L’assordante silenzio della sinistra, Mastrangioli: “Ripartire dal basso”

“Esiste ancora una sinistra in questo territorio?”. A chiederlo è Enio Mastrangioli del circolo Liberi e Uguali di Raiano. “Un silenzio assordante” quello che vige in Valle Peligna dove non emerge alcuna riflessione a seguito del “tracollo elettorale” delle scorse politiche, un tracollo ben visibile a livello nazionale, regionale, provinciale e locale, “come se non fosse accaduto nulla”. Il “gruppo dirigente di sinistra” che resta sempre in piedi, sempre lì nonostante le sconfitte. Parla di “scatole vuote” Mastrangioli riferendosi alla “visione di sudditanza” e di esclusiva “fiducia nel leader” che ha comportato, a suo parere, lo svilimento delle realtà partitiche locali, svuotate di “partecipazione e intelligenze”. Nostalgia dei tempi in cui nelle piccole sezioni si faceva politica e si formavano gli amministratori del futuro. E non risparmia giudizi all’atteggiamento di D’alfonso, “ostinato” nel voler mantenere le poltrone di presidente e senatore, ieri il Consiglio regionale ha bocciato l’incompatibilità con 16 voti contro 15.

“Un’abitudine- dichiara- che, ormai, assegna e demanda acriticamente ai vertici nazionali il compito di avviare e decidere un cambiament

o di uomini e di programmi, quando invece, a mio parere, nessun cambiamento vero, reale, sarà possibile senza un movimento che parta dal basso, da coloro che vivono le contraddizioni del presente e ascoltano il malcontento e il malessere delle persone in carne ed ossa: in particolare di quelle più deboli, dei giovani senza una prospettiva”. “Umiltà collettiva” è quando propone ai vertici nazionali l’ex sindaco, “impegno sincero e disinteressato”, ripartire tutti da zero insomma mettendo da parte gli interessi personali. Perchè oggi ad essere salvaguardati, denuncia, sono “i ruoli e gli spazi dei propri dirigenti che quello di ricostruire un linguaggio di speranza a quella moltitudine di persone, storicamente della sinistra, che oggi hanno dirottato la propria fiducia e consenso verso altri”.

In questo senso non fa bene l’atteggiamento che a livello nazionale il centrosinistra sta assumendo per la formazione del nuovo governo, uno “stare alla finestra”: “Una posizione assurda che dà preminenza ad un cosidetto ‘Governo di tregua o del Presidente’ – formula ormai invisa alla stragrande maggioranza dei cittadini che votano – invece che ad un Governo politico, espressione e di fiducia del Parlamento che abbiamo eletto a tal fine”.

 

Ripartire dal basso, in sintesi, con proposte “credibili e concrete” soprattutto in Valle Peligna, “oggi più sola e abbandonata che mai, priva di una strategia e di una visione strategica e unitaria di sviluppo a causa di individualismi e campanilismi anacronistici, di gruppi dirigenti più preoccupati delle proprie prospettive personali che degli interessi collettivi”.

S.P.

1 Commento su "L’assordante silenzio della sinistra, Mastrangioli: “Ripartire dal basso”"

  1. Si è fatto una domanda e si è risposto da se…
    Lo stesso suo peregrinare da partito a partito ne è la prova.
    Non esiste più un partito di sinistra… tutto qua… lo sappiamo tutti.
    La “vecchia vera, buona sinistra” non esiste più da decenni ormai…
    Non vi è più classe di partito “credente”, tutto abbandonato nei ricordi di qualcosa anch’essa rinnegata e assorbita dal “buon capitalismo” purificatore che ci ha elevato a persone (ben) pensanti e purtroppo in negativo, liberato dall’ideale comunista disfattista…
    A distanza di anni ditemi un po’ se non vi è una povertà intellettuale paurosa… tutto azzerato nelle più ignobili forme di sfruttamento di pensiero come di lavoro, che viene solo da piangere e aggiungo povere nuove generazioni da noi affossare… loro sono i veri colpiti.. c’è da vergognarsi.
    Certamente non le avrò risposto, ma non c’è più nulla da fare… i partiti ormai sono scatole di persone anch’esse lobitizzati alla segreteria…
    Chi potrà salvarli è forse una nuova rivoluzione, ma non ne hanno conoscenza.. il massimo oggi è lo sciopericchio dimostrativo che si sa nulla porta, se non fame alla fame!!!
    Il sistema è talmente rodato che non se ne creano le condizioni… mai più guerre (belliche no, ma commerciali a iosa), mai più sofferenze gravi (portate si al limite ma non oltre), lobitizzati in un sistema chiuso ermeticamente ad ogni iniezione di rinnovamento… solo appiattimento ed annullamento per le future generazioni…
    Forse ho svalvolato un pochino… me ne rendo perfettamente conto, ma sono tutte verità.

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