La giusta causa

Sono decine le motivazioni della “giusta causa” che ieri il sindaco di Sulmona ha elencato dal pulpito della sala conferenze del Cogesa e che hanno motivato la revoca dell’incarico al consiglio di amministrazione. Un elenco tanto lungo, quanto in verità noto: se non altro perché da questa testata evidenziate nel corso di questi anni e anche in quelli prima, quando la governance era “un’altra”, si fa per dire, ma sempre dagli stessi elevata a classe dirigente. E sempre con gli stessi metodi. Il silenzio sulla gestione che si rompeva solo per trasformarsi in querele e accuse di diffamazione (poi tutte archiviate dal tribunale), le decisioni, che fossero assunzioni o incarichi o contratti, prese senza il consenso degli organi che avrebbero dovuto essere di controllo, una gestione della cosa pubblica come fosse una cosa loro, con la scusa che si trattava ormai di una società per azioni e non più di un consorzio intercomunale.

I risultati, come eravamo stati facili e ostacolati profeti, sono ora arrivati al pettine ed è un pettine pieno di nodi dolorosi, che potrebbe portare anche al fallimento della società, o ad una improbabile ricapitalizzazione (a spese dei Comuni-soci), molto probabilmente ad un piano di risanamento che comporterà verosimilmente licenziamenti e chissà cessioni di rami di azienda, se non l’intera azienda. Con i sindaci, non tutti, “complici” a pettinar le bambole, anziché fare il pelo e contropelo alle governance che governavano e comandavano con i soldi e i capitali pubblici. Con una cassaforte a forma di discarica e le cambiali sulla salute dei residenti.

Mancata convocazione nei termini per l’approvazione del bilancio 2020, 2021; redazione incompleta e insufficiente della relazione sui rischi di crisi aziendale; nessuna azione posta in essere nonostante ben quattro indicatori di crisi; nessuna risposta alle sollecitazioni di fornire piani e documentazione; nessuna azione per rimuovere le criticità; assunzioni fatte senza avvisare il controllo analogo, anzi violando palesemente le diffide di questo; superamento senza autorizzazione dei conferimenti in discarica di decina di migliaia di tonnellate l’anno; contratti a perdere fatti con L’Aquila di cui non sono state neanche mostrate le carte, nonostante esplicita richiesta, e così via, fino al tradimento della dichiarazione di stato di crisi fatta all’insaputa dei soci, anzi dissimulato poche ore prima in un “tutto va bene madama la marchesa”.

Queste le ragioni della “giusta causa” che hanno spinto i sindaci ieri a bocciare il bilancio e revocare l’incarico al Cda. Tardive, ma chiare.

Non si capisce, però, quale sia invece la “giusta causa” che ha spinto e spinge il Cda a non volersi scollare da quelle poltrone. Perché dopo la richiesta bonaria, poi diventata ufficiale, di dimissioni; dopo un bilancio bocciato; dopo i tentativi di convincere il Cda a dimettersi spontaneamente o spintaneamente; dopo la minaccia diventata una sfiducia ai voti; oggi, ancora, la governance ipotizza di invalidare il voto e probabilmente di intentare una causa alla partecipata pur di restare qualche altro mese in sella.

Perché? Non certo per lo stipendio, che non supera qualche centinaio di euro al mese. Non certo per l’onore e l’immagine, che quelli ormai sono compromessi. Non certo per il bene della società, che dall’assemblea di ieri è uscita più debole e fragile, facile preda di facili acquirenti.

Nel mezzo la ricontrattazione della convenzione e delle tariffe con L’Aquila (da dove continuano ad arrivare gli ordini di scuderia), il passaggio di consegne all’Agir e il relativo ruolo che Cogesa dovrà avere o potrebbe avere nella rete dei gestori provinciali e regionali e chissà il posizionamento delle ultime pedine in vista delle prossime elezioni regionali.

Con la “giusta causa” dei cittadini residenti e dei contribuenti, che è sempre in fondo ai lunghi elenchi.

19 Commenti su "La giusta causa"

  1. Bell’articolo. Una riflessione, nella nota riunione tenutasi all’Aquila il 29 sull’argomento, la Regione ha declamato che l’attività del Cogesa non è più consortile ma strategica : una “strategia” solo decantata, senza rappresentarne i contenuti o la relativa minima impostazione Un sofisma infido per nascondere l’ipotesi di un ceneritore?

