L’eredità e gli eredi, Casini: “Resto un soggetto politico”

“Sono un soggetto politico e lo sarò, sono solo in una fase di riflessione e non mi riconosco nella struttura attuale del gruppo civico che, comunque, rappresenta una continuità del mio progetto”: Annamaria Casini chiarisce così il motivo per il quale non si è ricandidata, o meglio non è stata ricandidata da colui che è stato il suo padrino politico (Andrea Gerosolimo) e che ora le ha rubato la scena ambendo direttamente alla fascia tricolore. Da sola, spiega la sindaca in scadenza, “non avevo la forza di fare strategia politica e amministrare allo stesso tempo – continua – e due anni fa ho preso la decisione di dedicarmi alla città anziché alla costruzione di una nuova maggioranza. Che uno o fa il sindaco o pensa a fare le liste”.

Così oggi traccia l’uscente la sua relazione di fine mandato, documento richiesto dalla legge, ma di cui la Casini ha voluto farne una pubblicazione: 68 pagine nelle quali identifica 8 azioni di intervento, elencando i progetti fatti e gli obiettivi centrati, ma dimenticando quelli non fatti e falliti, a partire da quello più importante che era alla base del suo programma di mandato, ovvero un’inversione di tendenza al calo demografico. Un dato che negli ultimi cinque anni, al contrario, ha assegnato a Sulmona la maglia nera delle “fughe dalla città”, molte dovute alla mancanza di opportunità lavorative, ma anche e soprattutto dalla carenza di servizi, a cominciare dalle scuole sicure.

Poi l’elenco delle cose fatte, “che non vuole essere un vanto – spiega la sindaca- ma un documento amministrativo, un promemoria, da lasciare in eredità alla prossima amministrazione, nella speranza che quanto avviato venga portato a termine”. Non nasconde, su questo, la sua “invidia” per la vicina esperienza pratolana e l’esempio del nuovo polo scolastico appena inaugurato. Lei, sostiene, che non è stata così fortunata sull’edilizia scolastica, tra ricorsi e dirigenti che cambiavano, con il codice degli appalti a rimettere tutto in discussione e con la difficoltà a spendere quei 25 milioni di euro che a sua volta le aveva lasciato in dote l’amministrazione Ranalli.

Nelle otto aree d’intervento (consulta qui tutto il documento) le politiche di bilancio e la riorganizzazione della macchina amministrativa, il lavoro inclusivo fatto sul sociale, la cultura con il Bimillenario e le strutture riaperte, i rapporti con l’Europa e gli altri Comuni del circondario, lo sforzo per rendere vivibile e accogliente il centro storico, quello sulla creazione di una città sostenibile, i lavori pubblici e la ricostruzione post-sisma e Sulmona città sicura.

Un documento su cui il prossimo sindaco o sindaca, chiunque sia, potrà lavorare nello spirito della continuità istituzionale e amministrativa, che non deve essere per forza anche politica.

2 Commenti su "L’eredità e gli eredi, Casini: “Resto un soggetto politico”"

  1. L’unica cosa che ci lascia in eredita’ di rilievo……e’ solo il fallimento come sindaco.

  2. Era meglio che faceva le liste

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