
Sulmona rischia di restare esclusa dai benefici previsti dalla nuova Legge sulla Montagna, ma secondo Elisabetta Bianchi, ex consigliera comunale e rappresentante di Direzione Sulmona, il Comune possiede tutti i requisiti per essere inserito tra gli enti destinatari delle misure di sostegno. Da qui l’appello all’Amministrazione comunale affinché intervenga con urgenza presso Regione Abruzzo e Ministero per gli Affari Regionali.
L’iniziativa arriva all’indomani dell’accordo definitivo raggiunto in Conferenza Unificata il 5 febbraio 2026 sui nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani, noti come “Legge Calderoli”. Secondo Bianchi, una lettura corretta dei parametri scientifici fissati dalla normativa consentirebbe a Sulmona di rientrare a pieno titolo nella mappa dei territori tutelati.
Diversi i dati a sostegno della ex consigliera Comunale. Sulmona, pur trovandosi il centro urbano a 405 metri sul livello del mare, l’altitudine media dell’intero territorio comunale raggiunge infatti i 707 metri, superando la soglia dei 500 metri prevista per la tutela di altipiani e valli montane. A rafforzare la tesi contribuiscono altri dati orografici: la presenza di una cima a 2.061 metri sul massiccio della Maiella, oltre il 30% della superficie comunale con pendenza superiore al 20% e circa il 25% del territorio situato oltre i 600 metri di quota.
“Non si tratta di una semplice etichetta amministrativa, ma di una questione di sopravvivenza economica e sociale”, sottolinea Bianchi. L’eventuale esclusione comporterebbe, secondo Direzione Sulmona, la perdita di importanti opportunità per la cittadinanza: dagli incentivi fiscali per i giovani under 41 che intendono acquistare la prima casa, alle misure di sostegno per garantire la presenza di medici e docenti, ritenute fondamentali per contrastare il progressivo depauperamento dell’ospedale e delle scuole locali.
Tra i benefici a rischio anche l’accesso ai fondi del FOSMIT e alle agevolazioni fiscali destinate alle imprese, in particolare per il recupero del patrimonio immobiliare e forestale, strumenti considerati strategici per lo sviluppo economico e per arginare lo spopolamento.
L’appello è rivolto direttamente al sindaco Tirabassi e alla Giunta comunale, ai quali viene chiesto di verificare con urgenza la corretta trasmissione dei dati cartografici all’Istat e di attivare tutti i canali istituzionali necessari. L’obiettivo è evitare che Sulmona venga penalizzata, come già avvenuto in passato, da valutazioni burocratiche basate esclusivamente sulla quota altimetrica della sede comunale.
“Sulmona è il cuore montano della Valle Peligna – conclude Bianchi – e la montagna non è un limite, ma una risorsa. Un cavillo tecnico non può precludere un futuro che è concretamente alla portata del territorio”.
Sulmona sta in una valle neanche in collina figuriamoci in montagna deve essere giustamente esclusa dalla legge sulla montagna
Sulmona è già fuori, l’accordo è stato raggiunto due giorni fa.
Il decreto era rimasto bloccato da settembre a causa dell’opposizione di metà delle Regioni, ma ora l’intesa sui criteri di classificazione permette alla legge di diventare operativa con oltre 200 comuni in più del previsto e maggiori costi rispetto alle intenzioni iniziali. È più che utopistico pensare che oggi il Sindaco di Sulmona possa intervenire per fare cambiare i requisiti che non sono cavilli tecnici e non si può pensare ad un operazione valida solo per Sulmona. Un passaggio del genere è fuori tempo massimo ma anche nel caso fosse ipotizzabile riaprirebbe un contenzioso con le altre regioni che sicuramente nessuno vorrà riaprire.
in base a quale elenco sorge questa preoccupazione se ancora nessuna lista ufficiale dei comuni rientranti in questa classificazione “montani” è disponibile?
Più saggiamente, attenderei la pubblicazione sulla G. U..
Ma già gira in rete una possibile lista dei Comuni rientranti nei parametri, e…. SULMONA C’È!
https://www.orizzontescuola.it/legge-sulla-montagna-via-libera-ai-nuovi-criteri-incentivi-per-docenti-e-scuole-nei-3-715-comuni-beneficiari/