La lezione della Mazzini-Capograssi: regole e limiti all’uso degli smartphone

La letterina l’ha fatta recapitare sotto l’albero di Natale, rivolta ai babbi (e alle mamme) in genere, più che a Santa Claus. E’ un regalo prezioso quello che la dirigente dell’istituto comprensivo Mazzini-Capograssi, Domenica Pagano, ha fatto alle famiglie e in particolare ai ragazzi che frequentano le sue scuole.

L’istituto sulmonese è stato infatti il primo a recepire formalmente ed operativamente il Patto digitale di comunità, promosso nel giugno scorso da Il Germe e rivolto, oltre che alle famiglie, alle scuole appunto.

Con una circolare recapitata l’altro giorno a genitori e docenti, così, la dirigente della Mazzini-Capograssi ha dettato regole e consigli su come utilizzare e far utilizzare gli smartphone e la tecnologia ad adolescenti e preadolescenti. Quelli che una volta erano bambini e poco più, ma che oggi fanno i grandi in un mondo a dimensione schermo.

La linea l’ha data l’università Bicocca di Milano che è quella che il progetto lo sta diffondendo in tutta Italia. Tra i punti, ad esempio, si stabilisce che “tutte le comunicazioni, i compiti a casa e le valutazioni devono essere date preliminarmente allo studente in classe. Sarà responsabilità dell’alunno poi riportarle in famiglia – si legge nella circolare -. I voti degli scritti sul registro elettronico andranno quindi pubblicati dopo almeno 48 ore dalla comunicazione al ragazzo/a (e mai come alternativa alla comunicazione diretta). È prioritario il diritto dello studente/essa di comunicare con il proprio docente attraverso il dialogo in classe e la scrittura su diario cartaceo in tutto il primo ciclo”. La tecnologia, avverte la dirigente, dovrà essere usata solo a fini didattici e non di intrattenimento: niente video e filmati nell’ora di pausa o peggio per “anestetizzare” una classe irrequieta e anche le comunicazioni dal registro elettronico, tipo compiti, verifiche e note, dovranno essere postate solo in orari lavorativi o comunque in fasce orarie predefinite. L’obiettivo è quello di smontare il principio del “sempre connesso”.

Il telefono, consiglia la preside sulla base dei dati scientifici elaborati dalla Bicocca, è opportuno consegnarlo ai ragazzi non prima delle fine della seconda media e comunque la navigazione va sempre monitorata dagli adulti.

“Anche alla secondaria di primo grado, prestare attenzione che i compiti online non rappresentino la modalità usuale di lavoro a casa – aggiunge la Pagano -. Quando assegnati, andranno previsti tempi ampi per consentire alle famiglie di essere presenti o il monitoraggio da parte di adulti esperti (prevedendo ad esempio la possibilità di svolgere i compiti in biblioteca, in gruppi di studenti)”.

“Sperando di aver fatto cosa gradita – conclude la Pagano -, rinnovo i miei auguri più sinceri affinché il tempo del Natale sia occasione preziosa per riflettere su tematiche di così vitale importanza per la crescita dei nostri alunni e per trascorrere le festività riscoprendo l’autenticità delle relazioni umane, che si nutrono della Cura dell’Altro e che nessuna amicizia/contatto virtuale potrà mai surrogare”.

Dieci e lode.

9 Commenti su "La lezione della Mazzini-Capograssi: regole e limiti all’uso degli smartphone"

  1. vedo solo consigli ed inviti e nessuna vera restrizione nell’uso dello smartphone a scuola .
    circolare inutile…credo !

  2. Un’iniziativa più che lodevole. I patti digitali si stanno diffondendo nelle comunità delle grandi città come dei piccoli borghi.
    Ad un genitore basterebbe leggere i dati delle ricerche più recenti sul tema, come fossero un bugiardino di un qualsiasi farmaco, per conoscere quali sono gli effetti collaterali dell’utilizzo non consapevole degli smartphone e rendersi conto dell’urgenza di sospendere le pratiche adottate sinora con bambini e adolescenti. Di seguito il link ad un articolo su Vita.
    https://www.vita.it/abuso-di-smartphone-e-social-media-dei-minori-la-fondazione-patti-digitali-cerca-di-fare-da-argine/

  3. Quale sarebbe la notizia? In molte scuole d’Italia queste misure già appartengono al passato. Boh…

  4. Compito della scuola primaria è educare ,formare e non punire .Naturalmente la collaborazione della famiglia è indispensabile per non vanificare l’impegno dei docenti.

  5. niente smartphone a scuola molte scuole già lo fanno

  6. Sottoscrivo in toto l’informativa alle famiglie della Dirigente Pagano. Avanti cosi’.

    • Bisogna dirsi le verità, i primi che non vogliono “disfarsi” del telefonino sono gli adulti, che hanno riversato la “dipendenza” ai propri figli.
      Ci hanno creato il giocattolo perfetto e ci hanno bello che fregati.

  7. La tecnologia digitale è da anni entrata nella vita, anche a scuola( Registro elettronico ecc…)e con essa l’uso del telefonino. Adesso volete farla uscire? Chiudere la stalla…..

  8. Concetta Di Prospero | 21 Dicembre 2025 at 17:29 | Rispondi

    “I voti degli scritti sul registro elettronico andranno quindi pubblicati dopo almeno 48 ore dalla comunicazione al ragazzo/a”
    illegale direi…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*