Lavoro, anche SI-AVS alla manifestazione del 31 dicembre

“Riteniamo non più rinviabile un’assunzione collettiva di responsabilità. La politica, insieme alle forze sociali, alle amministrazioni locali, alle associazioni di categoria e ai movimenti, è chiamata a uno sforzo ulteriore, a costruire una visione, a immaginare un futuro possibile e giusto per questo territorio”. Così Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra annuncia la propria adesione alla manifestazione pubblica indetta unitariamente dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL per la giornata di mercoledì 31 dicembre a Sulmona, “a sostegno di quella che da tempo è ormai definita la vertenza Valle Peligna”.

Non una somma di crisi aziendali, spiegano da SI AVS, ma “una questione politica che riguarda il diritto di vivere, lavorare e costruire futuro in questo territorio”. Un territorio dove le crisi Marelli, Sodecia, Coop, 3G e Cogesa e “non sono episodi isolati né sfortunate coincidenze ma sono, al contrario, epifenomeni dolorosi di un male più profondo, la mancanza di prospettiva, il lento declino economico e sociale, il vuoto Politico che da troppo tempo avvolge la Valle Peligna”.

Una situazione complessa dove “affrontare ogni singola crisi come se fosse un fatto a sé stante – continuano – rischia di ridursi a un esercizio di rattoppo”. Ma la Valle Peligna merita molto di più, “merita un futuro che da un lato preservi la Valle da insediamenti industriali inquinanti e invasivi, devastatori del territorio e figli di logiche produttive di decenni fa e che, dall’altro, guardi al mondo che è già attuale e che ci interpella”; quello delle riconversioni industriali necessarie, qualità del prodotto, valorizzazione delle competenze, centralità dei servizi pubblici e della “pretesa di una politica nazionale definita con la quale creare interazioni di sistema”.

Queste le motivazioni all’adesione alla manifestazione del 31 dicembre prossimo dove SI – AVS denuncerà anche “mortifera mancanza di una prospettiva alta e collettiva che spesso si sposa con l’asfissiante clientelismo a cui si ricorre per sopravvivere”. Perché, concludono, “abbiamo bisogno di una visione che sappia vedere lontano e che sia dignitosa e condivisa con tutto il territorio. Oggi più che mai è evidente che non ci si salva da soli ma tutti insieme”.

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