La sonata di Chopin

Al mattino ci sono ancora le macchie di sangue sul marciapiede, sotto i portici di corso Ovidio a Sulmona. Pochi metri dal cuore della movida, quella scalinata di palazzo Annunziata che con la concentrazione di bar e locali in pochi metri continua ad essere il richiamo principale del sabato sera. Null’altro da fare nella città di metà settembre, lì dove un mese fa c’era un pianoforte a suonare Chopin e il volto di un’altra civiltà.

Non li hanno scacciati nell’estate sulmonese la polizia e i carabinieri quei bulli, sempre gli stessi, in preda ad alcol, droghe e violenza, che terrorizzano le notti cittadine; ma la cultura, la gente normale che nella notte, in estate, si è riappropriata delle sue strade. Ora tornate terra di nessuno. Fino alle quattro del mattino, quando ieri due giovani poco più che ventenni sono stati massacrati di botte.

Futili motivi, raccontano i verbali dei carabinieri non ancora formalmente depositati. Che è un’aggravante per legge e di fatto. Tanto più che sono gli stessi, quei futili motivi, che da mesi e mesi muovono le mani e la violenza di un gruppetto di picchiatori seriali.

Uno di loro, uno degli aggressori, a quanto pare, è già gravato da Daspo urbano: non può frequentare i locali del centro, ma solo alcuni, ma può vagare nella notte a dare botte.

Trauma cranico per uno e frattura del setto nasale per l’altro, le vittime: oltre venti giorni di prognosi e una probabile operazione di riduzione della frattura prevista oggi stesso. E poteva andare peggio.

Si ricomincia, con il conto dei feriti, delle urla, della gente che si ripara. I gestori sono disperati: “Non servono necessariamente gli scontri – spiegano – questo gruppo di persone solo entrando nei locali, provoca la fuga di molti clienti e la paura, che trasforma la serata in un accumulo di tensione”.

Finché non esplode, magari per un bicchiere in più che doveva essere solo un’evasione.  

Il Daspo non basta, allora, forse. Perché questi bulli col tirapugni meritano restrizioni più rigide o una sonata di Chopin da ascoltare. La città non è la loro.

13 Commenti su "La sonata di Chopin"

  1. Metteteli dentro e buttate la chiave. Fanno sempre casino e stanno sempre fuori. Che cazzo di paese di m….

  2. bene,che fare? Subito la Legge dei blasterfire/buratino,altrimenti non si puo’, i politicialtroni hanno depenalizzato tutto e di piu’,nessun reato,nessuna pena,ognuno libero con una propria legge,un proprio diritto,ovvie le ragioni,o no?

  3. Bulli con tira pugni ? Ma di chi sono figli ? Che gli hanno fatto ? Che disagio hanno ? Dobbiamo aspettare che ci scappi il morto per un intervento più incisivo ? Se si sa chi sono non si può agire a tutela della gente perbene ?

  4. Forze dell’ordine? Ma non fateci ridere. Felpa con cappuccio,mascherina e organizzati in ronde. Capisc a me

  5. Quattro ragazzini che fanno a botte!ora chiamiamo la dia!ma va va

  6. Mi chiamo Antonio | 19 Settembre 2022 at 09:34 | Rispondi

    … visto che la legge non viene applicata… allora bisogna chiudere il tribunale di Sulmona…

  7. Qui si sta parlando di un soggetto che ha il daspo urbano, non di un ragazzino tranquillo.

  8. Io in questi locali metterei 3 o 4 agenti esperti di arti marziali che quando questi bulletti alzano la cresta, prima gli danno una sonora passata di mazzate (visto che i genitori evidentemente non lo hanno mai fatto) e poi li caricano nella camionetta e dritti in cella….

    • Il problema è che queste persone sono cresciute a pane e mazzate, ecco perché sono così…poi aggiungici che non possono uscire per un casino che hanno fatto in passato o per altro. Si ritrovano a uscire a orari improponibili e strafatti come sono possono cercare solo questo nella vita…la rissa.

  9. I soliti soggetti. 25 settembre voterò lega

  10. La rappresentante all’integrazione ora cosa avrà da dire? Attendiamo con fervore un suo punto di vista sulla questione.

  11. Daspo urbano, perché non fate i nomi? A no, tranquilli, basta andare su Google e leggere altre testate sulla stessa notizia.

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