
Sarà stato anche un “atto di goliardia” o un “gesto di moda” come lo hanno definito i legali dei ragazzi indagati, ma il video postato su TikTok da alcuni studenti del Vico dice molto di più e al di là dei risvolti penali della vicenda.
Innanzitutto per il giorno nel quale sarebbe stato filmato: il 27 gennaio scorso, Giornata della Memoria, giorno nel quale, cioè, quella svastica sventolata su una bandiera con tanto di saluto fascista, diventa un oltraggio intollerabile. Un affronto ad un Olocausto di cui, cosa ancora più grave, quei ragazzi ignorano o non comprendono la portata. E con i venti di guerra e morte che spirano sul pianeta in questi difficili e preoccupanti anni di conflitti, la Giornata della Memoria non avrebbe dovuto essere solo quello della memoria passata.
Archiviarla come “ragazzata”, poi, sarebbe un errore per la comunità educante tutta, perché che lo si voglia ammettere o meno, c’è un oceano di incomprensione profondo, un gap comunicativo, con le nuove generazioni, quelle degli adolescenti e dei preadolescenti in particolare, imprigionati in realtà digitali parallele che gli adulti non riescono proprio a penetrare. Dove tutto è possibile, tutto concesso, nel sottile confine del vero e del verosimile, della realtà aumentata e quella artificiale.
La scusa dell’inconsapevolezza non può bastare, perché a sedici, diciassette anni, a pochi passi dal diritto al voto, non ci si può permettere di ignorare e non conoscere la Costituzione o i valori su cui è fondata.
Eppure il liceo Vico non è un luogo ai margini e non è una scuola indifferente al tema: la dirigente Caterina Fantauzzi, che ha prontamente stigmatizzato quanto accaduto, è una che è stata anzi sempre molto attenta alla Memoria, ospitando grandi personalità e testimonianze, come quella di Sami Modiano, uno dei superstiti di Auschwitz-Birkenau. Ma tanta attenzione non è bastata perché un’intera classe, seppur durante un’assemblea, si mettesse in posa per inscenare una vergognosa provocazione, se di provocazione si è trattato. Al solo fine, forse, di avere qualche like sul proprio profilo social.
La giustizia, ora, farà il suo corso: l’inchiesta della procura dei Minori dell’Aquila è destinata ad allargarsi, perché nei device sequestrati ai cinque ragazzi indagati si cercano ora collegamenti e precedenti, per capire cioè se la messa in scena nazifascista sia stata un episodio isolato o il frutto di una cultura diffusa e radicata che, vale la pena ricordarlo, è contro la legge e contro la nostra Costituzione.
Ed è contro, soprattutto, la nostra Memoria e il valore fondante della comunità che dalle macerie della guerra è nata: il monito della Shoah o quello delle Foibe che proprio oggi celebra i massacri delle bandiere rosse.
Altri colori, altri carnefici, stessa vergogna. Per non avere la memoria corta.
Ma quale memoria corta! E’ molto più grave , siamo tutti bombardati quotidianamente da elogi velati al fasciamo su tutti i social ed è pieno di influencer che travisano la storia raccontando stronzate a milioni di follower
Stanno lavando il cervello piano piano a tutti con gli algoritmi .
Vestiremo come vogliono loro mangeremo cosa dicono loro e voteremo chi vogliono loro !
Fate capire ai bambini che i telefonini che hanno Tra le mani non servono più per telefonare ma per controllarci tutti .
inutile inzuppare il pane sulla gravità o meno del post su TikTok. E’ facile condannare un gruppo di ragazzini “colpevoli” di essere bombardati dai social ogni giorno, che sono in cerca di like, che si sentono un granello nel mondo senza arte ne parte. Prima di fare i professori di storia capiamo le cause, chi non ricorda in classe qualcuno che spavaldamente inneggiava al fascio e poi con gli anni si dimentica pure di andare a votare? Questo rigore e questa fermezza andrebbe usata nel capire che il vero problema sono i social che creano milioni di esseri non pensanti e pecore che per un like a volte ci rimettono la pelle.
Molti raccontano la storia a pezzi, soprattutto nelle scuole.
La shoaw fù l’apice di una guerra iniziata nel 1918 e ancora oggi attiva, quando, dopo che la Germania e l’Impero Turco furono sconfitti nella prima guerra mondiale, fù consegnata la Palestina agli inglesi i quali in accordo con i Sionisti permisero agli ebrei di insediarsi in questo territorio per fondare lo Stato di Israele.
Iniziò una guerra tra le formazioni armate palestinesi (ex turchi) e i nuovi coloni ebrei che andò avanti per tutti gli anni ’20 e ’30 con gli ebrei che arrivavano in massa dai paesi europei in questa terra, secondo la Bibbia la terra promessa.
