
La luce l’ha riaccesa la protesta sul tetto, quella che ieri ha tenuto con il fiato sospeso l’intera giornata Campo di Giove e che è costata agli otto operai egiziani che l’hanno fatta una denuncia per occupazione di cantiere, danneggiamento aggravato e violenza privata. Ora gli undici che fino al 31 dicembre erano alle dipendenze della Cosmo srl sono stati trasferiti a Verona, ma in via Pineta del Pizzalto resta il cantiere aperto, nonostante, come da finanziamento da superbonus, dovesse essere chiuso e riconsegnato il 31 dicembre scorso.
All’ex Scoiattolo Nero, però, non è che manchi una lampadina per aprire la struttura sociosanitaria annunciata come fiore all’occhiello dell’amministrazione Di Gesualdo: un centro per il Dopo di Noi, ma anche riabilitativo e assistenziale.
Gli oltre 6 milioni di euro di lavori finanziati con soldi pubblici sono ancora lontani dalla chiusura: ieri nel consiglio comunale del centro montano si è parlato di ancora il 30% delle opere da ultimare. Conti alla mano circa 2 milioni di euro che, qualcuno, dovrà tirare fuori in qualche modo.
Non potrà farlo certo la onlus La Terra dei Sogni, subentrata in corso d’opera, come affidataria della struttura con usufrutto gratuito per diciotto anni, all’Anafim Ets che nel luglio del 2024 ottenne, dopo qualche minuto dalla donazione fatta al Comune, le chiavi dell’ex albergo, ma che nel frattempo si è tirata indietro.
Tantomeno li potrà sborsare il Comune di Campo di Giove, che è proprietario dell’immobile.

Una clausola contrattuale, tuttavia, impegnerebbe il general contractor, la Renova, a coprire il 10% dello scoperto. All’appello così mancherebbe circa 1 milione e mezzo di euro.
“In realtà il materiale è stato in gran parte acquistato – spiega il sindaco Michele Di Gesualdo – si tratta ora di trovare e impegnare manodopera specializzata per le finiture. Fermo restando che abbiamo fine a fine marzo per chiudere il cantiere”.
La data di marzo, però, non troverebbe alcun fondamento per molti addetti ai lavori, ma Di Gesualdo è convinto che ci siano ancora due mesi e mezzo di tempo.
Con l’inverno e la neve, tra l’altro, potrebbero non bastare neanche quelli.
“Sono convinto che una soluzione per l’involucro si troverà – continua il primo cittadino – fermo restando che, comunque vada, abbiamo eliminato una bomba ecologica quale era l’ex Scoiattolo Nero e acquisito al patrimonio comunale un edificio di grande valore. Ma noi guardiamo avanti: il progetto è ambizioso, qui troveranno spazio diverse onlus che si occuperanno del turismo per disabili, assistenza agli anziani e attività sociosanitarie di livello. Abbiamo già un progetto di gestione che porteremo al prossimo consiglio comunale per condividerlo con tutti”.
Ho un bel ricordo dell’albergo…risale a tanti anni fa..spero che il Comune di Campo di Giove riesca a farne buon uso…forza..
non ho ben capito, è stato acquistato il materiale (da chi?) senza la presenza di una ditta installatrice?
… ecco, poi uno si chiede se sono state rispettate tutte le clausole per
i lavori del PNRR in merito alle fideiussioni previste dalla legge…
Cauzione Provvisoria: Necessaria per partecipare alla gara, garantisce che l’offerente non ritiri la sua offerta.
Cauzione Definitiva: Richiesta dopo l’aggiudicazione, solitamente pari al 10% dell’importo contrattuale, per garantire la corretta esecuzione del lavoro.
Inoltre.
Anticipo Contributi:
Polizza richiesta per garantire l’uso conforme dei fondi pubblici concessi in anticipo.
Conformità:
La polizza deve essere conforme ai modelli predisposti dall’ente appaltante o attuatore del PNRR.
Solidità:
L’impresa deve dimostrare solidità economico-finanziaria.