La rivoluzione delle acque: presentata la legge sulla gestione del ciclo idrico

La riforma è di quelle importanti, “epocali” dicono i proponenti: e in effetti il disegno di legge presentato questa mattina a Pescara dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dai capigruppo di maggioranza, è destinata a rivoluzionare la gestione del sistema idrico integrato.

Un progetto che prevede importanti investimenti (che dovranno essere anche e soprattutto nazionali) per rimettere in ordine le infrastrutture e le reti, campioni in Italia, in alcuni casi come nel chietino, delle dispersioni della risorsa. Un lavoro che passerà per il rifacimento della rete, ma anche nella digitalizzazione del sistema di distribuzione al fine di garantire tempestivamente di isolare le dispersioni e con sistemi di interconnessione che all’occorrenza permettano di dirottare l’acqua dove c’è maggiore carenza. Un processo che non può non passare anche e soprattutto attraverso una riorganizzazione della governance, ovvero l’accorpamento dei sei gestori attualmente operanti, in due società (o gruppi di società) che siano in grado di attivare economie di scala e competere sul mercato.

La legge prevede in particolare la creazione di due sub-ambiti territoriali che saranno deliberati dalla Regione su indicazione dell’Ersi. Ciascuno di questi due sub-ambiti procederà quindi all’affidamento unico ad una società (o gruppo di società) in house, con la creazione di due assemblee di sindaci (Assi) che saranno presiedute dal presidente della Provincia più popolosa.

Le Assi esprimeranno tre dei sei componenti del consiglio di amministrazione dell’Ersi che resterà di fatto l’ente di controllo e che avrà il compito di decidere la composizione dei sub-ambiti e il tipo di affidamento per la gestione.

Le sei società attualmente operanti arriveranno quindi a fine mandato, ovvero a scadenza di convenzione con gli ambiti di riferimento, per poi essere accorpati in qualche modo, anche se la forma giuridica è ancora da definire.

In particolare Aca, Saca, Sasi, Ruzzo e Cam, andranno a scadenza nel 2027, al massimo con un prolungamento di sei mesi, mentre Gsa (la società aquilana) andrà avanti fino al 2031, con la possibilità di aggregarsi al futuro soggetto sei mesi prima della scadenza.

La legge dovrebbe essere licenziata entro settembre, ma come tutte le riforme importanti, non mancherà di suscitare grandi discussioni nei territori.

4 Commenti su "La rivoluzione delle acque: presentata la legge sulla gestione del ciclo idrico"

  1. Gianluca Lavalle | 10 Luglio 2025 at 12:04 | Rispondi

    Cosicché, con i “…sistemi di interconnessione che all’occorrenza permettano di dirottare l’acqua dove c’è maggiore carenza…”, quando sulla costa mancherà l’acqua la verranno a prendere da noi, col risultato che né noi né la costa avremo acqua a sufficienza.
    Bene, molto bene…

  2. Domanda, posso utilizzare l’acqua potabile del mio rubinetto per riempire la mia piscina?

  3. ….Aca, Saca, Sasi, Ruzzo e Cam…. e i Comuni Gestori? Non vengono citati nell’articolo; quale sarà la loro sorte?

  4. Carrozzoni inutili | 15 Luglio 2025 at 13:24 | Rispondi

    Spero solo che alle parole seguiranno i fatti e, finalmente, metteranno mano a tutta la rete idrica regionale che è un autentico colabrodo

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