Per porre fine a questo la Germania ex alleata dei turchi, mise in atto quella che fù chiamata “La soluzione finale” cioè l’aberrante eliminazione di tutti gli ebrei di Germania prima rinchiudendoli nei campi per poi eliminarli, che finì per coinvolgere altre nazioni come l’Italia che non avevano nulla a che fare con questo.
Ad oggi, dopo 100 anni, non vi è ancora soluzione.
Nella speranza della pace.
Ci sarà mai una GIORNATA DELLA MEMORIA per IL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE messo in atto dagli israeliani?
“Altri colori, altri carnefici, stessa vergogna. Per non avere la memoria corta.”
Perché furono colpite altre categorie, oltre i motivi del Sionismo.
Dopo la prima guerra mondiale la Germania fù ridotta alla fame, situazione aggravata poi dalla crisi del ’29.
In questa situazione i Lavoratori con il loro salario non riuscivano più a comperare nulla, visto l’abnorme aumento dei prezzi dei beni nei negozi, ed erano costretti a dare quello che avevano di valore come oro e altro a chi faceva il prestito soprattutto nei ghetti ebraici e nelle comunità dei zingari, e a chiedere prestito a usura.
Erano costretti a fare sesso con i gay più benestanti, che pagavano per questo.
I Lavoratori sgobbavano ma in tasca non avevano mai nulla e tutte le loro cose si spostavano nelle tasche di queste altre categorie sociali, oltre al sesso per soldi con gay o la prostituzione di mogli e figlie.
La disabilità grave diventò un qualcosa che in quella situazione di grave crisi non era più sostenibile e finì per essere vista come una categoria da sfamare che non lavorava, ovviamente finanziata con il sudore dei Lavoratori.
Da qui la scritta su Auschwitz: “Il Lavoro rende liberi”.
Solo un economista britannico, John Maynard Keynes, riuscì a prevedere cosa sarebbe accaduto dopo le gravi imposizioni economiche della prima guerra, a cosa avrebbe portato la fame, profetizzando la seconda guerra mondiale.
Nessuno gli diede ascolto.
Capire il passato per evitare che si ripeta è importante.
Lacrimo sangue quando leggo certi commenti. Hitler se la prese con gli ebrei per due motivi, il primo il diffuso antisionismo, ovvero l’ odio per gli ebrei che vivevano di solito in comunità molto isolate dal resto della società, anche a causa della ghettizzazione. Cercava qualcuno da accusare per le umiliazioni e le aspre difficoltà della Germania dopo la prima guerra mondiale e gli ebrei erano il perfetto capro espiatorio. Secondo motivo gli ebrei a partire dal medioevo, poiché ai cristiani era vietato dalla chiesa, avevano di fatto monopolizzato il mestiere dello strozzinaggio, cioè davano a prestito il denaro in cambio di un interesse. All’ epoca si chiamavano strozzini, anche se oggi il termine ha un significato esclusivamente dispregiativo. Quindi gli ebrei erano ricchi. Quando iniziò la campagna contro gli ebrei nella Germania nazista fu loro data la scelta di lasciare il paese, abbandonando tutti i loro beni. Ma guarda un po’. Con le ricchezze sottratte agli ebrei e la creazione di un esercito di schiavi Hitler intendeva finanziare la guerra di rivalsa della Germania contro l’ Europa. Scusate lo sproloquio, ma ripeto leggere certe cose è veramente triste. Da ragazzo andai a vedere con la classe il film Schindler’s list e quelle cose che avevo letto nei libri mi si scolpirono nella mente di fronte a certe immagini. Il revisionismo storico e la disinformazione sono un vero problema ai nostri giorni perciò se volete conoscere la verità, documentatevi con le fonti ufficiali. L’ ufficialità è il filtro della comunità scientifica, che filtra appunto le stronzate che si leggono oggi in rete. Il problema al Vico è sempre quello, la carenza educativa di questi ragazzi, che spesso danno retta alle cavolate che leggono on line, forse perché pensano che sterminare un intero popolo sia una cosa non umanamente possibile e pensano che di fronte a certi atti ci siano dietro chissà quali giustificazioni.
Di fonti ufficiali c’è ne sono “sempre” due versioni e che differiscono “sempre” tra loro.
Basterebbe osservare le sofferenze dei popoli per rendersi conto di quanto l’uomo sia INFIDO PER NATURA e vergognarsi!
La cultura ha creato l’ignoranza recita una canzone.
L’antisemitismo da solo non giustifica la shoah, cioè la deportazione e l’uccisione degli ebrei.
Non è vero che gli ebrei erano tutti ricchi, anzi vi erano tanti poveri nei ghetti.
Il vero motivo è nella volontà dell’Organizzazione Mondiale Sionista di creare lo Stato di Israele fin dal 1918 in accordo con i britannici.
Questo fece intervenire la Germania quale alleato dell’Impero Turco di cui ha fatto parte la Palestina per 500 anni.
Ma del fallimento degli insegnanti di storia non parla messuno?