La sfida di Ginecologia: intervento straordinario all’ospedale di Sulmona

L’intervento risale ai primi di dicembre, ma solo l’altro giorno è rimbalzato dal sito della Asl al profilo del presidente della Regione Marco Marsilio che, orgoglioso, spiega che “questa è la sanità in cui credo: una sanità che collabora, che affronta le sfide più difficili e che ottiene risultati concreti per i cittadini”.

La sfida del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Sulmona, d’altronde, è stata di quelle ardue: una responsabilità che molti ospedali, a cui la paziente, un’ottantaquattrenne di Pescocostanzo con un grave tumore alla vulva, si era rivolta, avevano giudicato necessaria, escludendo qualsiasi intervento radio-chemioterapico.

L’equipe del primario Cosma Cosenza (Annamaria Stammitti, Yda Rapini e Gianluca Di Luigi) non si è sottratta all’impresa e con successo ha eseguito un’operazione delicatissima: l’asportazione radicale della vulva e la ricostruzione parziale dell’uretra con contestuale rimozione di cinque linfonodi inguinali bilateralmente.

Un tumore di sei centimetri che all’anziana aveva reso la vita un incubo per via dell’incessante dolore, appena alleviato dal frequente uso di morfina, e di altre notevoli difficoltà connesse alla grave patologia. 

“Era praticamente sempre sotto morfina, senza riuscire a dormire – racconta Cosenza – abbiamo così deciso di intervenire e già dal giorno successivo è stato possibile sospendere la morfina e avviare un trattamento di radioterapia. E’ il risultato di un lavoro di squadra, non solo della mia equipe, ma anche degli altri reparti, a partire da quello di Anestesia diretto da Annamaria De Santis”.

Il reparto sulmonese è diventato un punto di riferimento negli interventi di questo tipo, in regione e fuori regione: nell’ultimo anno e mezzo ne sono stati eseguiti 512 e questo nonostante una carenza di organico medico del 50%, con soli 4 ginecologi in servizio sugli 8 previsti in pianta organica e con la sala operatoria utilizzabile solo parzialmente.

“Potremmo fare molto di più – aggiunge il primario – attualmente possiamo fare solo due sedute la settimana in sala operatoria. Se avessimo più disponibilità di personale, non solo a Ginecologia, i numeri potrebbero crescere notevolmente: sono molti i pazienti che vengono anche da altre Asl e da altre regioni per essere operati qui. La Asl sta facendo sforzi notevoli: ci hanno fornito nuovi strumenti per la laparoscopia e l’isteroscopia, ma il problema del reperimento del personale è un problema serio, che colpisce un po’ tutte le strutture pubbliche e che a Sulmona si fa sentire”.

Quanto basta perché il presidente Marsilio, nei suoi moti di orgoglio, provveda anche a colmare questi enormi buchi, una carenza che, loro malgrado, trasforma i medici in eroi e le operazioni in imprese.

2 Commenti su "La sfida di Ginecologia: intervento straordinario all’ospedale di Sulmona"

  1. Complimenti a tutti i medici, a tutto il personale. Colmare la carenza di organico è un dovere morale per chi è tenuto a farlo.

  2. Sicuramente un dovere morale, ma principalmente POLTICO.
    Un ospedale di primo livello solo sulla carta e carente di tutto, a partire da un CUP che è la vergogna di tutta la Regione, per poi passare ai servizi ospedalieri che dovrebbero essere la spina dorsale di un ospedale.
    Ma qui, per la vallata non si trovano mai soldi da spendere e da investire, anzi si toglie e si porta su altre realtà ospedaliere, lo stesso in tutti i settori.
    Si è fatto scempio di tutto in questa vallata e tutti in obbediente silenzio e i primi sono i complici politici.
    Dovremo invocare l’intervento di Trump, da anni si è instaurato un regime politico dittatoriale che ha procurato danni enormi nel tessuto sociale.
    Almeno Trump è leale nel comunicarti che ti sta fregando, qui invece, costoro ti “fregano” e ti fanno anche “sorridere”.

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