
E’ un pallone alto, che volteggia nel vuoto. Un rimbalzo di un bagher su un attacco sporco. Il fiato sospeso in attesa del recupero, che il punto torni in gioco. Venti mesi di agonia e incoscienza, sdraiato su un letto di un ospedale prima e una clinica poi.
Per l’aggressione a Gianni De Angelis ora c’è un imputato e un capo di imputazione. Quel cinquantaquattrenne di Sulmona che in via Patini, il 28 giugno del 2024, avrebbe colpito con un pugno il coach e il simbolo del volley cittadino in pieno volto. Una lite stupida, per un parcheggio. Un tie-break che non sembra avere fine.
Il 22 aprile prossimo, ha deciso il sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Iafolla, il presunto aggressore dovrà comparire davanti al giudice per le udienze preliminari: è accusato di lesioni aggravate dai futili motivi da cui è derivata una malattia verosimilmente insanabile.
Insanabile, come l’assenza di Gianni, che a settantasei anni, ancora oggi, dopo venti mesi, lotta incosciente su un letto di una clinica, sospeso come una palla che volteggia nel vuoto dopo un bagher su un attacco sporco: privato delle gioie e delle emozioni che in campo, con i suoi allievi del volley, era abituato a condividere.
Non ha potuto esultare, Gianni, per il quinto mondiale vinto dagli Azzurri nelle Filippine a settembre scorso contro la Bulgaria e ancor più della storica vittoria, qualche settimana prima, delle Azzurre in Thailandia nella finale al cardiopalma con il Brasile. Avrebbe esultato come se fossero le sue quelle vittorie, perché Gianni De Angelis è stato e resta, anche su quel letto silenzioso, il cuore e l’anima della pallavolo e ancora prima dei valori che lo sport e il gioco di squadra, rappresentano.
L’imputato nega, dice che lui sarebbe intervenuto per soccorrerlo da una caduta. Ma la versione dell’aggressione l’ha raccontata alla polizia lo stesso De Angelis, prima che venisse sedato in ospedale, prima della caduta, anche, dalla barella su cui era stato sistemato, e per la quale la procura dell’Aquila ha chiesto di archiviare eventuali responsabilità degli operatori sanitari.
Resta in piedi, invece, l’imputazione per il presunto aggressore e sarà il giudice per le udienze preliminari a stabilire se mandare a processo il cinquantaquattrenne. A fischiare il “fallo”.
In attesa che la palla torni in campo e Gianni riesca a segnare il suo punto. Lui che ama gli attacchi degli opposti e le giocate “veloci”.
Noi continuiamo a fare il tifo per lui.
Forza campione!
Sulmona tutta fa il tifo per te🙏
Confido in una pena esemplare.Coraggio Prof
forza siamo tutti tutti con te
Dai Gianni. Uno come te non può che farcela. Un forte abbraccio
Una storia che ha dell’incredibile in una Sulmona sempre più irriconoscibile !
Forza caro Gianni siamo con te e la tua famiglia
CHIUNQUE ABBIA RIDOTTO IN QUELLE CONDIZIONI IL PROFESSORE DEVE PAGARE SERIAMENTE SIA PENALMENTE CHE CIVILMENTE….FORZA GIANNIIIII….
belle parole per una vicenda dolorosa
grazie alla redazione
potete anche mettere il nome, penso lo sappia tutta Sulmona
Si tratta di tentato omicidio l’aggressione , già conosciuto alle forze dell’ordine, si è indispettito perché Gianni aveva osato parcheggiato davanti al suo negozio in modo corretto. Lo ha aspettato che tornasse e lo ha colpito…. Così … a freddo . Perciò Nessuna pietà per questo animale bugiardo pericoloso .Gianni e tutta la sua famiglia merita GIUSTIZIA. GIUSTIZIA GIUSTIZIA.
quale negozio?
Il commerciante zozzone che ha fatto questo atto infame è un pluripregiudicato che però ultimamente la fa sempre franca come per la sparatoria in via Pescara di qualche anno fa
chi è?