  2. https://www.ilcapoluogo.it/2022/12/30/cogesa-stato-di-crisi-a-gennaio-le-dimissioni-del-cda/

    Qui una riflessione che riporta altra versione. Presto vedremo e capiremo forse dove sta la verità e a che livello di pagliacciata siamo

    • mastello giallo | 31 Dicembre 2022 at 10:17 | Rispondi

      Dite al sindaco di Molina, che la “scadenza naturale” è oggi. Il problema del Cogesa è che l’80% dei sindaci soci non sanno neanche cosa sia un consiglio di amministrazione, né un bilancio, né una revoca per giusta causa. L’saltra versione, gentile Sempronio, che poi è riportata anche in questo articolo, è quella dei sindaci di centrodestra, ovvero del Cda, come da direttive e indicazioni del capo aquilano. Ora fosse anche che hanno ragione nel dire che l’assemblea non aveva i numeri, ma non si vergognano neanche un po’ ad essere appiccicati alle poltrone? e Come giustamente sottolinea l’articolo: perché? Che c’è di tanto importante sotto? Forse è ora che qualcuno tolga le carte dal mastello giallo e le faccia vedere e conoscere a tutti

      • E immagino che quelli che capiscono tutto sono quel 20% magari che hanno la sua stessa posizione. In questo articolo non è riportata la stessa versione qui si afferma che il cda vorrebbe ricorrere l’articolo citato dice che in realtà ieri non si è sfiduciato nessuno come si legge sui giornali. “per cui la mozione non è stata approvata.” E mi pare ci sia una abissale differenza. Versione di destra e sinistra evidentemente interessano a lei a me interessa la verità qualunque essa sia e mi interessa da cittadino libero e non schierato. Ps si parla di persone appiccicate alle poltrone ma ogni cosa ha un rovescio della medaglia e cioè persone che a quelle poltrone vorrebbero appiccicarsi facendo cose senza avere i numeri. E anche per loro vale la stessa domanda: perché?.

  3. … ma ancora a discutere di risolvere la crisi… che tutto sarà “ aggiustato”… con L’Aquila tutto Ok… che Cogesa è la discarica di Sulmona sono strategici… e poi ancora, da non crederci:
    “Naturalmente ci sono delle difficoltà – ha spiegato il sindaco di Molina Aterno, Luigi Fasciani, al Capoluogo.it – ma sono convinto che a gennaio porteremo avanti tutti gli atti necessari a risollevare il Cogesa. Spero che si arrivi a una gestione largamente condivisa che faccia superare le difficoltà del momento. Per quanto riguarda L’Aquila non ci sono stati problemi, la convenzione è stata rinnovata normalmente e andrà a scadenza naturale”…
    Aahhh… sono questi gli intenti… è questa la “ Mission”… è questo il futuro di Sulmona e territorio circostante – lato Morrone-Majella… seppellirci sotto una valanga di rifiuti maleodoranti, inquinanti e pericolosi.
    Chiudete una volta per tutte questa caxxo di discarica, o riportatela ad una dimensione territoriale circoscritta, dei posti di lavoro a discapito della salute di migliaia di cittadini non sappiamo che farcene, la nostra vita vale mille volte di più di poche decine di posti di lavoro, che comunque non si perderebbero… i rifiuti venivano raccolti anche prima del Cogesa S.p.A., solo che erano circoscritti al territorio dove venivano prodotti.
    Che si facciano le discariche consortili a casa loro… ecco magari la Valle Subequana potrebbe ospitare una bella discarica dei rifiuti Aquilani e paesi dintorni… così pure i Comuni dell’alto Teramano (MO.TE. spa), possono realizzarla nei loro territori, nelle loro vallate… stessa logica per i comuni del pescarese e del chietino…
    Basta, basta, basta… cari amministratori, basta, che la misura è COLMA!!!
    Finitela…

  4. Occhio a quel non tutti….. Preparazione di un altro articolo?
    Spero non finisca come e peggio della saca

  5. Copio e incollo dall’articolo: “Nel mezzo la ricontrattazione della convenzione e delle tariffe con L’Aquila”… che vuol dire L’Aquila ora e più di prima a quali condizioni sembra ancora da chiarire.
    Questo in sostanza in regalo di fine anno:”LA GIUSTA CAUSA DI AVERCELO NUOVAMENTE ASSESTATO IN QUEL POSTO E IL TUTTO MANOVRATO E PROCURATO IN CASA”.
    Discarica ex consortile diventata padronale, anzi pluri padronale con l’ingresso del controllo e gestione regionale… ma anche qui i soliti politici ci “addolciranno il sacchetto di munnezza”, mentre la classica pillola è già stata sostituita dalla “supposta indifferenziata”.
    Nel mentre L’Aquila gongola (Biondi per primo)!!!

  6. Comunque sia …..i Sulmonesi sanno benissimo di chi e’ colpa
    Di questa gestione fallimentare !
    E lo sanno benissimo !

  7. Nessuno dice che 5 Sindaci (Sulmona, Pratola, Pacentro, Acciano, Pettorano) con 360 azioni su 1200 hanno deciso di revocare il CdA a suo tempo nominato con 1000 azioni. Non proprio democrazia.
    Nessuno dice, soprattutto quelli che vogliono la discarica di Cogesa chiusa, che il padre putativo del Piano Regionale Rifiuti della Regione Abruzzo che ha introdotto come discarica di piano regionale quella di Cogesa, cioè discarica a disposizione della Regione che l’ha finanziata, è il Dott Gerardini, da oggi A.U. di Cogesa.
    Nessuno dice che alle Vicenne c’è una discarica, inserita nel piano bonifiche perchè ‘pericolosa’, di proprietà del Comune di Sulmona certificata da un Consulente del Comune da anni come piena di rifiuti speciali e pericolosi, che da anni dovrebbe essere bonificata.
    Nessuno dice che, se si vogliono tagliare posti di lavoro, basterà ridurre il numero dei ritiri dei rifiuti dalle case. Il CdA lo fa e viene revocato.

