L’allarme dei produttori di latte: “Serve aiuto, siamo vicini al collasso”

Fausto Ruscitti, Presidente Cooperativa Agricola ANSAPE- TERRANTICA e coordinatore di un raggruppamento di 8 cooperative produttrici di latte, lancia l’allarme del comparto comparto zootecnico e della relativa filiera di trasformazione del latte che sta subendo un calo drastico di vendite imposto dalla chiusura delle attività come bar, ristoranti, pizzerie e mense, inoltre si constata che lo sforzo collaborativo della GDO, impegnata con le promozioni dei prodotti locali non riesce per carenza di clientela purtroppo a veicolare a pieno le tipicità. “Siamo consapevoli di quanto sia grave la situazione e quanto sia necessario ottemperare alle disposizioni del DPCM emanato in questi giorni” chiarisce Ruscitti e aggiunge che l’eventuale chiusura domenicale della grande distribuzione sarebbe una vera catastrofe.

“I caseifici e le aziende zootecniche – spiega Ruscitti – non possono fermarsi ed è impensabile ridurre la produzione, in quanto ciò comporterebbe la loro chiusura e la fine di un settore già in grave difficoltà le cui conseguenze catastrofiche si ripercuoterebbero su tutti i settori. I caseifici locali continuano a garantire i prodotti certificati e genuini e chiediamo al Presidente del consiglio, al Presidente della regione, all’Assessore agricoltura e all’Amministrazione tutta, di instaurare un dialogo con gruppi della GDO (coop. conad, carreour, ecc) per indurle a valorizzare le produzioni zootecniche regionali derivanti da attività che non possono fermarsi”.

“Le cisterne di stoccaggio dei caseifici si stanno riempiendo giorno dopo giorno e non è remota la necessità di dover buttare il latte prima ancora della trasformazione – continua Ruscitti – a meno che i caseifici non interrompano il servizio di ritiro del latte dalle stalle, il che provocherebbe l’immediato abbandono dell’allevamento quasi tutto concentrato nelle zone montane e svantaggiate. Per ovviare a questo problema chiediamo alla Regione di aprire anche un tavolo di trattativa con le aziende di trasformazione nazionali che possano raccogliere i nostri esuberi in modo da garantire la sopravvivenza delle attività lattiero-casearie e delle stalle della nostra regione, naturalmente queste cessioni andrebbero fatte al solo “costo minimo” del latte, senza alcun utile da parte di chi collabora; purchè il latte non venga distrutto”.

4 Commenti su "L’allarme dei produttori di latte: “Serve aiuto, siamo vicini al collasso”"

  1. Luciano Dionisi | 18 Marzo 2020 at 19:04 | Rispondi

    Parole sante!!!PURA E SACROSANTA VERITÀ O IL GOVERNO REGIONE E EUROPA CI DANNO UNA MANO OPPURE SIAMOCOSTRETTI ACHIUDRE BATTENTI. CON TUTTE LE CONSEGUENZE CHE SEGUIRANNO!!!!🇮🇹UNITI CE LA POSSIAMO FARE🇮🇹💪🇮🇹

  2. Publio Vettio Scatone | 18 Marzo 2020 at 21:28 | Rispondi

    Ma veramente pensate che i politici capiscono queste problematiche?
    Basta leggersi il DPCM del governo, che hanno avito il coraggio di chiamarlo Salva Italia, per capire con che razza di incapaci abbiamo a che fare. Hanno avuto il coraggio di dichiarare che i 25 miliardi euro, e molti sono mancette date a vanvera, attiveranno flussi per 350 miliardi di euro.
    Sparano cazzate e giornali e tv amiche fanno da grancassa ripetendolo.
    Bisognava stanziare da subito almeno 200 miliardi di euro, ripartendoli adeguatamente a cominciare dalle categorie produttive. Andavano bloccati e rimandati di un anno tutti i pagamenti dei mutui .
    Se continua così, e tutto lo fa pensare, l’Italia andrà in malora.

  3. Publio Vettio Scatone | 18 Marzo 2020 at 21:33 | Rispondi

    Decreto “Cura Italia”.

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