivo è avvicinare gli sportivi a una disciplina che nulla ha da invidiare al calcio outdoor. “Quello che vorrei far capire – conclude il mister Ricci – è che non togliamo niente a nessuno. Anzi, il calcio a 5 e quello a 11 sono discipline complementari nel senso che l’una può imparare dall’altra e viceversa”. Un messaggio che il Sulmona Futsal vuole diffondere non solo tra i giocatori ma anche tra i sostenitori, scegliendo di aprire gratuitamente le porte del palazzetto in occasione delle partite. “Preferiamo vedere gli spalti quasi pieni piuttosto che incassare soldi facendo pagare il biglietto – spiega il presidente Roberto Cicerone – vedere 500 persone tifare per noi non ha prezzo”. Numeri importanti per una società che in prima squadra conta anche due giocatori brasiliani e uno uruguayano, e che, dopo il passaggio in serie A, ha a disposizione un palazzetto interamente omologato, capace di ospitare fino a 997 persone. Un impianto all’altezza di una società diventata competitiva a livello nazionale e con grandi progetti, anche per il settore giovanile.

“Il nostro obiettivo è portare tutti i ragazzi in prima squadra” confessa Roberto Cicerone che per il futuro sogna un Sulmona Futsal composto per lo più da giocatori del territorio. Un percorso forse ancora lungo che però non scoraggia l’affiatato gruppo tecnici e dirigenti che, come in una grande famiglia, non esitano a prestare il loro contributo ogni volta che è necessario. Anche organizzando le impegnative trasferte di campionato in Sicilia, in Calabria e in Puglia, oltre che nelle più vicine Lazio e Molise. Sacrifici che l’associazione sulmonese affronta con la determinazione di chi crede in un sogno chiamato futsal, uno sport che non è calcio. E forse è meglio così.
Elisa Pizzoferrato
Bravissimi tutti e complimenti a Roberto Cicerone !
Una brava persona.
Lascio un consiglio per tutte le associazioni sportive di ogni attività:
Lasciate sempre lo sport fuori dalla politica non vi immischiate mai con le sterili beghe campanilistiche !