La piscina “non esiste”: 20mila euro per certificare l’impianto fantasma

In tribunale si andrà il primo luglio, giorno fissato dal Tar per discutere nel merito il ricorso presentato dalla Centro Nuoto Sulmona contro l’aggiudicazione alla Roma Nuoto della gara per la gestione della piscina comunale di Sulmona. Ed è probabile che a quella data si arrivi ancora con gli accappatoi asciutti, perché i tempi del passaggio di consegne, o meglio dell’ingresso dei nuovi gestori all’Incoronata, sembrano destinati ad andare ben oltre le due settimane.
Quanto era stato ipotizzato e temuto la settimana scorsa su questa testata, infatti, si è rivelato fondato: all’impianto natatorio dell’Incoronata mancano una montagna di carte e certificazioni, tant’è che il Comune ieri ha affilato tre determine con le quali si cerca di mettere una toppa ad una voragine amministrativa imbarazzante. Una gara d’appalto, in pratica, fatta senza avere la struttura in regola, con il rischio di una causa risarcitoria da migliaia e migliaia di euro e, ancora più, con la possibilità che in vasca si ritorni chissà quando.


Ci vorranno oltre 20mila euro, una cifra vicina cioè al risparmio fatto dal ribasso di gara, per mettere in regola una struttura pubblica a cui mancano le certificazioni degli impianti elettrici, quella antincendio, l’agibilità e persino l’accatastamento. Sulla carta, insomma, è come se la piscina non esistesse.
Le tre determine pubblicate ieri riguardano nello specifico tre diversi incarichi per la riparazione e certificazione dell’impianto elettrico (oltre 12mila euro), la certificazione e l’adeguamento antincendio (5mila euro circa) e l’accatastamento e l’agibilità della vasca esterna, dei fabbricati e del complesso natatorio (4,5mila euro). Tutti documenti che avrebbero dovuto esserci già prima della indizione della gara d’appalto, ma che solo ora il Comune – cioè dopo l’aggiudicazione – si appresta a fare.

Neanche a dire che palazzo San Francesco non ne fosse a conoscenza, perché il 14 agosto scorso la dirigente Filomena Sorrentino, in qualità di vice segretaria, aveva chiesto nero su bianco, al dirigente, alla sindaca e agli assessori competenti, di fare un sopralluogo di ricognizione all’Incoronata e di fornire tutta la documentazione necessaria per procedere all’indizione della gara d’appalto. Lettera rimasta morta e anche ignorata, visto come poi si è invece proceduto al bando.
Il tutto mentre la piscina continua ad essere chiusa ad un mese dall’attesa riapertura dopo il lockdown, con 120 atleti e 60 disabili fuori dalla vasca e otto dipendenti e tutti i collaboratori rimasti senza lavoro.

11 Commenti su "La piscina “non esiste”: 20mila euro per certificare l’impianto fantasma"

  1. Che cosa dice l’amministrazione comunale in merito ? Che c….sono i primi loro ad essere dei fuori legge…..

  2. Daniele Di Bartolo | 16 Giugno 2020 at 6:30 am | Rispondi

    Se il problema sono 20.000 euro allora il problema non può e non deve esistere. Si tratta di un impianto che è un punto di riferimento per tutto il territorio e se non si interviene subito Sulmona, dopo alcune scuole, perderà un altro punto di aggregazione per molte famiglie e tanti giovani.

    • Concordo perfettamente!

    • il problema non sono i 20.000 euro, ma il pressapochismo e l’incompetenza di chi ha fatto un bando senza avere le certificazioni. Gente pagata per questo e che con la sua disattenzione (chiamiamola così) sta causando un disagio enorme agli utenti e un rischio di risarcimento sulle tasche della collettività. La piscina è stata chiusa tre mesi, perchè non si sono fatti i rilievi, i sopralluoghi? Chi ha firmato il verbale di riconsegna dell’immobile?

  3. Sulla pagina facebook del comune questo non lo dicono però ehh??? solo parate militari ad ogni taglio erba o appena fanno un comunicato tanto di celebrazioni dell-assessore !
    e ora ????? ridicoli
    date almeno gli incarichi a professionisti diversi dai soliti noti e fate lavorare i giovani e non le vecchie volpi !

  4. Scusate, ma in questi ultimi anni innanzi tutto anche il vecchio gestore lavorava senza sicurezza degli impianti elettrici? Meglio adeguarsi oggi, anche cambiando gestore, che continuare fuori regole!

  5. Come è possibile non avere le certificazioni impianto elettrico se per legge addirittura ogni 5 anni devono effettuare la verifica periodica di legge prescritta dal DPR 462/2001 dell’impianto di terra effettuata da Organi abilitati dal Ministero delle Attività Produttive (non valgono le verifiche effettuate da professionisti o imprese installatrici)?????

  6. francescovalentini1935 | 16 Giugno 2020 at 4:38 pm | Rispondi

    A Sulmona ogni argomento in cui entra il Comune e’ un pianto amaro,una polveriera pronta a saltare in aria : ultima in ordine di tempo la Piscina che sembra faccia acqua (siamo in argomento,no? ) da tutte le parti : siamo tutti improvvisatori? Facciamo corsi in modo che ai titoli roboanti si aggiunga anche una dose di competenza che non vada sempre a discapito della comunita’:forse la democrazia farebbe bene a richiedere appositi titoli prima di assegnare specifiche branche : o sbaglio?

  7. Jemm a corfini k vu fa mank la piscin c sta mamma m

  8. L’incapacità al potere, stanno distruggendo Sulmona pezzo per pezzo.
    Non li dimenticheremo .

  9. povera Sulmona ….liberateci

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