L’impresa di Carnevale

Hanno vinto loro: Emma e Beatrice, dieci anni e un’idea geniale. “Ci siamo vestite da ambulanti” spiegano, mentre danno il resto per un altro pacchetto venduto. Un foglio di carta chiuso con delle graffette con dentro altra carta, coriandoli per la precisione, anzi “coriandoli riciclati” come recita l’insegna allestita con uno scatolone che funge da deposito, un filo e dei palloncini colorati. Sul plateatico di piazza Garibaldi due sedie e un tavolino da pic-nic, con le confezioni delle offerte imperdibili: pacco mini 20 centesimi, 50 quello regolare, 90 quello “maxi-mega” si legge sull’involucro. “Ci lavoriamo da un mese – spiegano – abbiamo ritagliato fogli e riviste che dovevano essere buttate. E’ stato divertente e anche conveniente” aggiungono mentre contano le monete guadagnate.

La piazza è piena: una bella giornata di sole e di sano Carnevale, con i carri e i gruppi animati che hanno saputo riscoprire mestieri e genuinità. Lavorati in cartapesta e fantasia, con tanto di coreografie che ballano al seguito.

Sei in tutto in corteo da piazza Tresca a piazza Garibaldi: Cappuccetto Rosso, Kung Fu Panda, UP, Grizzly e i cowboy, le Cheerleaders e KPop demon hunter, con Ovidio a chiudere la sfilata su un trattore e un cartello con una delle sue massime: “Niente è meno faticoso di stare zitto”.

E gli organizzatori, già provati per il lavoro svolto, zitti proprio non ci vogliono stare: “Vorrei rimarcare che abbiamo fatto tutto da soli – dice la presidente di Music&Dance, Ada Di Ianni, una delle organizzatrici – dal Comune non abbiamo avuto un solo euro e anzi abbiamo trovato una montagna di ostacoli dagli uffici e dalla burocrazia. Bisogna fare qualcosa in questa città per superare la burocrazia, perché così diventa una tortura organizzare gli eventi”.

Il concetto è ripetuto più volte durante l’attesa nella piazza grande dallo speaker Claudio Natale, tanto che quando il sindaco Luca Tirabassi prende la parola per ringraziare organizzatori e uffici e ricevere per conto dell’assessora alla Cultura (assente per motivi personali) Emanuela Cosentino una targa, sembra davvero uno scherzo di Carnevale.

Il messaggio politico sembra però essere arrivato: il Carnevale è tornato ad essere una festa a Sulmona e gli operatori chiedono risorse e programmazione per il prossimo anno. “Non è possibile che si spendano soldi solo per il cartellone natalizio – incalza Di Ianni – festeggiare il Carnevale vuol dire anche dare sfogo alla creatività e all’artigianato. Per il prossimo anno mi auguro che si prevedano risorse in bilancio”.

Il sindaco annuisce e si prepara all’impresa.

Come Emma e Beatrice: “Ci mettiamo al lavoro da subito per il prossimo Carnevale” dicono.

E non scherzano.

1 Commento su "L’impresa di Carnevale"

  1. Complimenti Emma e Beatrice

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