L’Abruzzo celebra il Carnevale a tavola: torna la Conviviale Regionale dell’Accademia Italiana della Cucina

Nove delegazioni, un unico grande evento diffuso per raccontare identità, tradizioni e sapori del Carnevale abruzzese. Torna giovedì 12 febbraio, in occasione del giovedì grasso, la Conviviale Regionale a tema fisso promossa dal Coordinamento Territoriale Abruzzo dell’Accademia Italiana della Cucina, guidato da Nicola D’Auria.

Alle ore 20, in contemporanea su tutto il territorio regionale, le nove delegazioni abruzzesi dell’AIC si ritroveranno a tavola per un appuntamento ormai entrato stabilmente nel calendario accademico, che unisce convivialità, ricerca storica e valorizzazione del patrimonio gastronomico locale. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Le tradizioni del Carnevale in Abruzzo”, un viaggio nei riti dell’abbondanza che precedono la Quaresima.

Ogni delegazione ha elaborato un menu ispirato ai piatti simbolo della festa: dai maccheroni alla chitarra con sughi ricchi di carne, ai ravioli dolci di ricotta, fino ai dolci fritti della tradizione come frappe e cicerchiata. Pietanze opulente, legate a una ritualità antica che affonda le radici già nell’epoca romana, quando durante i Saturnali e le feste dionisiache il cibo diventava espressione di libertà, festa e rovesciamento delle regole.

L’iniziativa non è soltanto un momento di degustazione, ma una vera e propria operazione culturale, in linea con la missione dell’Accademia Italiana della Cucina, istituzione culturale della Repubblica Italiana impegnata nella tutela e nella trasmissione delle tradizioni gastronomiche regionali.

Le sedi delle conviviali saranno distribuite in tutta la regione. Ad Atri, gli accademici si ritroveranno all’“Osteria Zedi”, con la relazione affidata alla professoressa Oliva Menozzi, docente di Archeologia all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti. Nella Marsica, la delegazione di Avezzano sceglie il ristorante “Angizia” di Luco dei Marsi, dove si parlerà del legame tra Carnevale e tradizione della macellazione domestica del maiale. A Chieti, presso “La Castellana” di Atessa, il vicepresidente vicario dell’AIC Mimmo D’Alessio racconterà il Carnevale come “rituale della carne”, sospeso tra sacro e profano.

All’Aquila la conviviale si terrà all’“Osteria della Posta” di Poggio Picenze, mentre la delegazione di Pescara si riunirà alle “Tamerici” dell’hotel Promenade di Montesilvano. A Pescara Aternum, la cornice sarà il ristorante “La griglia dell’orso” al porto turistico. Sulmona ospiterà l’evento alla “Strada Trattoria Contemporanea”, Teramo all’Istituto Alberghiero con una relazione affidata allo storico Nicolino Farina, e infine Vasto, dove la conviviale si svolgerà nel centro storico, al ristorante “Posticino”.

“Questa iniziativa, nata cinque anni fa – spiega Nicola D’Auria – ha assunto un significato profondo per l’Abruzzo. Riunire simultaneamente nove delegazioni sotto un unico tema non è solo un gesto simbolico, ma la dimostrazione concreta di come la cucina sia un potente collante identitario. Celebrare il Carnevale significa onorare la nostra storia agraria e sociale e preservare ricette che rischiano di perdersi nella frenesia moderna”.

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