La Nannarone rovina la festa al Pd: “Altro che crescita, partito nelle mani dei civici”

A rovinare la festa ai Dem in città, che oggi ospitano la riunione del gruppo dirigente provinciale, ci ha pensato la ex Nannarone: le auto celebrazioni del segretario provinciale Francesco Piacente, che per annunciare l’iniziativa ha parlato di un “partito cresciuto”, non sono andate proprio giù alla ex presidente del circolo, capogruppo in consiglio e membro della segreteria regionale.

Brucia ancora il brusco divorzio, seguito a mesi di tensioni e cominciate con la (non) elezione alla presidenza del consiglio. Con la poltrona finita, dopo un turbinio di rimbalzi, nelle mani dell’ultimo degli eletti del partito.

“Per quanto mi risulta alle politiche del 2018 il Pd ebbe alla Camera 1671 voti, oggi 1707, quindi soli 36 voti in più. Al Senato 1462 voti, oggi 1652, quindi soli 190 voti in più – scrive la Nannarone -. Peccato però che rispetto ad un anno fa si sia persa la posizione di primo partito per diventare il terzo, nonostante i ‘considerevoli’ 226 voti in più. Ma si può considerare cresciuto un partito per una manciata di voti in più se a quella manciata hanno concorso l’ex sindaco Bruno Di Masci e l’ex assessore Andrea Gerosolimo?”.

E qui entra in ballo la vera questione del problema del partito cittadino che aveva faticato non poco per scalzare la vecchia classe dirigente accodata ai civici di Di Masci.

“D’altronde le iniziative di campagna elettorale importanti a cui hanno partecipato il deputato e il senatore poi eletti non sono state organizzate dal Pd ma dall’ex sindaco e dall’ex assessore e/o dalla di lui moglie – continua la Nannarone -. Quindi quale Pd? Quello che in Comune è maggioranza o quello che in Comune è opposizione? Oppure tutti insieme appassionatamente?”.

Non è solo questione personale, ma politica; perché la coalizione Liberamente Sulmona a quel gruppo, che oggi organizza eventi elettorali per la campagna del Pd, si era opposta dentro e fuori dalle urne. Quello del Pd, insomma, è stato un ritorno al passato, più che un passo in avanti; con tutto ciò che questo comporta in termini di impegno e candidature in vista delle prossime elezioni regionali.

“Rispetto a quattro anni fa, ma soprattutto rispetto ad un anno fa, c’è stata una considerevole disfatta in un considerevole stato confusionale – conclude la ex presidente del circolo Pd -. E siccome non tutti per fortuna devono vivere di politica e con la politica, chi la politica la vive come passione disinteressata qualche domanda lucidamente se l’è posta circa la composizione ‘una e trina’ del Pd durante le politiche e sulla sua retrocessione, ciononostante, al terzo posto. O veramente qualcuno pensa di venire e raccontare proprio a Sulmona ancora frottole?”.

9 Commenti su "La Nannarone rovina la festa al Pd: “Altro che crescita, partito nelle mani dei civici”"

  1. Infatti tutti a Sulmona sanno che la Nannarone vive la politica in modo disinteressato (sic!) vive senza tentativi di collocazione con l’impegno di una eroina dai valori trasparenti (sic..sic!!!). Ha presentato progetti visioni strategie, ha lottato per le scuole, per le disuguaglianze sempre senza interessi con trasparenza con una ingenuità da cherubino !!!!
    Certo capiamo tutti che e’ stanca per aver cercato vanamente una collocazione, un po’ di luce di ribalta di palcoscenico e nessuno ha voluto darglielo. Ora con Di Piero ma non diceva che il civismo non serviva era ipocrita e qualunquista? Con Di Piero almeno possono insieme presentare qualche libro aprire qualche cerimonia e sentirsi pieni di luce. Insieme !

  2. quand la jatt nen pó arrivà alle lard dice ke è rancide

  3. Brava la Nannarone! Analisi dei dati sia dal punto di vista statistico che politico. Ma i sui 350 voti esattamente dove sono finiti?

  4. … la presidenza del Consiglio alla ultimo degli eletti e la carica di assessore vicesindaco al segretario non eletto non ci sembra una scelta felice. La nannarone inoltre la nannarone ha rifiutato la assessorato

  5. Oggi l attività politica dei comunisti e un vuoto a PERDERE. Non hanno voti ,perdono iscritti e non fanno più un comunicato alla altezza di quelli che faceva l avvocato nannarone. Sono usurpatori politici diretti dal PUPARO

  6. … in questa valle di lacrime c’è una disoccupazione cronica, e che peggiorerà notevolmente negli anni a venire… negozi che chiudono… famiglie e commercianti che non riusciranno a pagare più le bollette e gli affitti… e il problema che hanno i POLITICI è la conta dei voti… ma ne conteranno sempre di meno, man mano che Peligni si sveglieranno del tutto e non crederanno più alle parole anestetizzanti che li hanno addormentai negli ultimi quarant’anni…

  7. Si ma la Nannarone oltre a “splendere” che ha fatto ?
    I voti gli sono stati dati raccolti e dati l’anno collocata come presidente del PD per renderla visibile non ha voluto l’assessorato perché occorre lavorare rischiare i rimpasti di giunta e soprattutto occorre dare conto di quello che si riesce veramente a fare oltre parlare oltre a dire “io, io, io,…”.
    Poi c’è la coerenza quale coerenza ha offerto alla città ?
    Coerenza politica coerenza di pragmatismo di coordinamento di visione …. Chiacchiere note e post su Facebook e null’altro . La politica del parolaio insieme alla banda dei radical chic nessuna responsabilità nessun rischio niente lavoro per la comunità
    Ora si erge a giudice con il dito puntato lei proprio lei l’amica della Pezzo

  8. Sandro De Panfilis | 16 Ottobre 2022 at 17:27 | Rispondi

    Un Partito che dopo una batosta elettorale storica che ha consegnato il governo del Paese alla Destra, non sente la necessità non dico di un’autocritica, ma di una riflessione sulle cause di simile disfatta a cominciare dal Territorio, è un Partito oggettivamente morto. Si tenta di mantenersi in sella come classe dirigente con vuoti riti similassembleari cui non crede più nessuno. Chi ha il coraggio di affermare che “il re è nudo” può anche essere sbeffeggiato dai soliti servi sciocchi ma afferma una verità incontestabile. Verità che emergerà nella sua crudezza alle ormai prossime regionali dove il candidato agnello sacrificale di questa vallata servirà solo a favorire il marsicano di turno, o aquilano, fate voi.

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