La sindaca con lo scalpo

Un paio di crisi l’anno, due dimissioni ritirate, diciassette, diconsi diciassette, assessori in meno di quattro anni: chiamarlo governo, quello della sindacatura Casini, è un parolone. Perché già è difficile amministrare con le idee e i patti chiari, figurarsi nel caos calato sulla Sulmona cinica travestita da civica.
Nelle sabbie mobili dei gruppi di potere che attanagliano la città da decenni, però, il primo cittadino di Sulmona ha saputo finora tenersi a galla e l’ultima operazione, quella che ha portato ieri alla presentazione dell’ennesima giunta, è stata probabilmente quella che ha consacrato la “biondina a digiuno di politica”, “il burattino in mano di Gerosolimo”, a personalità con identità politica.


Nella partita a scacchi ingaggiata da Gerosolimo contro il resto del mondo, per la conquista dell’orto, la Casini ha infatti saputo tenere la barra dritta, anche se non proprio i nervi saldi. Ha lasciato che gli altri si scannassero e alla fine è passata a raccogliere lo scalpo.
Sul campo è rimasta una distesa di macerie: Bruno Di Masci, isolato dai suoi stessi consiglieri, roso da una contraddizione imbarazzante che lo vede all’opposizione ma prestando i suoi assessori alla maggioranza, Andrea Gerosolimo che non riesce a capitalizzare la coda del suo potere e deve rimandare l’incasso con il rischio di non trovare lo stesso bottino, il centrodestra che nonostante il vento in poppa dimostra di avere paura di andare alle urne e il centrosinistra che il vento ce l’ha contro e che ha di fatto ammesso di non avere ancora un progetto per la città.
Con una domanda che chi vive fuori dal Palazzo continua a ripetersi: perché c’è stata la crisi?


La Casini ieri in conferenza stampa ha dimostrato di avere ben chiaro il quadro e con onestà ha ammesso che tanto quest’anno e mezzo di sindacatura rimasto dovrà servire “a permettere a tutti gli schieramenti politici di ricostruire uno o più progetti per la città”. Parole che lasciano intuire che lei, specie se dovesse arrivare a fine mandato, sarà pronta a restare in campo e questa volta senza padroni e padrini. Nei corridoi di palazzo San Francesco, anzi, si vocifera che la sindaca abbia già pronta una lista tutta sua e visto che finora ha attraversato la fiducia di quasi tutto l’arco costituzionale (ben tredici consiglieri su sedici la hanno sostenuta in questi anni in maggioranza), non sarà un problema per lei scegliere la sponda su cui navigare.


Chi pensa, come Gerosolimo, di averla comunque ormai salda nel suo agoraio, magari intestandosi la sua “vittoria”, potrebbe commettere un fatale errore di valutazione: il fatto che il suo mentore era pronto a gettarla a mare (e non lo ha fatto solo per non aver avuto i numeri sufficienti), non è cosa che una donna dimentica facilmente. Questione di tempo e piatti freddi, insomma, da consumarsi al momento opportuno.
Resta certo l’esiguità dei risultati ottenuti dal punto di vista amministrativo, perché non basterà certo in meno di un anno e mezzo un assessore venuto da Madonna della Neve a risolvere o chiudere i tanti cantieri mai partiti o lasciati sospesi, men che meno l’elegante avvocato a semplificare una macchina amministrativa che della burocrazia ha fatto uno strumento di potere reale o ancora la consulente finanziaria a mettere accordo e pace nel complesso mondo del sociale e del commercio.
Eppure da qualche parte questa città dovrà ripartire. Guardandosi dentro più che attorno. Sperando che bastino i prossimi sedici mesi.

4 Commenti su "La sindaca con lo scalpo"

  1. La verità è solo una:
    Hanno, tutti, una paura matta di andare a votare.
    Ora anche i Peligni “di Sulmona” , hanno capito chi li ha governati fino ad ora:
    le solite Famiglie e famigli unitamente a papaveri e notabili.
    Risultati: da un lato famiglie e famigli, notabili e papaveri arricchitesi e posizionati al meglio, dall’altro il fuggi fuggi generale di tutte le aziende, disoccupazione e spopolamento. Manco ci fossero la ‘Ndrangheta, Mafia e Camorra nella Valle. O forse sì ?
    Ancora un altro anno e mezzo di agonia per far salire di più la nausea ai cittadini, come in una camera magmatica, e poi sarete spazzati via e sepolti sperando definitivamente.

  2. Vista la difficoltà nel reperire assessori,consiglierei alla sindaca di fare un bando europeo “cercasi assessori” così avrà una scorta sufficiente per il prosieguo

  3. sconcertante !!!! credo che a Sulmona rimmarra’ solo
    la discarica del
    cogesa !scappiamo

  4. solo rifiuti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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