La guardia medica non vuole visitarla, esposto alla Asl

Un presunto caso di malasanità lo definisce il sindacalista Uil Mauro Nardella: ieri sera una donna che avvertiva forti dolori addominali, vomito e diarrea, sarebbe stata liquidata dalla guardia medica di turno a male parole e non sarebbe stata così sottoposta agli accertamenti che aveva richiesto con insistenza.
La donna si era rivolta prima al medico di famiglia che la aveva indirizzata a quello di guardia: esposta la sintomatologia, la dottoressa di turno le avrebbe detto che si trattava di un semplice virus e che bisognava aspettare il decorso della malattia.
Una conversazione dai toni aspri, a quanto pare: “Mi auguro che il medico in questione abbia agito in scienza e coscienza – scrive Nardella – atteso che se ciò non fosse avvenuto ci ritroveremmo di fronte non solo ad una palese violazione del giuramento di Ippocrate, che sta alla base della professione medica, ma ad un vero e proprio caso di malasanità”.
Più cauta la responsabile del tribunale per i diritti del malato, Catia Puglielli: “L’episodio ci è stato segnalato ieri sera tardi – spiega – abbiamo chiesto all’utente di formalizzarci la segnalazione in modo eventualmente da poter inviare alla Asl la richiesta di un approfondimento della vicenda e nel caso si dovessero riscontrare delle violazioni, chiederemo di avviare immediatamente i necessari provvedimenti disciplinari”.

1 Commento su "La guardia medica non vuole visitarla, esposto alla Asl"

  1. Di solito ,quando c’è un contenzioso, si sentono tutte e due le campane. Ora si sono sentite solo quelle della paziente. Aspettiamo di sentire quelle della dottoressa di guardia. C’è un però che mi preme segnalare.
    L’articolo dice che LA PAZIENTE si era rivolta prima al medico di famiglia che l’aveva mandata al medico di guardia. Se il medico di famiglia l’aveva mandata al medico di guardia, sarei curioso di sapere con quale diagnosi. Difatti è specifico compito del medico sia esso di base che di guardia :1-visitare il paziente 2-fare la diagnosi o un sospetto di diagnosi ed agire di conseguenza. Come mi sarei comportato io da medico di famiglia? Avrei misurato la temperatura corporea,poi avrei chiesto quante scariche diarroiche aveva fatto nelle 24 ore e quante volte aveva vomitato. Come erano le scariche se del tutto liquide o poltacee e di che colore (quelle a purea di piselli, indicano sospetto di salmonellosi). Da ciò mi sarei reso conto se c’era il rischio di disidratazione. Visitandola avrei palpato l’addome per vedere se era trattabile o meno,poi avrei sollevato la cute per vedere se era elastica e ben sollevabile in pliche, poi avrei esplorato le mucose orali e la lingua per vedere se erano umide o del tutto aride e secche, segno di disidratazione. Alla fine avrei fatto diagnosi, tipo: “paziente con febbre,vomito e diarrea e segni evidenti di disidratazione. Ha bisogno di ricovero per accertamenti e terapia che il caso richiede”. Certo se il medico di famiglia manda un paziente al pronto soccorso senza un input per il medico di guardia che ha già tanti problemi di suo, a quest’ultimo gli girano un po’ le balle, non dovrebbe succedere ma a me giravano, considerata la strafottenza dei colleghi di base, che mandano pz al PS alla maniera di un pacco postale,SENZA UNA PARVENZA DI DIAGNOSI E SENZA IL MINIMO ACCENNO AD UNA ANAMNESI ANCHE STRIMINZITA. Non hanno nulla da ridìre quelli del tribunale del malato, sul comportamento dei medici di famiglia? Anche quello è da tenere presente. E’ molto importante mandare un paziente al PS con qualche informazione. Non sono medici anche loro?

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