Lepre italica, una specie a rischio. I risultati dell’indagine del Pnalm

Dal 2015 il Parco collabora, insieme ad altri Parchi Nazionali, a un importante progetto finalizzato ad aumentare le conoscenze sulla presenza e distribuzione della lepre italica (Lepuscorsicanus), una specie classificata come “minacciata” secondo i criteri dell’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) e sulla cui conservazione insistono diverse problematiche. Al termine di un primo periodo di lavoro il Pnalm ha presentato i risultati delle prime indagini che sono state condotte. La lepre italica è una specie endemica dell’Italia centro-meridionale: sul versante tirrenico la troviamo fino al Monte Amiata e sul versante adriatico fino a un’area a ridosso proprio del Pnalm; mentre è assente a nord di questa linea immaginaria. Fino a non molto tempo fa (1999), si riteneva fosse una sottospecie della più comune lepre europea e per questo poco investigata, ma ora è considerata minacciata e vulnerabile.

Per la lepre italica è stato elaborato uno specifico Piano d’Azione Nazionale a cura dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare e dell’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale, che  inserisce tra le priorità l’aggiornamento delle conoscenze sulla distribuzione della specie per mettere in atto azioni dirette di conservazione e gestione della specie stessa.

A partire dal 2015 la presenza della lepre italica nel PNALM è stata indagata su 7 aree campione con l’uso di fototrappole e/o indagini genetiche su feci fresche raccolte su neve. Le analisi genetiche vengono svolte dal Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, partner con una lunga esperienza di ricerca sulla lepre. La lepre italica risulta presente in 5 delle 7 aree indagate, ma nel corso del 2020  le indagini verranno ripetute nelle 2 aree in cui non è stata rilevata la presenza per essere certi dei risultati.

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