Le Glorie di Scanno: una mostra per la notte dei fuochi

Per gli scannesi è l’Halloween degli americani, il Capetiempe dei pettoranesi: un rito propiziatorio che perde le sue tracce nei secoli e nella tradizione contadina. Ed anche qualcosa in più: “Le Glorie” di Scanno sono anche e soprattutto un marchio identitario e di appartenenza, perché per salire sui monti di Cardella, La Plaja e San Martino, si deve essere innanzitutto scannesi o da scannesi accompagnati.

Le facce truccate con il carbone, il vino, i balli e gli sfottò, rimbombano la sera del 10 novembre da un capo all’altro del paese, lo attraversano, lo accendono.

Le “pire”, ovvero le cataste di legna messe una sull’altra fino a raggiungere i trenta metri di altezza, vengono preparate da giovani e meno giovani con cura e abilità ingegneristica e alla fine, al crepuscolo, date alle fiamme, mentre ci si sfotte da un monte all’altro.

Poi giù in paese con il “palancone”, il tronco bruciato che viene offerto alla futura sposa del rione che in cambio rifocilla con cibarie i contradaioli.

Una giuria sceglie il vincitore, ma il verdetto non è sempre accettato dai contradaioli, con discussioni anche molto accese che vanno avanti per tutta la sera tra vino e provocazioni.

Un paese che si racconta e che sarà raccontato quest’anno anche da una mostra fotografica che l’Istituto Fotogramma ha allestito nella galleria aperta in via Tanturri: gli scatti di Marinello Mastrogiuseppe seguono passo passo il racconto di una giornata che si ripete simile a sé stessa da secoli. Una sorta di “libretto delle istruzioni” per i turisti che a novembre, nella notte dei fuochi, si ritrovano dentro una comunità e alle sue più sentite tradizioni.

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