    Facciamo pace con la testa.

  8. … La Pastorina… visto che tu SAI… ecco raccontaci chi ci “mangia” con i rifiuti e si sta ingrassando sulla pelle di chi vive sul territorio… ecco magari puoi anche dirci qualcosa in più sulla provenienza, tracciamento e natura dei rifiuti indifferenziati scaricati… sicuro che sono proprio “tutti” assimilabili agli Urbani?
    Ecco magari puoi anche raccontarci la “ Storia vera” dei rifiuti scaricati sul sito di Santa Lucia… le Vicenne si trovano un tantinello più in alto sulla montagna del Morrone… e spiegaci come ha fatto a diventare di proprietà del Comune di Sulmona, un’area privata, utilizzata da persone senza scrupoli con una semplice comunicazione alla Provincia, per scaricarci tonnellate di rifiuti “ pericolosi”… la verità è che in questo Valle abbandonata da Dio e adesso anche dagli uomini, chi dovrebbe fare il cane da guardia perché pagato per questo, spesso si è distratto, si distrae ancora o/e dorme sonni profondi…
    La Regione, può e deve rivedere il Piano regionale dei rifiuti, prevedendo la realizzazione di discariche consortili territoriali di areali ben delimitati e circoscritti al numero di abitanti… i RIFIUTI, ancorché indifferenziati, ognuno che se li gestisca a “ casa sua”.

    • Raccontacela tu la verità visto che commenti come fossi un santone che sa tutto. Ps dei posti di lavoro non sappiamo che farcene parla per te che evidentemente non ne hai bisogno

      • Io a te non ti devo raccontare niente… i commenti da “ santone” li scrivi solo TU… di posti di lavoro mettendo a rischio la salute dei cittadini con l’inquinamento dell’ambiente e il deturpamento del paesaggio la Valle Peligna ne deve fare a meno, in quanto il diritto di pochi incomincia e finisce dove inizia il diritto di tutti a vivere in un’area non inquinata.
        La mattina mi fanno compagnia molte persone o sul pullman o sul treno per andare a lavorare fuori e tornare la sera e spesso anche il giorno dopo.

        • A me no ma se si pone come detentore della verità assoluta ci illumini, ci dica su chi ci mangia così magari se sbaglia ne risponde di fronte a un giudice. Ci racconti sul tracciamento visto che allude, a proposito di commenti da santone. Anche io faccio il pendolare e magari viaggiamo anche insieme e quindi? La gente dovrebbe lavorare fuori perché lo fanno altri? Poi che non parla come un santone detentore del verbo. Per lei non evidentemente perdere posti di lavoro non è un problema per altri si, se ne faccia una ragione, e su quanti sono e su chi sono i tutti di cui si riempie la bocca ne possiamo discutere come possiamo discutere sull’ambiente sano o sul deturpamento del paesaggio visto che lo sono anche le pale eoliche e i pannelli solari pur non essendo inquinanti inquinano più le auto che una discarica eppure nessuno vi rinuncia. Quindi torniamo al calesse? La valle peligna deve fare a meno di persone che ragionano per tutti e che hanno la,presunzione di pensare che il loro sentire quello che fanno loro (viaggiare) sia quello che devono fare gli altri. Io non ho questa presunzione e non ho la presunzione di avere la verità in tasca che invece mi pare abbia lei su cosa inquina su cosa sia giusto, non per lei ma per tutti. Io coltivo il dubbio non i dogmi

  9. Nessuno Le dice che le azioni sono “azioni di potere politico” di spartizioni che hanno consegnato di fatto il Cogesa in mano di L’Aquila e Regione, facendole perdere la funzione locale per cui era stata creata.
    Nessuno le dice degli errori di megalomania del recente passato che hanno portato allo sconquasso finanziario la Società che in passato aveva ben altri utili.

    Facciamo la pace con la coscienza.

  10. Dopo la saca (sapete chi è il presidente si)si è fatto cartello anche qui. Danni su danni

  11. Ma quei enormi sacchi neri qualcuno anche aperto che si vedono dal cavalcavia di sulmona (zona depuratore) sa di cosa si tratta?

  12. Accordo fatto tra Gerosolimiani, sindaco di Sulmona e Pratola sotto la benedizione di D’Alfonso! Si estromette un Cda locale per dare mandato a Gerardini di spacchettare Cogesa e venderlo ad acquirenti esterni! Con la benedizione di questa testata….

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