Liceo classico, progetto validato. Ma manca il trasloco

Non è finita, anzi a dirla tutta non è ancora iniziata, ma sui lavori di adeguamento sismico al liceo classico Ovidio di piazza XX settembre, ieri è stata mossa una pedina importante, una delle ultime dal punto di vista burocratico.

Il professor Antonello Salvatori, ha infatti validato il progetto esecutivo di miglioramento sismico dell’edificio, mettendo il bollino, insomma, sull’efficacia e l’utilità dell’intervento.

Una promozione senza riserve quella fatta al progetto del liceo, che farà salire, a lavori ultimati, l’indice di vulnerabilità della scuola a 1,033. Voti pieni, insomma, a fronte dei progetti bocciati in passato che non raggiungevano neanche lo 0,5.

Insomma i lavori, ora, possono partire. O quasi.

In realtà dal punto di vista burocratico manca ancora un passaggio, ovvero l’approvazione da parte della giunta comunale del progetto che, però, era legata al responso della validazione. C’è da stare sicuri che la delibera arriverà a strettissimo giro, insomma.

Stessa cosa non si può dire per la parte operativa: perché i lavori inizino, infatti, è necessario svuotare la scuola dei mobili e dei beni che vi sono custoditi. Non si tratta, però, di un trasloco facile, perché come prima cosa una commissione apposita, chiamata commissione fuori uso, dovrà decidere cosa conservare e cosa buttare. La commissione, che è di nomina provinciale, nonostante la pressione fatta dal Comune, però, non ha ancora fatto il sopralluogo decisivo per “inscatolare” i pacchi. E ad agosto, c’è da scommetterci, sarà difficile che lo faccia. Anche perché, e questo è un altro problema, non si sa bene dove trasferire i beni da salvare. Era stato individuato per questo un capannone all’area artigianale di proprietà della Provincia, ma poi si è scoperto che è pieno di rifiuti vari: dai toner ai vecchi computer. Insomma bisogna bonificare il magazzino per trasferire arredi e registri del liceo.

Sul rientro dei liceali in centro storico, pesano poi le opere di completamento: impianti, bagni, caldaia, che dovrebbero essere finanziate a parte con un contributo di 1,5 milioni di euro promesso dalla Provincia. Questi lavori, però, non sono stati ancora progettati, né appaltati. Un problema, considerando che, secondo logica, dovrebbero essere fatti contestualmente a quelli di adeguamento sismico per evitare di dover rompere muri e pavimenti quando questi saranno finiti.

L’orizzonte di vedere gli studenti a piazza XX settembre a settembre del 2023, appare insomma un po’ troppo ottimistico.

Roma non fu fatta in un giorno, ma tredici anni potrebbero bastare per l’Ovidio.

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